Recensione: Mezza fetta di limone

Editore Shockdom
Autori Mattia Labadessa
Prima pubblicazione Novembre 2017
Prima edizione italiana Novembre 2017
Formato 18 x 28 cm brossurato
Numero pagine 192 a colori

Prezzo 18,00 euro

Torniamo, per concludere un’ideale trilogia del web, un’ultima volta tra i pixel che diventano spazi bianchi sulla carta stampata. Si sa, la narrazione ha vita propria e, spesso, s’infila dove meno te l’aspetti, tanto da creare un filo conduttore per queste tre recensioni. Con La notte dell’oliva abbiamo esplorato l’ultimo arrivato dal web con il suo graphic novel, con Nine Stones siamo entrati nel primo numero di una serie coraggiosa che grazie al web ha dato una forte scossa all’editoria italiana. Non potevamo che concludere questo percorso con l’artista che potremmo definire capostipite di questa nuova generazione di autori che, per primo, ha dato modo al mercato fumettistico di affacciarsi sul web: Labadessa.

PARTE 0: LA TRAMA

Il nostro uomo uccello è sul letto e ragiona, ragiona, ragiona… poi una chiamata. Che facciamo stasera? chiede Wilson. Solito, stasera solito, come al solito. Ma non sarà una sera come tutte le altre, non sarà il ripetersi di una routine opprimente, non sarà il nuovo inizio di un ciclo claustrofobico che si chiude sempre più intorno alla monotoniano, stasera no. O forse sì.

Labadessa torna in libreria e fumetteria dopo una lunga assenza dal web, conseguenza di una necessità artistica personale, chiudendosi in una riflessione autoriale che ha portato a questo volume. Questa volta abbiamo una trama, un intreccio orizzontale, un susseguirsi di eventi e situazioni collegate da un flusso narrativo, un passo decisamente grande per l’autore che si trova per la prima volta alle prese con un graphic novel (e questa volta lo è davvero). Ma com’è andata? Il rischio di trovarsi davanti a gag su gag è alto quando si passa dalle illustrazioni alla narrazione sequenziale, sarà riuscito il nostro ansioso uomo uccello nel suo intento? Vediamolo insieme.

PARTE 1: MEZZA FETTA DI LIMONE

Mattia ha studiato, si vede. La pressione mediatica e l’hype dei lettori hanno portato il giovane autore napoletano a studiare il mondo del fumetto da vicino, approcciando la narrazione sequenziale (così come la chiamava Eisner) nella sua interezza, dalla sceneggiatura allo storytelling. Questo semplifica molto il lavoro per noi critici – recensori o brutti ceffi, chiamateci come vi pare – che ci troviamo davanti a un nuovo stadio del percorso artistico dell’autore, è già metà del lavoro. Labadessa passa dal leggicchiare fumetti all’osservare i fumetti, un salto impegnativo che porta le sue storie su un nuovo livello di lettura. Allo stesso tempo sono estremamente evidenti i segni di incertezza e limitata conoscenza del medium fumettistico, inevitabili a questo punto della carriera. Il ritmo ha alti e bassi, troviamo alcuni momenti spenti nel volume, dove i protagonisti si fermano senza portare avanti la storia in nessuna direzione. Salta all’occhio la classica ingenuità nel cercare l’avanguardia che offre soluzioni grafiche decisamente suggestive ma non sempre funzionali.

PARTE 2: L’ALTRA METÀ DELLA FETTA

La verità è che Mezza fetta di limone non vuole una recensione. Forse Mattia, l’autore, potrebbe apprezzare, ma l’opera in sé non ne ha bisogno. Questo perché aldilà della critica, esulando da una digressione analitica del volume, il graphic novel di Labadessa non va interpretato ma letto per quel che è: il percorso che un’idea vive nel cervello, nella vita, dell’autore. Dalla prima all’ultima pagina siamo spettatori esterni, lontani dai luoghi in cui si svolge l’azione, pubblico tenuto al silenzio fino all’ultima battuta. Per tutta la durata del fumetto l’autore mostra con naturalezza e trasparenza l’arco di un pensiero che come una ferita torna a far male al primo movimento avventato. Labadessa non cerca la morale, tanto meno risposte facili, mettendo il lettore davanti a domande che non necessitano risposta ma attenzione. Questa la somma del lavoro del giovane fumettista, la consapevolezza di non dover necessariamente risolvere i problemi ma, con semplicità, a cuor leggero, affrontarli.

Infine, Mezza fetta di limone è un volume strano. Labadessa compie un enorme salto in avanti tentando il salto mortale. Lo spettacolo riesce, l’autore confeziona un graphic novel suggestivo e piacevole, pregno di quella che comincia a delinearsi come una poetica narrativa personale. È una prova ardua, un’acrobazia fatta con una leggera incertezza, i movimenti non sono precisi, ma in fin dei conti una dimostrazione coraggiosa e personale. L’autore c’è e, soprattutto, c’è l’autorialità che convince di una cosa: lo vedremo ancora sugli scaffali e questo volume non fa altro che spingerci ad aspettare con – ovviamente – ansia la prossima uscita.

C4 MATITE:

Roberto Diglio

Sceneggiatore e, prima di tutto, accanito lettore di fumetti. Frequento la Scuola Internazionale di Comics, progetto e scrivo molteplici fumetti, studio storia e analisi della nona arte. Ogni tanto dormo e sogno di diventare un autore famoso tanto da farmi insultare da quei maledetti recensori. Nel frattempo recensisco.

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