Recensione: Lukas Reborn #12 – L’infinito

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Michele Medda (testi), Michele Benevento (disegni e copertina)
Prima pubblicazione Febbraio 2016
Prima edizione italiana Febbraio 2016
Formato 17 x 21,3 cm
Numero pagine 100

Prezzo 3,30 euro

Lukas è nelle mani della Squadra Phoenix, il Direttivo dei Ridestati è stato annientato e i troll – manipolati dalla potente Innominabile – tramano per sovvertire l’ordine di Deathropolis. Tutto sembra perduto, finché Huldar – un troll “dissidente” – non riesce a liberare il Nostro. Raggiunto il mondo oscuro attraverso l’Occhio di Kaphal, Reborn affronta e uccide Sjovkar, il condottiero dei mostri, ponendo così fine agli intrighi che stavano trascinando nel caos il mondo umano. Il peggio sembra essere passato, ma l’Innominabile medita vendetta…

L’INFINITO

1451470515406.jpg--l_infinito___lukas_reborn_12_coverTutto finisce, e tutto può tramutarsi in infinito. Una semplice azione può perpetrarsi nel tempo diventando legenda, ridefinendo ciò che è finito e ciò che è infinito. La storia di Lukas termina con il numero dodici della seconda stagione, ma come tutti gli eroi di carta vivrà per sempre. Tra le pagine. Nella memoria dei lettori. In quell’universo costellato di mostri che è la realtà ideata da Michele Medda e Michele Benevento. Precipitarsi in edicola, essere consapevoli che sarà l’ultima volta che si acquista l’albo di un personaggio che ti ha accompagnato per due anni della tua vita, diventa un rituale venato dalla malinconia di un addio. Ci si sente parte di una famiglia, così come dicono i due creatori nell’editoriale. Uno staff coeso e fortemente in sintonia per quanto riguarda la parte visiva della storia: Luca Casalanguida, Massimiliano Bergamo, Vincenzo Acunzo, Frederic Volante, Andrea Borgioli, Fabio Detullio,Werner Maresta e – ovviamente – Michele Benevento, sono tutti i disegnatori che si sono avvicendati per 24 storie. Nonostante alcune differenze di tratto, e determinate particolarità di stile, l’unità con cui è stato realizzato Lukas difficilmente si riscontra in altre serie della Sergio Bonelli Editore.

COESIONE NARRATIVA E VISIVA

1451470632608.jpg--La controparte narrativa, invece, è stata sviluppata in modo che il livello dell’attenzione non calasse mai. Mai! Soprattutto nella prima stagione, ogni storia presentata era un tassello ricco di particolari e segreti svelati sul conto di Lukas e sulle dinamiche del mondo oscuro. Nella seconda stagione, la suddivisione in tre macrotrame, invece, ha iniziato a destare la mia attenzione nel preciso istante in cui ho intuito che tutto ciò che accadeva confluiva verso il finale della stagione. Ogni azione, ogni personaggio, ogni scelta di Lukas sarebbe stata funzionale per il finale. Sembra scontato, ma non sempre è così quando si leggono storie. Per questo motivo Lukas si aggiudica una tripletta di punti bonus: ben scritta, ben struttura, ben disegnata.

L’infinito, realizzata dai due papà, Michele Medda e Michele Benevento, è il giusto epilogo. Malinconico, struggente e allo stesso tempo catartico. Ricordate l’anello di Lukas con l’uroboro? Ecco! Tutto diventa ciclico. Tutto ritorna. Tutto diventa, appunto, infinito. Come avevo scritto per Furia Cieca, la vera esplosione di eventi si è svolta nel numero precedente, lasciando alle ultime 94 tavole della serie il compito di chiudere il percorso di Lukas, senza lasciare vuote le storie degli altri personaggi.

Nel resoconto della prima stagione, avevo definito Lupi il migliore albo della serie, e leggere tra le pagine del numero 12 di Lukas Reborn, un diretto richiamo alla trama che vedeva Brian Roberti disperarsi per la perdita di un suo primo amore giovanile, ha aumentato il valore dell’albo. Infatti, parallelamente allo scontro tra Lukas e l’Innominabile, si sviluppa un discorso sull’arte, sulla spettacolarizzazione della morte e allo stesso tempo all’esaltazione delle atrocità. Ancora una volta, Brian dimostra di essere un personaggio forte, segnato dalle vicende che erano accadute a Mirror Lake vent’anni prima e che hanno definito il suo carattere e le sue scelte.

THE END!

1451470639397.jpg--Proprio in prossimità di Mirror Lake, alle grotte di Brimstone Rock, Lukas giunge nel mondo oscuro per lo scontro finale. Michele Benevento realizza la sequenza più accattivante dell’intera stagione riproponendo vecchi personaggi e vecchi rancori. Oltre il piacere che può provare il lettore nel rivedere tutti coloro che hanno reso la seconda vita di Lukas un inferno, è il modo in cui Benevento riesce a far percepire il senso di “percorso” che il ridestato compie attraversando quel mondo tenebroso a rendere unico il lavoro del disegnatore. La sequenza di tavole da pagina 58 a 69 mescola pioggia, oscurità, vetri infranti, mostri, catapultando il lettore al fianco di Lukas.

In questo quadro di redenzione, malinconia, legami familiari manca un solo elemento: la vendetta. Spetterà a Plosker, il collega-amante di Myra Cabot della squadra Phoenix adempiere a questo ruolo. In che modo? Leggete L’infinito e capirete. Mi congedo, dopo aver seguito passo dopo passo le vicende di Lukas Reborn, ipotizzando gli eventi futuri, emozionandomi con la dipartita di alcuni personaggi, e comprendendo sempre di più l’umanità di Lukas. Un semplice, ma sempre efficace, grazie.


FUMETTO LUKAS
L’inizio. Orfani: 1
Bugie. Orfani: 2
Dylan Dog. Mater Morbi
Dylan Dog. Il sorriso dell’Oscura Signora



LA NOSTRA PAGELLA: 7.9/10



Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni mi divertivo a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni scelgo Dylan Dog come costante della mia vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. A ventun'anni la mia prima ed unica band i Dreamway Tales. Nel 2013 studio sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Attualmente collaboro con la NPE, come traduttore e autore, e sono al lavoro sul mio primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA.

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