Recensione: Museum – The killer is laughing in the rain

Editore J-Pop
Autori Ryosuke Tomoe
Prima pubblicazione 2013 Kodansha
Prima edizione italiana 2015
Formato 13 x 18 cm
Numero pagine 200

Prezzo 19,50 euro cofanetto con 3 volumi

Voi, per me siete la materia prima. Sei pezzi di un’unica opera d’arte… Che ora finalmente posso completare. Una nuova opera d’arte da esporre nel mio museo.

IL CONCETTO DI MUSEO

MUSEUM-BOXDurante l’orgia fumettistica degli ultimi Lucca Comics, in preda ad un picco di compulsività spendereccia, mi sono trovato al variegato stand di J-Pop. Ho passato tra le mani diversi cofanetti, attraenti e stimolanti, poi ho scelto, spinto più dal caso che da altro verso “Museum“, una mini serie di tre volumi. Appare fin da subito come sia curato il progetto grafico (non l’unico della casa editrice) e come abbiano ritenuto fondamentale commisurare questo sforzo comunicativo con un prodotto di altissimo profilo sia visivo che tattile. Oltrepassata la fase conoscitiva mi sono addentrato tra le pagine per scoprire se tanta attenzione era supportata anche da una storia e un disegno all’altezza. Il protagonista Hisashi Sawamura è un assistente nel dipartimento cittadino della polizia, inconsapevolmente finisce per trovarsi al centro delle ricerche in merito ad una serie di efferati omicidi, apparentemente scollegati tra di loro, ma che portano in seno il filo invisibile del destino.

museumLa pioggia caratterizza tutte le atmosfere cupe e metropolitane di una società decadente e alienante e allo stesso tempo scevra di sogni e anestetizzata dall’invadente realtà che si sostituisce alla catasta dei sogni mai realizzati. Ma la pioggia è un mezzo, un monito, un segnale, è il momento in cui l’assassino viene fuori allo scoperto e mette in pratica il suo orrendo piano di artista: confezionare una personalissima collezione di opere d’arte, dove il corpo delle vittime è la materia prima da utilizzare. Il museo per definizione è il luogo dove sono racchiuse le muse, le ispiratrici che comandano le mani incerte degli artisti, coloro che suggeriscono gli afflati ispirati alle membra svuotate di quei creatori perduti, ma ogni museo ha una propria identità, un sentiero conduttore che ne detta la direzione, è il fine verso il quale un collezionista si rivolge con dedizione.

QUELLO CHE NON TI ASPETTI

museum1Museum” è una storia dai ritmi serrati, che non si nasconde troppo dietro inutili sensi retorici o buonismo modulato, niente di tutto questo, quello che serve alla narrazione è utilizzato al massimo della sua potenzialità e crudezza. Non è certo una novità per un manga, ma questo modello narrativo serve a mantenere altissima la tensione che cresce con la chiarificazione del quadro generale e con le scoperte che poco alla volta portano alla luce i coturni della verità. Ryosuke Tomoe, l’autore dell’opera ci stupisce fin da subito per l’ottimo impianto grafico, non solo puntiglioso ma anche variegato e studiato nella complessità delle emozioni umane. L’assassino porta una maschera dalle sembianze di rana, e non è solo una scelta bizzarra dettata dall’essere spaventoso, piuttosto un segnale, una denuncia, un dettaglio che tiene vivo il caso acceso su di lui. Le tracce del serial killer non si fermano esclusivamente alla sfera lavorativa, anzi, in breve tempo invadono pure l’ambito personale, già dilaniata da vicende emotive sfibranti. Il caso viaggia su binari incerti e ogni soluzione è davvero possibile, l’autore tiene sempre le briglie ben salde in mano, non lasciando scampo per quei lettori che perdono con facilità la pazienza o la curiosità.


Museum. The serial killer is laughing in the rain. Box vol. 1-3
Il corvo. Libro secondo
La malinconia di Haruhi Suzumiya: 1
Il cane che guarda le stelle
Nel nido con il nemico. Angry Birds comics: 1



LA NOSTRA PAGELLA: 7.9/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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