Recensione: Mob Psycho 100 #1

Editore Edizioni Star Comics
Autori One
Prima pubblicazione 18 aprile 2012
Prima edizione italiana 15 novembre 2017
Formato 13 x 18 cm
Numero pagine 192 in bianco e nero

Prezzo 4,90 euro

In parole povere, vorrei piacere alle ragazze…

Era il 2009, quando One, uno sconosciuto  mangaka di Nigata, iniziò a pubblicare One-Punch Man  sulle pagine del suo blog. Il manga si presentava come una decostruzione parodica della figura del supereroe all’interno del  tipico impianto “sfida-aumento di livello-nuova sfida” del genere shonen. Nonostante lo stile grafico approssimativo, sgangherato e apparentemente amatoriale, il fumetto ha un grande successo di pubblico, tanto da attirare l’attenzione del noto mangaka giapponese Yusuke Murata (Eyeshild 21) che propone a One di collaborare per una versione cartacea di One Punch Man. Murata ci mette i disegni e One la sceneggiatura e, manco a dirlo, One Punch Man è, ad ora, uno dei manga più popolari al mondo.

In Italia, dunque, abbiamo potuto apprezzare One soprattutto nel ruolo di sceneggiatore coadiuvato dall’ottimo Murata, ma è con il suo nuovo Mob Pyscho 100, webmanga iniziato nel 2012 e ora pubblicato in versione cartacea da Edizioni Star Comics, che conosciamo su carta One come autore completo. Questa premessa risulta fondamentale in quanto, come vedremo in seguito, l’aspetto più controverso dell’opera risiede proprio nei suoi disegni.

LA TRAMA

Mob Psycho 100 narra le vicende di Shigeo Kageyama, detto Mob, uno studente di scuola media dotato di enormi poteri paranormali che sogna di vivere un’adolescenza normale. Il ragazzo è schivo, anonimo, mediocre e fa di tutto per nascondere le sue capacità ESP, cercando di conformarsi alla massa. L’insipida vita di Mob si divide dunque tra la scuola, un lavoretto part time alle dipendenze di uno spiritista ciarlatano di nome Arataka Reigen e i maldestri tentativi di trovare un gruppo a cui appartenere (e possibilmente anche una ragazza). Un’adolescenza fatta di timidi tormenti, dubbi e insicurezze, ma anche immersa in un mosaico di personaggi e situazioni bizzarre, dove le “doti” paranormali del giovane rischiano di esplodere in maniera incontrollata.

POTERI STRAORDINARI PER INDIVIDUI ORDINARI

Come in One Punch Man, One affida un potere devastante ad una persona comune, che si trova a vivere questa condizione quasi per caso con la difficoltà di doverla gestire, sia emotivamente sia socialmente. Mob è un individuo che, pur possedendo capacità straordinarie, non è socialmente riconosciuto. Infatti, non appartiene a nessun club scolastico, viene sfruttato dal suo datore di lavoro,  è ignorato dalla ragazza che gli piace, non ha  legami affettivi  degni di nota e annaspa, maldestramente, alla ricerca di una propria identità. Lo smarrimento e l’inesprimibilità del proprio tormento tipico dell’età adolescenziale  sono fortemente percepibili in tutto il manga di One che, sotto la veste comica, lascia spazio a riflessioni importanti su quanto sia difficile costruire la personalità individuale, conoscere le proprie emozioni, trovare la strada per farsi accettare dagli altri e il proprio posto nel mondo.

NON ABBIAMO BISOGNO DI “BEI” DISEGNI

Nella parte introduttiva della recensione ho affermato che uno degli aspetti più controversi del manga di One sta nei suoi disegni. Aprendo le pagine del volume, infatti, è facile accorgersi delle sproporzioni evidenti dei corpi, delle anatomie abbozzate, delle prospettive sbagliate e dello stile generale caricaturale e apparentemente amatoriale. Tuttavia, credo che tutto ciò non infici minimamente la qualità del volume, anzi, semmai, ne aumenti l’efficacia e la particolarità autoriale.

In un medium complesso come il fumetto, disegni, narrazione, temi ed espressività devono riuscire a trovare un’ ottima alchimia per riuscire ad arrivare al lettore con la massima potenza. Il disegno, dunque, non andrebbe giudicato rispetto alla sua “bellezza” (termine tra l’altro spesso usato a sproposito e alquanto vago) quanto alla sua funzionalità rispetto agli scopi narrativi ed espressivi dell’opera. Da questo punto di vista, il disegno volutamente imperfetto di One è perfetto per esprimere  l’incapacità di relazionarsi con il mondo reale, il distacco e l’inettitudine del protagonista insieme all’ironia grottesca e assurda delle situazioni in cui si fa coinvolgere. La libertà dai canoni stilistici ed estetici permette all’autore di guadagnare in espressività, soprattutto nei momenti comici (Mob Psycho 100 potrebbe essere inserito nel filone dei gag–manga) e di giocare nella costruzione delle tavole gestendo al meglio i tempi e dando un costante senso di imprevedibilità. Il disegno, dunque, non è mai un ostacolo alla narrazione, ma, al contrario, la rende più immediata. Forma e contenuto vanno di pari passo.

CONCLUSIONE

Per concludere, questo primo volume di Mob Psycho 100 si presenta come un’opera divertente e acuta, dove One dimostra, ancora una volta, la sua grande capacità narrativa unita ad uno stile di disegno che forse farà storcere il naso ad alcuni lettori, ma risulta estremamente efficace per raccontare le vicende dei suoi strampalati personaggi.

PRO CONTRO
– Divertente e intelligente
– Imprevedibile
– Narrazione scorrevole
– Disegni efficaci
– I disegni potrebbero far storcere il naso ad alcuni lettori

C4 MATITE:

Matteo Marchetti

Filosofo per formazione ed educatore per professione, cresce a Dragonball, Final Fantasy e calcio di strada nella campagna piacentina. Appassionato di fumetti, cinema, videogiochi, letteratura e arte è sempre a caccia di nuovi stimoli su cui riflettere, dialogare e scrivere.

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