Recensione: Maledetta balena

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Editore Tunué
Autori Walter Chendi
Prima pubblicazione Febbraio 2016 – Collana Prospero’s books n°61
Prima edizione italiana Febbraio 2016 – Collana Prospero’s books n°61
Formato 17 x 24 cm brossurato
Numero pagine 160 a colori
Prezzo 16,90 euro

Tutto il fianco di tribordo è come un pesce dalle squame rosse e bianche… Le squame rosse e bianche sono i marinai del Lombardo… debbo toglierle e gettarle in mare con la carta oleata…

IN BILICO…

maledetta_balena_cover_HR1Questa storia a fumetti è riuscita a far vibrare corde del mio animo che erano rimaste mute da lunghissimo tempo, anno domini 1993 per la precisione. Mi ha fatto ricordare quando mio nonno materno, coscritto prima e abbandonato poi al suo destino dopo l’8 settembre, mi raccontava della sua lunga marcia dalla Jugoslavia fino a casa. Di come era difficile rimanere nascosti dalle pattuglie tedesche anche senza divisa, della fame, delle giornate interminabili e della guerra che ancora gli sibilava intorno senza pietà. Maledetta Balena, scritto e disegnato da Walter Chendi ed edito in Italia da Tunué, riesce a catapultare il lettore in un mondo che noi oggi possiamo percepire solo come ombra distante, ma che per molti è stata una tragica e sanguinosa realtà. Ci riesce nel tempo che serve a sfogliare 160 pagine fatte di combattimento, amore, pietà umana ma soprattutto di arte pura e semplice. Eppure non è il sibilare delle bombe o l’eroismo del protagonista che catalizzano l’attenzione, perché a fare da filo conduttore in questa opera è una storia che ci accomuna tutti e, prima o dopo, svela un finale uguale per tutti. Ma procediamo con ordine, come Ingmar Bergman ha già fatto con maestria a suo tempo…

SQUAME ROSSE E BIANCHE

Giovanni è anziano. Nel letto d’ospedale dove è confinato le giornate passano lente, scandite dal variare della luce e BALENA 4dalle visite regolari di Madame Orphin, una bella infermiera divenuta ormai materializzazione organica della droga che allevia i suoi dolori. In questo limbo di semi-coscienza Giovanni torna indietro alla sua giovinezza, ai tempi in cui era cuoco in Marina, i tempi in cui il Duce parlava da piazza Venezia e gli alleati bombardavano i porti. Nel torpore di un letto d’ospedale, sempre in bilico tra il sogno e una coscienza ovattata, Giovanni torna ai giorni della guerra, agli orrori vissuti sotto i bombardamenti, alle notti insonni e alla Kosbörg, il refugium peccatorum. Una nave passeggeri nuova fiammante che la benevolenza degli ufficiali della marina, unito ad un robusto incentivo degli armatori, ha fatto diventare “nave ospedale”. In apparenza tranquillo ostello a figli di ammiragli, feriti e coglioni, si rivelerà presto per quello che realmente è: una grande balena bianca di ferro che nasconde un segreto al suo interno, un animale senza anima che aspetta il momento migliore per prendersi il dazio di guerra che le spetta. Dal punto di vista della sceneggiatura questo BALENA 5Maledetta Balena è, in tutto e per tutto, un film. Movimenti di camera e inquadrature sono realizzati ad arte e delineano il ritmo della narrazione insieme con l’artificio dei flashback. Il protagonista si muove in un limbo di ricordo e realtà che piazza l’intero costrutto in una dimensione onirica, squarciata ad hoc dai numerosi colpi di scena che punteggiano la storia. Dal punto di vista grafico lo stile di Chendi rimanda a quello del maestro Vittorio Giardino (e del suo Max Fridman),  ma più in generale presenta i tratti tipici della scuola francese. Personaggi estremamente caratterizzati e dalla fortissima espressività si muovono in ambienti dove la luce naturale è assoluta protagonista. Bellissima anche la scelta, in particolari momenti della storia, di far contrastare ambientazioni narrative molto estese, come la nave passeggeri, con inquadrature e molto strette, quasi claustrofobiche. Tutto però sempre modulato da una scelta di colori morbidi e avvolgenti che trascinano il lettore dentro una storia di oltre 160 pagine che prende allo stomaco e non permette di interrompere la lettura se non all’epilogo.

BALENA 3

LA GRANDE BELLEZZA

Walter Chendi è un autore incredibile. Se in Est-Nord-Est aveva già dato sfoggio della propria sensibilità e abilità di cantastorie, in questo Maledetta Balena raggiunge un livello completamente nuovo. Dai disegni al lettering, dalle inquadrature alla fotografia e ovviamente la sceneggiatura (mi perdonerete il linguaggio cinematografico) questa opera è un piccolo capolavoro che merita di essere sullo scaffale di qualunque appassionato di fumetti. Personalmente ho apprezzato molto anche la decisione di dividere la storia su due piani cronologici differenti, che ha permesso all’autore di descrivere in maniera più profonda proprio il protagonista e la sua vita. Sia chiaro, non la vita di un eroe: quello che si trova nelle pagine di Maledetta Balena sono i tratti dell’esistenza di molti reduci della seconda guerra mondiale, studenti, insegnanti, contadini, che un giorno sono diventati fucilieri, marinai, e avieri. E hanno tentato di sopravvivere. Il prezzo per una opera come questa non è rilevante, oltre al fatto che Tunué ha realizzato una grande edizione, meritevole dell’investimento. Poco altro da dire se non Buona Lettura.


Maledetta balena
Viola giramondo
L’isola senza sorriso
Dalle rovine
Doomboy




LA NOSTRA PAGELLA: 9.1/10



Andrea Cattani

Figlio degli anni '80 (insomma...metà anni 70...), attendo l'arrivo di Daltaniuos per finalmente fuggire da questo pianeta, a mio parere, dominato da mostri. Ecco

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