Recensione: Octave

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Editore Tunué
Autori David Chauvel, Alfred e Walter
Prima pubblicazione 2003
Prima edizione italiana 2010
Formato 19,5 x 27 cm
Numero pagine 128
Prezzo 16,90 euro

Sai, Octave, ho visto tutto quello che hai fatto laggiù con il capodoglio, l’orata, il pinguino e la sula… e sono incredibilmente fiero di te!
– da Octave

L’ESORDIO DEI TIPITONDI DI TUNUÉ

Un’opera importante per la casa editrice Tunué questo Octave di David Chauvel, Alfred e Walter. Si tratta infatti del graphic novel che ha dato avvio a Tipitondi, la collana che da anni presenta i migliori titoli del fumetto italiano e internazionale per bambini e ragazzi: dai grandi classici della letteratura come Pinocchio e Oliver Twist a titoli più moderni come La principessa che amava i film horror.
Un volume di successo che esce dopo sei anni in una nuova ristampa per i giovani lettori curiosi di conoscere il mondo tra le pagine dei fumetti. Octave2_tav.13_3

RICORDI DI UN’INFANZIA ITALIANA

Sono emozionato e commosso nello sfogliare l’edizione italiana del libro. Penso alla mia infanzia a Chiavari, in Liguria, alle vacanze trascorse con mio nonno, che nonostante abitasse da quarant’anni in Francia non sapeva parlare che l’italiano; mi ha sempre incoraggiato a disegnare, ma purtroppo è morto che ero ancora bambino perché potesse ammirare i miei successi. Il poter pubblicare le avventure di Octave, che sono ispirate alle mie vacanze con lui, in italiano, mi fa credere che, in qualche modo, dovunque sia ora, possa comprendere un mio successo a fumetti.

Così Alfred ha commentato la presentazione dell’edizione italiana di Octave, il graphic novel che racconta di Octave, un bambino che vive con la mamma sulla costa di fronte all’oceano pur odiando il mare, ma che quando la situazione lo richiede tira fuori il coraggio e vola in soccorso degli abitanti del mare.

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L’appartenenza di Octave alla collana Tipitondi non vuole scoraggiare i lettori adulti, che sapranno apprezzare il dinamismo delle strisce e i tratti onirici di questo volume.

Riuscitissima la scelta di raccontare il mare attraverso le sfumature che assume in relazione al tempo atmosferico. Nella prima storia Octave e il capodoglio, la luminosità del cielo e la vegetazione rigogliosa ci portano nella stagione estiva; in apertura di Octave e l’orata, invece, le foglie ingiallite che volteggiano ci immergono immediatamente nell’autunno; il riverbero della neve e il freddo della stagione invernale ci accompagnano nell’avventura di Octave e il pinguno papua mentre l’ultima storia, dedicata a Octave e la sula bassana, si apre con la pioggia primaverile.

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Un’opera da leggere sotto le coperte prima di addormentarsi, o in riva al mare prendendo il sole: se vi addormentate e vi chiama un capodoglio nel sonno, potreste avere un’idea di come andrà a finire. Buona lettura!


Octave
La disperazione della scimmia
Perché ho ucciso Pierre
Non morirò da preda
Napoli. Sguardi d’autore




LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



Melissa Bortolotto

Veneziana "di terraferma", dopo gli studi a Padova si trasferisce a Milano per seguire le sue passioni: l'editoria, la cultura, l'informazione. A Milano avviene l'incontro con Martina, che la trascina nell'avventura di c4c come redattrice e corretrice.

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