Recensione: Meiji – Una restaurazione canina

Editore 001 Edizioni
Autori Mamoru Oshii – Tetsuya Nishio
Prima pubblicazione 2012
Prima edizione italiana 2014
Formato 17×24 cm – b/n – Brossura
Numero pagine 180 pp.

Prezzo € 18.00

Quella che viene raccontata ora è la storia delle lotte e dei fallimenti di cani feroci,
cani intelligenti e cani bastardi, che riuscirono a portare a buon fine la modernizzazione
del Giappone (o forse persero l’occasione per farlo).

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LA STORIA… LETTERALMENTE!

Meiji_coverNel paragrafo solitamente dedicato alla storia (intesa come trama) oggi parliamo di Storia vera e propria. Infatti MeijiUna Restaurazione Canina racconta gli avvenimenti accaduti nel periodo storico che prende il nome di “Restaurazione Meiji”. Con questo termine si intende quell’arco temporale, che va dal 1853 fino ai primi anni del 900, in cui il Giappone si aprì al commercio e ai rapporti con i paesi esteri. Un processo che portò alla modernizzazione di un paese che fino a poco tempo prima era completamente isolato dal mondo. Un’epoca complicata in cui l’evoluzione culturale e politica del paese portò a guerre intestine, attacchi terroristici, confusione e caos.

LA RESTAURAZIONE CANINA E I SUOI PROTAGONISTI

La caratteristica principale del volume è che tutti i protagonisti e i personaggi hanno sembianze canine. Si tratta di un genere vero e proprio, che viene tradizionalmente chiamato Wan Wan Mono. Parliamo quindi di un volume molto particolare, non solo nei contenuti ma anche nella forma. Eppure l’idea di Mamoru Oshii e di Tetsuya Nishio (autori rispettivamente della sceneggiatura e delle matite del volume) è estremamente funzionale al racconto e il risultato è una narrazione credibile e allo stesso tempo fantastica, del tutto realistica nella sua rappresentazione. Gli episodi drammatici raccontati nel libro non perdono di efficacia, ma restano intatti nonostante le sembianze canine dei protagonisti.

Questa soluzione è un punto importante, sia per la sua peculiarità ma soprattutto perché in qualche modo mitiga un aspetto critico del volume (di cui parliamo nel dettaglio più avanti): la difficoltà a orientarsi in mezzo alle molteplici note, rimandi e citazioni della cultura giapponese.

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Hanpeita Takechi, Izo Okada, Ryoma Sakamoto e tutti gli altri eroi e anti-eroi della storia giapponese dell’epoca sono qui resi in tutta la loro complessità e in tutte le loro contraddizioni. Protagonisti di un momento storico tanto complesso quanto affascinante.

UN RACCONTO PER MOLTI, MA NON PER TUTTI

Meiji 03Il tratto di Nishio è chiaro e semplice, capace di passare dal disegno più surreale a dei veri e propri ritratti fotografici. La narrazione è divisa per capitoli e alterna fatti storici a divertenti siparietti in cui i due autori (anch’essi rappresentati con sembianze canine) si abbandonano a digressioni e buffi battibecchi. Al termine di ogni capitolo è inoltre presente una lunga intervista che esamina e approfondisce nel dettaglio il personaggio appena raccontato e che da spazio e voce ai due autori di esprimersi in merito alle vicende narrate.

Meiji però non è un volume per tutti. È un racconto tanto dettagliato quanto complesso e presuppone una conoscenza storica e approfondita della cultura giapponese. Molti sono i rimandi ad anime, film e personaggi appartenenti al mondo nipponico, in mezzo ai quali risulta difficile orientarsi. Chi non possiede tali conoscenze corre il rischio di perdersi e di arrivare a stento alla fine  del volume. Intuire la citazione è una cosa, coglierla è un’altra. Se è vero che la lettura è un momento di incontro tra due solitudini (l’autore e il lettore), un atto di amore in cui chi scrive condivide una parte di sé con chi legge, allora qui il divertimento viene meno perché non c’è nessun “incontro” se non si riesce a godere di questo gioco di rimandi. Ci si sente esclusi, ed è un peccato.

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Ciò non toglie assolutamente valore all’opera ma è giusto sottolineare che non si tratta di qualcosa rivolto a tutti e che forse il suo punto di forza principale, cioè l’essere un racconto storico dettagliato e ricco di rimandi, rischia di diventare il suo difetto più grande.

IN CONCLUSIONE

Meiji – Una restaurazione canina è un volume rivolto principalmente a un pubblico di appassionati, proprio in virtù della sua natura complessa e particolare. L’edizione è curata nei contenuti e contiene una corposa introduzione dello stesso regista Mamoru Oshii. Il tutto è confezionato in una comoda e agile brossura con alette e lettura “alla giapponese”, che farà la gioia di tutti gli appassionati del Sol Levante e di tutti i fan di Oshii e Nishio.

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Un volume prestigioso, per un pubblico consapevole e maturo.


Meiji, una restaurazione canina
Gen di Hiroshima Vol.1 (di 3)
L’ETERNAUTA (EDIZIONE AMPLIATA)
Ladri di imperi: 1
Ladri di imperi: 2



LA NOSTRA PAGELLA: 6/10



Marcello Bertonazzi

Newser e recensore milanese. Ha passato due terzi della sua esistenza a drogarsi di fumetti, libri e a collezionare dischi. Entra ed esce in continuazione dal tunnel delle serie tv. Pare purtroppo non ci sia più niente da fare. Felicemente irrecuperabile.

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