Recensione: Malloy – Gabelliere spaziale

Editore Panini Comics
Autori Marco Taddei e Simone Angelini
Prima pubblicazione 2017
Prima edizione italiana 2017
Formato 19,5 x 27 cm
Numero pagine 200

Prezzo 19,00 euro

Ben venga il caos, perché l’ordine non ha funzionato.

Questo aforisma, estratto dalla produzione dello scrittore Karl Kraus, campeggia sulla quarta di copertina di Malloy – Gabelliere spaziale, ultima fatica della coppia Marco Taddei Simone Angelini (forti del successo di pubblico e critica con il precedente Anubi), pubblicato da Panini 9L. Attraverso le sue opere l’artista austriaco ha deciso di raccontare con piglio ironico e tagliente l’Austria a cavallo tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, tra contraddizione e probizionismo ideologico e morale. Celebri sono stati i suoi “attacchi” all’ipocrisia della borghesia, all’assurda ipocrisia della società nei confronti della donna e molto altro ancora. Quest’opera, figlia di quella linea di pensiero e di scrittura, si presenta sotto una maschera appariscente costituita da alieni, armi iper-tecnologiche, calcoli improbabili per ritrarre la nostrà realtà con crudeltà, mettendoci difronte al nudo prodotto della società moderna.

2017: ODISSEA NELLA POST-TERRA

Abbandonato il microcosmo provinciale di Anubi gli autori decidono di far partire la loro storia dal macrocosmo. Ci troviamo infatti nel pieno della Galassia, dove in un futuro distopico i vari pianeti si muovono sotto la rigida egida imperiale e il controllo dei Gabellieri spaziali, riscossori di tasse intergalattiche dal grilletto facile che vanno a caccia. L’imperatore dei pianeti conosciuti è il Paravatz, qui rappresentato come il più classico dei ragionieri sommerso da carte e antiquati terminali elettronici. “Mediocrazia” la chiamerebbe il sociologo canadese Alain Deneault, proprio per sottolineare il riscatto dell’uomo medio.

In questo stato di calma apparente si muove una pallottola impazzita. Si tratta del nostro protagonista Malloy, che impareremo a conoscere sin dalle prime pagine proprio per i suoi modi schietti e il suo disintegratore antimaterico, impostato perennemente nella modalità Bagno di Sangue. Dal passato burrascoso e dal presente fatto di doppi giochi e viaggi intergalattici il personaggio si pone come fil rouge tra i due mondi distinti, quello meramente burocratico e quell0 d’azione e di violenza. La sua missione però questa volta lo porterà a scontrarsi con il pianeta che più di tutti è stato capace di accumulare debiti e che deve fare finalmente i conti con i suoi creditori: la Terra.

Da questo momento parte un frenetico viaggio a metà tra space opera e road trip, tra l’ombra imcombenete della psicopatica (ex ragazza) Monroe e un variegato pantheon universale, metafora e pretesto narrativo per raccontare il presente. Il globo terrestre è una palla di sabbia, isolazionismo (volontario) ed acquisti frenetici, la ricca e sgargiante classe dirigente diventa una cricca di anziani che si preoccupano solo di accumulare oro e chi prova a ribellarsi a questo sistema si rinchiude dietro alle glorie del passato per non guardare il proprio presente. Tutto però sembra aver trovato un suo illogico equilibrio, almeno fino all’arrivo del nostro gabelliere.

BUONA LA SECONDA

Uno dei punti di forza di Anubi, uno dei più originali ed interessanti lavori del panorama italiano degli ultimi decenni, era proprio il connubio incredibile tra la prosa, fortemente letteraria e allo stesso tempo maledettamente moderna, e il disegno capace di mescolare pop e underground. Il confronto, dopo un esordio (se si escludono le Storie brevi e senza pietà e le varie collaborazioni con riviste) così, è inevitabile e i due autori ne escono in maniera egregia. La narrazione che ci viene proposta è scorrevole, seppur con qualche passaggio fin troppo ampolloso. L’umorismo, i passaggi squisitamente medievaleggianti, l’ironia tagliente funzionano ed elevano ulteriormente gli intenti dell’opera.

Non da meno è la prova di Simone Angelini che raggiunge la propria maturità artistica e arricchisce ulteriormente il suo stile unico. Abbandonate le scene oniriche e il marcio provinciale e stiliforme delle ex divinità egizie, quello che ci viene messo in scena è un mondo coloratissimo in cui ogni creatura è unica nel suo genere. Rifacendosi ad alcuni maestri del passato e del presente, il richiamo a Massimo Mattioli con un mix tra i raggi laser di Joe Galaxy e le avventure pulp delle celebri B-Stories o ad alcune produzioni americane receneti, il disegnatore pescarese fa suo tutto il suo ricco bagaglio culturale per ributtarlo su carta in maniera convincente.

IL GABELLIERE SPAZIALE

Malloy è un’opera solida, ragionata e che senza mai prendersi, in fondo, troppo sul serio riesce ad affrontare il dramma quotidiano con un piglio unico. La scelta di Panini 9L di prendere nelle propria fila la collaudata coppia si è rivelata una scelta vincente. Non ci resta dunque che attendere i progetti futuri in maniera spasmodica.


Malloy gabelliere spaziale
Tetris. Incastri internazionali
Hombre. L’integrale
Caravaggio 1 La Tavolozza e la Spada
Torpedo 1936. Ediz. integrale



LA NOSTRA PAGELLA: 8.8/10



Pietro Badiali

Nato e cresciuto con Batman-The Animated Series ed i film di Tim Burton mi approccio ai fumetti anche grazie ai supereroi. Alla 150esima resurrezione decido di lanciarmi anche in altri campi. Ora sono un onnivoro: manga, graphic novel, BD, comics...l'importante è la qualità.

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1 Risposta

  1. 8 agosto 2017

    […] coppia del fumetto italiano (vincitori del C4 Contest 2016 con Anubi ed autori del recente Malloy), saranno ospiti della prossima edizione di Lucca Comics & Games 2017 in arrivo nella […]

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