Recensione: Marina vol. #1 – I figli del Doge

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Editore Panini Comics
Autori Matteo Alemanno e Zidrou
Prima pubblicazione 2013
Prima edizione italiana 2016
Formato 23,5 x 31 cm
Numero pagine 58
Prezzo 13,90 euro

Ormai sono più di trent’anni che divido mio marito con un’altra donna, una donna morta quasi settecento anni fa.

Venezia, oggi: Federico Boccanegra, docente di letteratura, sta per recuperare un relitto di nave dalle profondità della Laguna veneta, la Pantegana, un sogno inseguito da tutta la vita, con l’aiuto della moglie Donatella e dell’assistente Lisbeth. Venezia, quattordicesimo secolo: Marina Dandolo sta per essere scambiata con il figlio del sultano dell’Impero ottomano, come segno di pace fra le due potenze mediterranee, ma qualcosa va storto. Inizia così l’affresco dai toni mystery realizzato da Matteo e Zidrou, proposto in Italia da Panini Comics: Marina vol. 1 – I figli del Doge si presenta come un’opera ricca di storia, intrighi politici e profezie dantesche che si ripercuotono attraverso i secoli.

VENEZIA MALEDETTA

marina-page-06La città malinconica, la perla d’acqua tanto invidiata dal resto del mondo, è l’ambientazione ideale per un thriller ad alta tensione, carico di fascino storico e mistico, una favola nera che non risparmia alcun personaggio. L’acqua verdognola che scorre tra calli e campielli è densa del sangue di innumerevoli cadaveri, sacrificati a giochi più grandi dei singoli o a segreti di stato. Alcuni decenni prima, il sommo poeta Dante aveva scritto la sua Divina Commedia, un capolavoro che fece credere ai contemporanei che il fiorentino fosse “di spirito profetico dotato” e le cui visioni immaginifiche fossero da considerarsi la vera faccia dell’aldilà. La paura scaturita da queste parole, le quali esprimono il punto di vista politico di un Guelfo bianco quale Dante era, confonde i cuori delle persone, le spinge a commettere azioni riprovevoli. In mezzo a tutto questo, Marina e il suo fratellino Giovanni, figli del Doge Andrea Dandolo, innocenti travolti dall’alta mare, gettati in pasto ai lupi e alle più becere nefandezze. I due subiscono un cammino infernale, una caduta verticale nella malasorte, deboli agnelli macellati senza pietà.

I COLORI DELLA STORIA

Rosso come il sangue, bruno come legno e canapa, azzurro come il mare. Sono queste le tonalità primarie delle tavole, accanto al grigio sporco di architetture semplici e costiere, di porti commerciali occidentali e orientali. La ricostruzione storica permette un’immersione nel modo, come la riproduzione di una Venezia moderna in prenda all’acqua alta e colpita da una delle peggiori piaghe di sempre, il turismo. È ancora molto presto per provare ad andare oltre queste poche righe, in quanto siamo solo al primo capitolo: ma la maledizione tanto temuta dai veneziani aleggia aria ieri come oggi, e questo è solo l’inizio.


I figli del doge. Marina: 1
La profezia di Dante Alighieri. Marina: 2
La Compagnia Folies Bergère (9L)
Mentre il re di Prussia faceva la guerra, chi gli rammendava i calzini?
I Borgia




LA NOSTRA PAGELLA: 7.8/10



Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

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