Recensione: Lupin III

Editore Futabasha
Autori Monkey Punch
Prima pubblicazione 1969 in Giappone
Prima edizione italiana 1994 in Italia per Star Comics poi Kappa Edizioni
Formato
Numero pagine
Prezzo lire 4000-4500

Jigen… Goemon… dite un po’… se doveste scrivere gli auguri di capodanno sul sole…
… come li scrivereste?

UN VIAGGIO VERSO LE ORIGINI

Lupin_Mamo_posterPrendersi cura di un personaggio accattivante come Lupin III è un’operazione che viene facile, anestetizzati i sensi dai ricordi di un cartone che ci ha accompagnato per molti anni nei pomeriggi di qualche anno fa tra merende e compiti tutti ancora da fare. Per apprezzare in pieno la sua personale evoluzione si è costretti a percorrere a ritroso quel sentiero che da noi si è snodato seguendo spesso i dettami della casualità e soprattutto per lungo tempo abbiamo creduto che l’amato Lupin III fosse esclusivamente il protagonista di un cartone animato. Ma ora sappiamo bene che non è così. Kazuhiko Kato, universalmente conosciuto col nome di Monkey Punch, nel lontano 1969 da vita ad un personaggio stravagante, dinoccolato, scorretto, affascinante a suo modo; quelle pubblicazioni avranno una durata di altri tre anni fino all’aprile del 1972, ma la storia a quel punto sarà solo all’inizio. Lupin III s’ispira chiaramente alle vicende tratte dalla fortunata serie di romanzi di Maurice Leblanc, molto conosciuta anche in Giappone e da sempre altrettanto apprezzata. I tratti in comune tra i due protagonisti sono molteplici, entrambi sono in realtà ladri gentiluomini, maghi del trasformismo, amanti del gioco, delle donne e naturalmente del denaro, ma il Lupin di Monkey Punch è un ladro moderno, cinico, dirompente, avvezzo alla tecnologia, alle auto e poco incline alla pudicizia.

UN’INSOLITA BANDA

Lupin III, nipote del più noto antenato Arsenio, per quanto solitario è da sempre a capo di una ristretta banda di fedelissimi compagni nonché amici: Daisuke Jigen è un pistolero di impareggiabile abilità, vive senza mai allontanarsi dalla sua Smith & Wesson 19, è la spalla ideale di Lupin, del quale non rivendica mai un ruolo maggiore. Goemon Ishikawa XIII è un samurai di stampo antico, ligio alle severissime regole dell’onorabilità dei guerrieri; eccellente spadaccino è al servizio dei piani sempre più insoliti e improbabili del complice ladro, dalla sua ha un’arma così tagliente che se utilizzata al meglio è in grado di squartare in due qualsiasi cosa. Fujico Mine, amante e unica donna della banda, non sempre si muove per il bene del gruppo, puntando sempre al proprio tornaconto personale.

FUJICO

TRA GIOCO E VISIONE

lupin 1Appropriarsi dell’immagine originale di Lupin è uno sforzo significavo che si deve compiere per sublimare e poi separare l’idea che si ha di un personaggio edulcorato dalla lunghissima serie a cartoni animati. Abbandoniamo per un attimo Lupin per come riusciamo a immaginarlo, nei panni più volte rinnovati, nel colore delle sue giacche che ne rivendicano altrettante serie televisive, in quegli atteggiamenti che ne hanno sottolineato un carattere che solo dopo abbiamo compreso essere un prodotto derivato e immergiamoci nel frizzante progenitore di carta. L’idea arcaica che determina lo stile dei personaggi è precisa e gode di una libertà di espressione notevole. Intanto si rivolge con cristallina intenzione verso un pubblico preciso che oscilla tra gli universitari e i ragazzi delle età che lambiscono quel mondo, difatti i temi trattati sono permeati di doppi sensi molto equivoci e di situazioni erotiche molto esplicite. Fujico è il bersaglio prediletto di questo meccanismo calibrato che con poche mosse fa scattare il suo torbido funzionamento; si rimane stupiti di come i tagli furiosi avvenuti nel cartone trasmesso sulle nostre reti nel fumetto non ci sia assolutamente traccia, anzi sembra essere il fulcro basilare di ogni assurda vicenda. Ma ovviamente il sesso non è l’unico tema che si sviluppa, infatti a tessere le trame della curiosità ci sono moltissimi altri spunti; il disegno è quell’elemento così bizzarro che non lascia repliche. I personaggi sono caricature di esseri umani, conditi di espressioni quasi sempre grottesche, esili e filiformi in posizioni innaturali, soggetti a movimenti esagerati, allungati, semplicemente in contrasto con le leggi anatomiche e fisiche. Ma è una trovata geniale, che supporta in maniera dinamica delle vignette che certo non brillano per la loro pienezza o articolata combinazione. Le storie sono capitoli brevi e intensi, non hanno cadenze regolari, vivono come i lampi che attraversano le oscurità della materia grigia di Monkey Punch. Non vi ricorderete questo fumetto per i ricordi suscitati dalle ore trascorse alla TV, anzi con la lettura scoprirete un Lupin inedito, genitore geniale di quello in pellicola.


Essere Lupin III
La verità infranta
Lupin III – Serie 01 (Eps 01-23) (5 Dvd)
Banpresto Lupin III Collection PVC Statue
Banpresto Lupin III Collection Fujiko PVC Statue

C4 MATITE:

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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