Recensione: Natale a casa Cupiello

Editore Nicola Pesce Editore
Autori Paolo Terraciano (Adattamento), Giuseppe Ricciardi (Matite), Raffaele Marinetti (Chine) e Ivan Cappiello (Colori)
Prima pubblicazione 2016
Prima edizione italiana Dicembre 2016
Formato 21 x 30 cm cartonato
Numero pagine 96 a colori

Prezzo 19,90 euro

Perché, l’anima la tengono solo i morti?
da Natale a casa Cupiello

Era il 1931 e nei teatri di tutta Italia Eduardo portava l’embrione di quello che sarebbe diventata la sua opera più famosa: Natale in casa Cupiello. Quattro anni dopo lo spettacolo era completo di tre atti e De Filippo era sulla bocca di tutti. Oggi, dopo oltre settant’anni, l’opera rivive nel fumetto di Nicola Pesce Editore.

ECCO IL TEATRO. ECCO L’ATTORE.

Natale in casa Cupiello pagina 57Sono figli di genitori napoletani, vedete, ho vissuto la mia infanzia leggendo La livella Io vulesse truà pace, nella calda stretta di un’enorme famiglia tradizionalista. Questo ha certamente i suoi alti e bassi ma, ogni natale, non può mancare Natale a casa Cupiello. Voi avete Una poltrona per due, io ho De Filippo. Quando ho saputo di questa trasposizione a fumetti sono stato sinceramente preso da una certa euforia: il mio lavoro, il fumetto, e le mie passioni, tra le quali il teatro, unite sotto la luce del Maestro.
Mi fiondo sul volume, lo leggo, lo assaporo; lo rileggo e mi riguardo la famosa rappresentazione del ’77 a colori.
Chiamo i miei: “Matre, patre, sto’ libro è bell’overament“.

ECCO LE PICCOLE STELLE.

Mi scuserà il Maestro se parafraso malamente quelle grandi parole rimaste nella storia, cà tenimm nù probblema. Rileggendo il volume con occhio più oggettivo non ho potuto far a meno di notare diverse problematiche.
Come già dissi in altre recensioni, il fumetto ha un linguaggio proprio, da ciò consegue una trasposizione stNatale in casa Cupiello pagina 4udiata e un progetto editoriale calcolato e ragionato al dettaglio. L’adattamento di Terraciano è grossolano: la rappresentazione del ’77 cui ho accennato poc’anzi è ripresa scena per scena, senza che tempi e spazi vengano in alcun modo toccati. Il tutto confezionato con le ottime matite di Giuseppe Ricciardi e le chine di Raffaele Marinetti, uno spettacolo per gli occhi, che riprendono la stessa scenografia, gli stessi costumi e le stesse espressioni proprie di quella rappresentazione del ’77. Una mossa certamente pericolosa: se da una parte la fedeltà all’opera non darà modo ai puristi, dall’altra soffoca il lettore neofita con stanze piccole, inquadrature ripetute e una narrazione visiva molto limitata.
Non mancano, inoltre, diversi errori dialettali o di ortografia, difficilmente passabili per noi madrilingua.
Insomma, NPE ha scelto di trasporre un’opera di un certo calibro affidandola a piccole stelle, autori la cui esperienza è tangibile in Bonelli e Star Comics. Un roster probabilmente non maturo.

In conclusione Natale a casa Cupiello è un buon fumetto. Laddove l’appassionato vorrà riportare alla mente una certa scena potrà goderne, grazie ai dialoghi ripresi dal copione originale, tramite ottimi disegni. Consigliato ai soli amanti del teatro, difficilmente un neofita potrà reggere i limiti narrativi.


Natale in casa Cupiello. Il teatro di Eduardo De Filippo a fumetti
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C4 MATITE:

Roberto Diglio

Sceneggiatore e, prima di tutto, accanito lettore di fumetti. Frequento la Scuola Internazionale di Comics, progetto e scrivo molteplici fumetti, studio storia e analisi della nona arte. Ogni tanto dormo e sogno di diventare un autore famoso tanto da farmi insultare da quei maledetti recensori. Nel frattempo recensisco.

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