Recensione: One Piece

Editore Star comics (Italia) Weekly Shonen Jump (Giappone)
Autori Eiichiro Oda
Prima pubblicazione 1997
Prima edizione italiana 2001
Formato Manga
Numero pagine 208

Prezzo 4,30 euro

Prepotente? Non decidere che questa è la mia tomba solo perché
hai un mantello con le punte e delle bombe coi punteruoli…
Non è questo il posto dove morirò!

(Estratto dal vol. 8)

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Comprendere a fondo questo fumetto è impossibile, è un po’ come fissare il mare e chiedersi quali misteri nasconda. Come per il mare non resta che lasciarsi trasportare, assecondare i suoi moti calmi o burrascosi, rincorrere gli alisei o abbracciare le brezze.  Eiichiro Oda crea mondi popolati da personaggi eccentrici eppure affascinanti, tratteggiati con indubbia maestria; ci racconta le fantasie più improbabili riversandole sul piatto senza tempo della sua genialità. Il piano che ci sta servendo è un banchetto di idee senza fine e senza livelli; non c’è limite alle possibilità e ogni situazione irreale si rovescia nella più tangibile delle realtà.  Leggendo queste pagine si percepisce il sale che persiste sulla pelle, il sole che picchia sul lettore e viene spesso la voglia di controllare l’orizzonte per sentirsi completamente a cavallo di questa lunga avventura.

ALL’ARREMBAGGIO!

04op580.pngLa partenza verso il punto fissato, lontanissimo verso l’infinito, è il pretesto che ognuno di noi cerca per porsi l’obiettivo dell’avventura. Calarsi nel mondo di Oda è un cambio d’abiti necessario, è l’ora di ricreazione che ci ritagliamo dal mondo per sederci alla tavola apparecchiata da migliaia di situazioni esaltanti. Colpisce un disegno audace, con visioni ardite e prospettive distorte; stordisce all’inizio, ma è il preludio all’esagerazione, a quel movimento incontenibile che è la creazione. I personaggi di One Piece sguazzano liberi in un universo che accetta senza replica che tutto sia assolutamente possibile e che oltretutto sia la normalità. Si incontrano decine e decine di personaggi, ma nessuno di loro viene trascurato, ognuno ha la propria storia a caratterizzarlo, e non esiste una linea precisa tra i buoni o i cattivi: l’occasione e il momento sono il tracciato che ridisegnano le convinzioni del lettore. Accade pure che nel corso degli albi i personaggi crescano, d’età, di statura, ma principalmente nel carattere: si affinano gli spiriti, gli accadimenti modellano le ambizioni, i progetti e i desideri, coinvolgendo totalmente l’attenzione di chi segue le gesta dei protagonisti.18-19L’universo dove si viene proiettati leggendo questo strabiliante fumetto è una stratificazione continua di livelli. Non esiste terraferma per definizione, ogni ambiente è vivo, tangibile ed abitabile. Si attraversano le nuvole con la stessa semplicità con cui si esplorano i fondali marini. È una realtà trasparente e capovolta, un caleidoscopio di possibilità alterabili che catapultano il lettore attraverso una cortina di situazioni esaltanti. Non è difficile, quindi, imbattersi in correnti d’acqua che scalano montagne o isole abitate da pesci; tutto si amalgama in una tollerabile pletora cosmopolita. Per certi versi, diventa un manifesto alla consuetudine della diversità, laddove l’inusuale sta, molto spesso, per l’imprevedibile, l’autoritario, il “figo”.fgd

NON IMPORTA LO SCOPO

L’avventura è l’anima che sostiene da anni le vicende che si susseguono senza sosta e senza ripetizione. Oda dice di avere già scritto il finale da tempo, e di questo ne sono assolutamente convinto, ma non ci è dato di capire quale mai sarà quel fantomatico tesoro che tutti vanno cercando, prodigandosi con tanta lena. Sarà forse l’amicizia la ricompensa finale? Oppure il tanto sospirato tesoro dei pirati? Il fatto è che alla fine non importa, accadrà perché ogni avventura, affinché si compia, ha bisogno che si concluda. Sino a quel momento, però, seguiremo accaldati  la corsa lungo il Grande Blu.


One piece. New edition: 1
One piece. New edition: 2
One piece. New edition: 3
One piece. New edition: 4
One piece. New edition: 5

C4 MATITE:

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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