Recensione: Nailbiter #1 – Scorrerà il sangue

Editore SaldaPress
Autori Joshua Williamson e Mike Henderson
Prima pubblicazione 10 giugno 2016
Prima edizione italiana SaldaPress
Formato
Numero pagine 128

Prezzo 14,90 euro

1a610270d67da9ca53d33e1d34995d7dUna cittadina statunitense misteriosa? Un serial killer che si mette a collaborare con i protagonisti per scoprire la soluzione al caso? Si, le ispirazioni sono chiarissime ma Joshua Williamson e Mike Henderson sono comunque riusciti a dare a Nailbiter un’identità fortissima, disegnando una città particolarissima ed intrigante, perfetto teatro per le azioni dei freaks che vi sono nati.

Buckaroo è una piccola città dell’Oregon, famosa per aver dato i natali a ben sedici spietati serial killer. Nicholas Finch, agente sospeso e sotto processo, vi si ritrova perché contattato dall’amico e collega Carroll, che afferma di aver scoperto il segreto di Buckaroo.
Arrivato in città Carroll è però scomparso, e Finch si trova costretto ad unire le forze con con lo sceriffo Sharon Crane e l’ultimo dei serial killer della città, Edward “The Nailbiter” Warren.

Fin da subito Williamson decide di presentare Buckaroo come una città oscura, torbida, immersa nella pioggia (come in Se7en) e dominata da un’atmosfera macabra, rafforzata anche dalle azioni dei suoi cittadini e da alcune “istituzioni” della città (come il negozio dei serial killer).
La città assume quindi un ruolo predominante nelle vicende, e sfugge dalle sue funzioni di sfondo per diventare effettivamente influente sugli stessi personaggi.
Finch è un uomo distrutto, totalmente a pezzi per motivi sconosciuti, non riesce a capacitarsi di ciò che ha fatto e si sente chiaramente guidato dal suo senso del dovere nell’aiutare Carroll, ossessionato dal mistero di Buckaroo. È un personaggio fragile, e gli autori non vogliono nasconderlo.
I suoi scatti di ira sono conseguenze della sua debolezza mentale, ed è così che scoprire il segreto di cui parlava Carroll diviene un obiettivo troppo importante. La città lo stranisce, ma per quanto quello che accada sia surreale non lo inibisce nelle sue ricerche, anzi in un certo senso lo stimola.
Finch sembra in un certo senso affine a quel che succede nella città, vuoi per i suoi modi vuoi per le sue reazioni, molto spesso ironiche, e convidivde quest’ambiguità con sostanzialmente tutti i cittadini di Buckaroo tranne uno.

nailbiter-panelIl “Mangiaunghie“, l’ultimo dei serial killer della città, sembra paradossalmente il meno ambiguo dei vari paesani che ci vengono presentati. È palesemente folle, ed è questo che lo rende diverso dagli altri, lo rende più lucido.
Warren è un personaggio intrigante, il classico antieroe carismatico che impone la sua presenza al lettore anche con poche pagine e ne condiziona il giudizio.
Enigmatico, ma anche freddo nelle sue decisioni, proprio quel che serve per garantire freschezza alla narrazione e colpi di scena a iosa, giocando anche con la sua relazione con la città e con gli altri killer.
Al suo confronto, comunque, personaggi come quello dello sceriffo Crane e di Alice, la studentessa incontrata da Finch al suo ingresso in città, sembrano molto più ambigui: la poliziotta è sempre fredda e razionale, disegnata con quel sorriso fisso che diviene inquietante dopo poche pagine, e sembra avere reazioni particolari solo nei confronti dell’ex fidanzato Warren; la studentessa invece non esita mai a tuffarsi in situazioni che dovrebbero invece spaventarla marinando costantemente la scuola, e sembra a suo agio a camminare tra le strade della città.
Parlare degli altri cittadini sarebbe spoiler, quindi lascio a voi la scoperta.

Nailbiter_01_preview_2Williamson predilige sin dall’inizio una narrazione ad archi, disseminando indizi qua e là per il lettore e costruendo effettivamente un caso che si estende in lungo e in largo. Lo sceneggiatore riesce con finezza a riempire di dettagli i dialoghi dei personaggi e le stesse situazioni, arricchendo di informazioni la storia e rendendo solido l’apparato narrativo, sempre con una certa ambiguità di fondo.
Il disegno di Henderson per contro è spesso sporco, e concretizza quell’aria di mistero che si respira dalla scrittura. Con quel tratto lo statunitense riesce sempre a rendere interessanti le sue tavole, vuoi anche per i colori, dominati da una luce smorta, quasi da clinica.

Nailbiter è un fumetto interessantissimo, una commistione tra thriller e snuff movie che riesce a coinvolgere grazie al ritmo impostato dalla sceneggiatura, sempre brillante nel narrare vicende che, con un ritmo più basso, potrebbero anche sembrare alquanto squallide. Utilizzando il personaggio del “Mangiaunghie” per andare sopra le righe, Williamson e Henderson riescono a consegnare tra le mani del lettore una storia ricca di misteri ed azione che non scade nell’ignoranza più pura, ma crea costanti stimoli per il cervello, alla ricerca di una soluzione al mistero.


Scorrerà il sangue. Nailbiter: 1
In ombra. Trees vol. 1/A
Dead body road: 1
Flora e fauna. Manifest Destiny: 1
Un’oscurità lo circonda. Il reietto. Outcast: 1



LA NOSTRA PAGELLA: 7.5/10



Italo Scanniello

Appassionato lettore sin da bambino, fruitore versatile di fumetto, animazione e letteratura.

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1 Risposta

  1. 17 dicembre 2016

    […] killer più bastardi del pianeta? Queste due folgoranti domande sono l’innesco narrativo di Nailbiter, la serie targata Image Comics, creata dallo sceneggiatore Joshua Williamson (Ghosted, Birthright) […]

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