Recensione: Non sei mica il mondo

Editore Tunué
Autori Raphaël Geffray
Prima pubblicazione 2015
Prima edizione italiana 2017
Formato 19,5 x 27 cm
Numero pagine 188

Prezzo 16,90 euro

Ti avverto!
Non ti mollo!
– Non sei mica il mondo, pagina 47

UN BAMBINO SENZA SPERANZA

Manesco, irascibile e solitario: è questo il ritratto di Bené, un bambino di otto anni che non riesce a frequentare una scuola per più di qualche settimana senza esserne espulso.

Non sei mica il mondo vignetta
Il fumetto si apre sul suo ennesimo “primo giorno” di scuola, giorno che è destinato a condannarlo ad un nuovo fallimento educativo. E invece c’è qualcosa, anzi qualcuno, di diverso dalle precedenti scuole: Valentine, una maestra risoluta e determinata a dare un’opportunità a questo bambino che tutti, a cominciare dalla preside, ritengono senza speranze.

Non sei mica il mondo vignetta cellulare

ATTRAVERSO GLI OCCHI DI BENÉ

Non sei mica il mondo vignetta

L’esordio di Raphaël Geffray, francese di origine ma stabilitosi in Belgio per studiare illustrazione e fumetto, è il racconto nitido e senza pregiudizi di un bambino “moderno”, forse esasperato in alcuni tratti, ma che come tutti i suoi coetanei cerca figure adulte di riferimento per vivere l’infanzia a cui tutti i bambini hanno diritto.

Tunué inserisce questo graphic novel nella collana Tipitondi, che propone fumetti italiani e internazionali per ragazzi e bambini, con una giusta precisazione in quarta di copertina: “Per lettori +12”. Dal mio punto di vista, suggerisco la lettura a un pubblico più maturo (almeno 16 anni, ma chiaramente è un metro soggettivo) per poter cogliere la raffinatezza del racconto e delle scelte grafiche. A cominciare dall’uso della bicromia, che permette al lettore di vedere la vicenda attraverso gli occhi di Bené, un mondo senza colori, cupo, livido e stagnante. Il racconto è alternato da dialoghi secchi e scene di silenzio, dove a parlare sono le immagini, le espressioni dei personaggi o i rumori di sottofondo.

Non sei mica il mondo vignetta riunione

Una lettura da meditare e da non prendere così alla leggera: il mondo messo in scena da Raphaël Geffray, a mio giudizio, non vuole essere una superficiale denuncia contro i fallimenti educativi della famiglia o della scuola, quanto semmai una riflessione sul ruolo che ognuno di noi come membro della società può avere nei confronti dei bambini. La cura dell’infanzia non può essere delegata e costretta entro i soli ruoli genitoriali/educativi, ma deve farci diventare attori del cambiamento, non spettatori della rovina. Buona lettura!


Non sei mica il mondo
L’uomo montagna
La principessa che amava i film horror (e altre storie di principesse)
Il sentiero smarrito
Octave

C4 MATITE:

Melissa Bortolotto

Veneziana "di terraferma", dopo gli studi a Padova si trasferisce a Milano per seguire le sue passioni: l'editoria, la cultura, l'informazione. A Milano avviene l'incontro con Martina, che la trascina nell'avventura di c4c come redattrice e corretrice.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.