Recensione: Marcinelle 1956

Editore Diábolo Edizioni
Autori Sergio Salma
Prima pubblicazione 2012
Prima edizione italiana 2013
Formato 17 x 24 cm, brossurato filo refe
Numero pagine 256 pagine, bianco e nero

Prezzo 15,95 euro

Lavorare all’aria aperta, al sole. Questa è La vita che fa per Me! La Mia vita è Laggiù… Ma se tu hai voglia di rimanere in Questa trappola per topi, restaci! Loro non chiedono altro!
– da Marcinelle 1956

UNA STORIA VERA TRA BELGIO E ITALIA

marcinelle 2Belgio, miniera di carbone di Marcinelle, la sirena d’emergenza suona ancora una volta. Mogli, figli, parenti e conoscenti si bloccano, ormai conoscono troppo bene quel rumore, è il suono di emergenza nella miniera.
Anche la mattina dell’8 agosto del 1956, quando la sirena riecheggiò nella miniera di carbone Bois du Cazier, nella piccola località del comune di Charleroi, in tanti accorsero ai cancelli in attesa di notizie, in pochi tornarono presto a casa. Una tragedia realmente accaduta è alla base di questo graphic novel targato Diábolo Edizioni, scritto e illustrato da Sergio Salma, autore nato da genitori italiani proprio nella città belga di Charleroi nel 1960 e cresciuto nei quartieri operai dell’importante industria mineraria del paese. Un punto di vista privilegiato, insomma, quello da cui viene raccontata questa storia dalla tematica seria e delicata che lega a doppio filo il Belgio e l’Italia, Paesi da cui provenivano la maggior parte degli operai.

marcinelle 5

IL FATTO STORICO

marcinelle 7L’8 agosto 1956 a causa di un guasto e/o di un malfunzionamento al sistema di risalita dei carrelli, nel condotto dell’aria principale si sviluppa un incendio in tutta la miniera di carbone di Marcinelle: le fiamme e il gas si propagano rapidamente nelle gallerie, non lasciando scampo a 262 delle 275 persone presenti al momento dell’incidente. Ad oggi è il più grande disastro minerario della storia e il terzo incidente in generale per maggior numero di vittime tra gli italiani all’estero. Proprio per l’importanza del tema, è da apprezzare l’ottima appendice del volume che contiene ben undici pagine di approfondimento sulla vicenda curate da Morgan Di Salvia, con foto a cura dello stesso Salma e di suo padre.

LA TRAMA DI UN’INCOMPRENSIONE FATALE

marcinelle 4In un piccolo corons (agglomerato urbano), nei pressi del Bois du Cazier di Marcinelle, abitano i protagonisti di questa storia, gli operai italiani della miniera. Distrutti da un lavoro logorante che li costringe a scendere nelle viscere della terra dalla mattina alla sera, l’unico modo che hanno per “evadere” dall’oscurità soffocante è pensare alla loro patria natia, così piena di sole e luce. marcinelle 3Tutti, infatti, sembrano avere nostalgia di casa, tutti tranne il protagonista, Pietro Bellafiore, che si sente tradito dall’Italia che lo ha costretto a emigrare con moglie e figlio per trovare un lavoro. I colleghi e il fratello lo prendono in giro e non capiscono assolutamente la sua preferenza per il Belgio, preferenza che si trasforma in passione quando incontra una giovane donna del luogo. Pietro è sempre più turbato e combattuto, tra la famiglia che lo lega e gli ricorda quella patria che tanto disprezza, e l’affascinante bionda che lo seduce inconsapevolmente con la sua gentilezza e la sua aria di novità, ma l’8 agosto si avvicina.

Come dichiara lo stesso Salma nell’appendice del volume, Marcinelle 1956 non è solo il racconto di una tragedia, ma è anche la semplice storia di un uomo e una donna, con i loro problemi, che si incontrano. A causa delle differenze linguistiche e di vita, i due forse non arriveranno mai a comprendersi realmente, da cui anche il tema dell’incomprensione che, proprio quella sfortunata mattina di agosto, fu alla base dei problemi di comunicazione tra l’operaio italiano nel pozzo e l’addetto belga in superficie.

UNA STORIA SEMPLICE MA CHE EMOZIONA

marcinelle1956Sergio Salma, con il suo stile pulito e semplice, sia nei disegni sia nella sceneggiatura, riesce a emozionare con questa storia che ci ricorda il nostro passato e ci fa riflettere sul presente. I problemi dell’immigrazione e dell’integrazione, che un tempo gli italiani vivevano sulla propria pelle in altri paesi, oggi li ritroviamo nel nostro paese. La mancanza di lavoro e la difficile integrazione degli immigrati sono un calderone vacillante, come nella storia narrata basta un’incomprensione per far divampare un incendio. Per questo motivo un’opera come Marcinelle 1956 è sempre apprezzabile, grazie al suo apporto di memoria storica ci riporta alla mente degli esempi che troppo spesso ci dimentichiamo.

Un fumetto impegnato che si lascia leggere con facilità, grazie a dei disegni dal tratto non complesso ma efficace. Una storia ben scritta che lascia trasparire il coinvolgimento personale dell’autore e il grande lavoro di ricerca giornalistica che vi è alle spalle; in definitiva una storia semplice ma che emoziona.


Marcinelle 1956
Miao
La macelleria
Non piangere
Matador

C4 MATITE:

Alessandro Di Giulio

Il mondo del fumetto l'ho sempre amato da quando mia madre mi portò al primo Lucca Comics della mia vita, penso che ora si odi per questo; da allora li compro li leggo e li colleziono e non me ne sono mai pentito. Ho 31 anni mille passioni e una vita sola per poterle coltivare; questo è il cruccio di molti di noi. Cosa c'è di meglio allora di scrivere di una di queste grandi passioni?..

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