Recensione: Mercurio Loi #1 – Roma dei pazzi

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Alessandro Bilotta (testi), Matteo Mosca (disegni), Francesca Piscitelli (colori) e Manuele Fior (cover)
Prima pubblicazione 23 maggio 2017
Prima edizione italiana 23 maggio 2017
Formato 16 x 21 cm brossurato
Numero pagine 96 a colori

Prezzo 4,90 euro

Questa città si è fatta palcoscenico, preti, papi, carabinieri, professori, cospiratori… Tutti interpretano un personaggio. Arriveremo a portare vere maschere… Chi lo farà avrà in mano il futuro! 

Avete presente lo Sherlock Holmes interpretato da Benedict Cumberbatch? Ecco, catapultate quel personaggio nella Roma papalina dei primi dell’Ottocento e avrete ottenuto Mercurio Loi. Dopo l’esordio nel ventottesimo volume della collana “Le storie”, Sergio Bonelli Editore ha deciso di dedicare una serie a questo carismatico personaggio. “Un ficcanaso che si lascia appassionare da qualunque mistero con cui venga a contatto“: così l’autore Alessandro Bilotta, penna molto nota di Bonelli, descrive Mercurio.

IL FUMETTO

Nel primo numero ci viene fatta una panoramica del personaggio grazie a Ercole, domestico del professor Loi. Preoccupato per la presunta sparizione del suo capo, introduce il personaggio con un monologo apparentemente rivolto al lettore, che in realtà osserva la scena attraverso gli occhi del colonnello Belforte, graduato della polizia pontificia costretto al mutismo a causa di una ferita alla gola. Subito dopo, il lettore è lanciato nel vivo dello scontro tra Mercurio e il suo Moriarty, grazie ad Ottone, il giovane assistente del protagonista.

I disegni di Matteo Mosca riescono a comunicare magistralmente i dettagli dell’epoca; sia nella rappresentazione di Roma, che nell’aspetto e nei costumi dei personaggi. È piacevole l’uso del colore, che ci accompagna in tutto il volume, ma tuttavia aggiunge poco a una storia già ricca di contenuti.

LA ROMA OTTOCENTESCA

L’ambientazione nella Roma del papa re rimanda alle atmosfere dei film di Luigi Magni, in particolare Nell’anno del signore del 1969) e al famoso Il Marchese del Grillo (1981), le cui vicende in realtà risalgono a un secolo prima, ma che Monicelli preferì traslare nella Roma di Pio VII. È proprio durante questo periodo infatti che Roma divenne teatro delle più note sette e cospirazioni del periodo, tra cui la Carboneria.

Sono però l’intreccio degli eventi e lo scontro tra Mercurio e la sua nemesi a tirare le fila del racconto, dimostrando come l’ambientazione sia li solamente per arricchire la storia, e non per sopperire a vuoti di trama. Con una piccola introduzione l’autore vuole sottolineare la passione di Mercurio per il passeggiare senza una meta precisa. Ci fa notare come questa abitudine sia in realtà retaggio delle città come le intendiamo oggi, ovvero come luoghi romantici da cui farsi ispirare, concetto nato proprio nel periodo in cui è ambientato il racconto. La passeggiata diventa mezzo con cui si va incontro ad eventi accidentali e da cui parte l’avventura. Come dichiarato da Bilotta, il personaggio di Mercurio è facilmente riconducibile al flâneur di Baudelaire, il classico gentiluomo che vaga per le vie cittadine e si lascia ispirare da queste ultime.

Se avete amato la Roma del Marchese del Grillo e prediligete storie surreali ma non soprannaturali, è il fumetto che fa per voi.

C4 MATITE:

Noman Al Ani

Figlio di due fricchettoni che, durante l'infanzia lo hanno rimpinzato di libri e trascinato in giro per mostre di pittori Uzbeki. Da li ad amare il fumetto il passo è stato breve. Tuttora il suo sogno più grande è diventare uno Jedi.

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