Recensione: Nathan Never #281 – Strage sul fondo

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori soggetto : Giovanni Gualdoni – Disegni : Paolo Di Clemente – Copertina : Sergio Giardo (grafica)Gianmauro Cozzi (colori) Lettering : Francesca Piovella
Prima pubblicazione ottobre 2014
Prima edizione italiana ottobre 2014
Formato Bonelli – 16 x 21
Numero pagine 115

Prezzo € 3.20

TERRORE SOTTO IL MARE?

NATHAN NEVER - 281 - 1Il numero #281 di Nathan Never ospita un plot classico che vede protagonisti i due personaggi più rappresentativi dell’intera serie:lo stesso Nathan e la sua partner di sempre, Legs Weaver. Tutta l’azione si svolge dentro un controverso ed osteggiato nuovo tipo di treno subacqueo. I due agenti della Agenzia Alfa sono stati assegnati ad un incarico di tutto riposo questa volta: vigilare sul buon esito del viaggio inaugurale del Submarine Express, il nuovo treno subacqueo a basso impatto ambientale che cambierà completamente il trasporto marittimo sul pianeta. Ma gli investitori del progetto pensano di aver bisogno di Nathan e Legs, e quindi che qualche oscuro segreto potrebbe celarsi negli abissi.

OPPURE FRA LE PAGINE?

Strage sul fondo è una storia autoconclusiva che rimane al di fuori di tutte le sottotrame al momento in corso nel fumetto. Inizialmente sembra che il filo principale sia rappresentato dall’ammutinamento del sistema computerizzato che, in barba alle note leggi della robotica, pensa bene di cominciare il viaggio eliminando il comandante del convoglio (quello che volgarmente in italia si chiamaNATHAN NEVER - 281 - 2 Macchinista, ma non è il caso di sottilizzare…), e uno dei principali progettisti. La sottigliezza del canovaccio viene però fuori a causa di alcuni personaggi, chiaramente riconoscibili, ed evidentemente fuori dalla presunta trama iniziale. Fanno parte di questa sfortunata categoria la formosa ambientalista/terrorista Ariele Hobson, e David Crane, il figlio autistico del fondatore dell’organizzazione nonché genio ideatore del nuovo trasporto sottomarino. Senza andare oltre nello svelare parti della trama, un appassionato di fantascienza riesce ad intuire con buona approssimazione l’intera storia, più o meno a metà dell’albo, cosa che non contribuisce ad aumentarne l’appeal. Anche il buon Paolo Di Clemente non sfoggia in questa storia il suo miglior tratto, lasciandoci tavole che a volte, seppur nitidissime ed espressive in ogni personaggio rappresentato, appaiono statiche a dispetto anche dell’azione che la storia descrive. A concludere il quadro, di certo non viene in aiuto la spartizione classica in vignette che divide rigidamente tutti gli spazi. Insomma, la storia di Giovanni Gualdoni è purtroppo debole sotto molti punti di vista, principalmente a causa di certa fumosità nello sviluppo generale della trama. Tutto da buttare, quindi? Certamente no, una nota positiva sono le citazioni ben celate fra le tavole, e bella in particolare la grafica del robot Jupiter Six che ricorda gli automi bianchi di Io Robot e, facendo ancora qualche passo indietro, l’androide di Metropolis del visionario Lang. Anche gli evidenti rimandi della storia alla fantascienza classica di Asimov , rendono tutto sommato la lettura scorrevole.

LA LINEA SOTTILE…

Trattandosi di un fumetto che ormai viaggia a grandi passi verso il numero #300, Nathan Never non può che mostrare il fianco ad una serie di piccole, inevitabili critiche, fra le quali probabilmente quell’accusa di mancanza di originalità che ormai da più parti prende piede. Se pure è sempre complicato riuscire a dare respiro ad una storia in sole cento pagine, vedere un personaggio singolo che racchiude in se tratti quali il misterioso abbandono neonatale, enormi poteri psichici e genialità scientifica, è oggi abbastanza difficile da digerire. Così come i soci malvagi che approfittano della sua bontà per ottenere tecnologie altamente redditizie e costringono questo potenziale superuomo al rancore ed alla vendetta, con buona pace del figlio/erede, idiot savant che però improvvisamente si conosce dotato di coscienza e poteri.

SERGIO BONELLI 1
Nathan Never #281 – Strage sul fondo probabilmente non è la miglior storia di sempre, ma va a far parte nel novero di quegli onesti racconti posti al di fuori dei cicli narrativi principali dedicati all’agente Alfa, dove non troviamo particolari spunti di meraviglia ma che alla fine riescono ad occupare 30 minuti del vostro tempo.


Nathan Never
NATHAN NEVER N.18 – BONELLI [LRL]
Nathan Never 235
NATHAN NEVER N.208 – Il figlio scomparso
NATHAN NEVER N.209 – Giochi di prestigio

C4 MATITE:

Andrea Cattani

Figlio degli anni '80 (insomma...metà anni 70...), attendo l'arrivo di Daltaniuos per finalmente fuggire da questo pianeta, a mio parere, dominato da mostri. Ecco

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