Recensione: Lukas #11- Tenebre

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Michele Medda (testi), Frederic Volante (disegni) e Michele Benevento (copertina)
Prima pubblicazione Gennaio 2015
Prima edizione italiana Gennaio 2015
Formato 17 cm x 21,3 cm
Numero pagine 100

Prezzo 3,30 €

Una pallottola in più nel torace non faceva nessuna differenza, ma una pallottola in testa l’avrebbe fatta
(Lukas #11)

TENEBRE

UpkPfA5XLjgQhwnGrpHgY684RDdl7mCX5ouF2ZLX6nk=--Il sole non è mai stato così lontano da Deathropolis come nelle pagine di Tenebre, undicesimo e penultimo capitolo della saga di Lukas Reborn. Proprio il cognome del ridestato senza memoria (Reborn) sarà il titolo della seconda stagione firmata da Medda e Benevento; a darne l’annuncio il sito Bonelli con anticipazioni e una piccola notizia che ha svelato parte della conclusione della prima serie. Lukas lascerà Deathropolis per tornarci alcuni anni dopo, cercando di estraniarsi dal mondo dei ridestati. La domanda sorge spontanea: riuscirà lo zombie che si forza di essere umano ad eliminare Wilda Bensen definitivamente?

Tenebre è un albo pieno di malinconia, che nasce da errori commessi e da addii inaspettati. Esattamente come l’ultimo giorno di vacanze in cui sei proiettato già al futuro, cerchi di vivere intensamente le ultime ore di libertà, allo stesso modo, sia Lukas sia i lettori sono proiettati verso l’ultimo numero per la resa dei conti. Non c’è respiro, le tenebre non concedono sconti e chiedono il conto per tutti gli intrecci che hanno accompagnato il primo anno di vita editoriale del fu Jordan Black.

Alias, il numero dieci, si era concluso con una misteriosissima chiamata da parte di Wilda a un fantomatico Jamie. Nell’errore di definirlo uomo, nella precedente recensione, avevo centrato l’obiettivo: Jamie è una ridestata dai tratti androgini che riesce a risalire a Lukas facilmente e a mettere alle strette la bellissima Zara. Quando in una serie riesci a legarti ai personaggi, molto di più che alla storia in cui sono immersi, significa che lo scopo degli autori è raggiunto. Zara è sempre stata presentata come un personaggio di cui non importa sapere tanti particolari, la centralità è il suo amore per Jordan Black. Conta solo quello, e, a parte l’acqua e un proiettile in testa, nulla potrebbe allontanarla dal suo amore ridestato.

ERRARE È (IN)UMANO

UpkPfA5XLji1yEMNvtE3vigqQlpvrHISa7Bfu3Ztkm8=--Gli errori commessi dai protagonisti mutano l’assetto della storia e la loro stessa interiorità. Zara pecca d’ingenuità e finisce in una trappola, sempre e solo per salvaguardare Lukas, il quale allo stesso modo è vittima di un agguato. Ne esce, ancora una volta, trivellato di proiettili, ma salvo. Aumenta la fame, aumenta il desiderio di abbracciare la sua natura. Si stringe il cerchio, parte la caccia e Wilda piange. Una splendida sequenza priva di parole rappresenta la delusione di una donna al comando. Tradita da tutti, disillusa sul suo stesso potere sempre più ininfluente accetta la sua resa nei confronti del politicante Gilbert Andropulos. Giocando a fare il veggente che legge il futuro dei morti, azzardo che proprio l’integerrimo omino che ripudia i piaceri carnali, sarà al centro della seconda stagione e delle vicende di Lukas.

Il serial cartaceo firmato da Michele Medda e disegnato, questo mese, da Frederic Volante dedica una corposa parte alla vicenda degli umani che si complicano la vita con le loro stesse azioni. Finora avevo sempre parlato bene di Brian, il figlio minore di Bianca Roberti e credo che giunti quasi alla fine della serie ha raggiunto la sua catarsi. Sfogliando i primi albi della serie ci troviamo di fronte un ragazzino pigro, viziato e tremendamente annoiato. Confrontandolo con gli ultimi sviluppi troviamo compiuta la sua evoluzione; è maturato riuscendo a superare anche gli errori commessi da altri. Bravo, Brian…e povera Jessica! Il suo spirito da paladina è ripagato con una grande fregatura. In Alias, Jessica aveva cercato di mediare nella stucchevole situazione che aveva coinvolto sua madre Bianca e Brian nei confronti del ricco Gerald Sutton, padre di un compagno di scuola di Brian (Vedi Zombie). Il sesso compra tutto, ed è un’ottima arma che si ritorce contro con la stessa semplicità con cui si sgonfia una bolla di sapone.

DIALOGHI & COPERTINE, IRONIA & AZIONE

UpkPfA5XLji1yEMNvtE3vkVYGJ7FiOaT+yy2aiIVHUI=--Una delle caratteristiche narrative di Medda che era rimasta sopita per quasi tutta la serie trova tra le pagine di Tenebre la sua rivincita: l’ironia. Nonostante la pesantezza emotiva, ci sono alcune chicche che riescono a farmi sorridere. Inutile stare qui ad elencarle, eppure pensare a due ridestati che “giocano al dottore”, o immaginare Omar che dichiara la sua omosessualità al padre mentre gli altri colleghi disperano per questioni decisamente più gravi, mi ha ricordato perché ho sempre adorato i dialoghi dell’autore sardo su altre testate Bonelli.

La copertina di Michele Benevento è ipnotica, il sangue scorre tra le pagine e trasuda anche in questa splendida immagine di Lukas e Zara avvinghiati e pronti all’azione. Sia la copertina di Tenebre, sia quella di Mostri, l’ultimo numero, riescono a trasmettermi dinamismo e azione nonostante la staticità dei personaggi. Quasi come voler sottolineare che i personaggi hanno raggiunto l’apice della loro evoluzioni, non hanno bisogno di ulteriori cambiamenti, ciò che deve mutare è il mondo intorno a loro. Deathropolis è pronta a bruciare.

In definitiva, leggere Tenebre è stata una sbirciata su ciò che ci aspetta tra due mesi in edicola, con nuovi personaggi (alcuni di quelli introdotti in questo numero, sono certo che li rivedremo anche in Reborn), nuove dinamiche e rabbia sopita pronta ad esplodere. Potreste recriminarmi di aver accennato solo marginalmente la trama. È vero! Spiegare tutto ciò che succede in poco più di 90 pagine significa rovinare tutti i piccoli colpi di scena.

Mi resta solo un forte senso di malinconia, per un addio (?).


FUMETTO LUKAS
L’inizio. Orfani: 1
Bugie. Orfani: 2
Verità. Orfani: 3
Dylan Dog. Cronache dal pianeta dei morti

C4 MATITE:

Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni si diverte a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni sceglie Dylan Dog come costante della sua vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. Nel 2013 studia sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Nel 2015 e 2016 tiene un ciclo di lezioni sulla scrittura al S.O.B. per il corso di perfezionamento "Editoria per l'infanzia e il pubblico giovanile". Attualmente, collabora con la NPE, come traduttore e autore, è al lavoro sul primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA, e scrive un fantasy su Wattpad dal titolo "Ray Owlers, oltre il buio."

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