Recensione: Malmessi – Agnese non partire

Editore Cargo
Autori Collettivo Cargo
Prima pubblicazione Aprile 2017
Prima edizione italiana Aprile 2017
Formato
Numero pagine 172

Prezzo

GRAPHIC NOVEL D’AUTORI

La prima cosa che si prova quando ci si ritrova a leggere Malmessi è la sinestesia graphic novel, collettivo, auto produzione, vita reale. I ragazzi di Cargo, numeroso e variegato collettivo milanese che si porta sulle spalle una congrua produzione di opere, hanno confezionato una storia a fumetti auto prodotta di quasi duecento pagine da cui traspira l’intenzione di fregarsene dei richiami iconografici facili, delle citazioni prepotenti, dell’argomentazione critica sul nostro tempo, ossessiva e urlata a gran voce per far sembrare tutto più importante; dell’ansia vista come demiurgo o come il martello di Thor che scatena le tempeste, i cui fulmini sono le immedesimazioni dei lettori, della delicatezza come manifesto e l’acidità come arma di omologazione di massa.

Si può fare un graphic novel al giorno d’oggi, e farsi leggere, senza abusare di questi elementi?

CERTO CHE SÌ

Certo è anche che se s’indeboliscono pure gli elementi basilari che compongono una storia, il risultato fa più fatica ad attecchire. L’intento degli autori è quello di raccontare una storia realistica che segue la vita quotidiana di Seba, Nadia e del loro gruppo di amici, due ragazzi con tutti i problemi dei giovani normali: lavoretti su lavoretti, compromessi, amori fatti di nostalgia, partenze all’estero, sesso occasionale, lutti da affogare in bevute e tradimenti da coprire col volume alto della musica. Il pregio è che riescono a farlo con uno sguardo sincero che sa di vissuto, con una sensibilità tesa verso la gioia e il disagio dei nostri tempi (ma anche di quelli che hanno segnato ogni generazione); il problema è la dispersione delle azioni e degli accadimenti che finiscono per inficiare anche la caratterizzazione di alcuni personaggi. L’opera sul suo percorso si carica tutta la routine quotidiana, i dialoghi futili, i tempi morti, le riflessioni e i momenti intimi cercando di restituirci un piano sequenza del reale. Purtroppo l’operatore finisce per inciampare su qualche lapide dei tempi narrativi sparsa qua e la, ma la resa finale riesce a salvarsi grazie a momenti più solidi che lasciano anche qualche momento di riflessione, di quelli che rispettano gli intenti prefissati dagli autori.

TANTA CARTA AL FUOCO

Ci vogliono diverse righe per elencare tutti gli autori che partecipano alla stesura di Malmessi e la mole di penne e matite si ripercuote anche sulla stesura dell’opera e causa quella dispersione citata sopra: il fulcro e il tema della storia è ben chiaro ma nel secondo atto del racconto veniamo sommersi da schegge di racconti persino sconnessi in alcuni punti. La resa grafica è divisa tra i vari disegnatori che contribuiscono ognuno con una propria visione stilistica della storia, fattore che crea persino dei cambiamenti nelle fattezze dei personaggi che per esempio cambiano taglio di capelli anche da una tavola all’altra. Immagino che sia una scelta “autoriale” condizionata anche dalla necessità di far lavorare tutti, ma in una storia così continuativa si crea un po’ di confusione.

L’esperimento è comunque valido e il progetto è un’auto produzione che merita un supporto. Lo consiglio soprattutto agli appassionati di storie realistiche incentrate sulle problematiche del nostro quotidiano.



LA NOSTRA PAGELLA: 6/10



Orzo Nimai

Mi chiamo Nimai. E' il mio vero nome. Sul serio! Scrivo storie e un giorno vorrei farlo diventare un lavoro. Uno dei miei sogni è accumulare abbastanza materiale per riempire almeno una pagina su Wikipedia.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.