Recensione: Orfani: Juric #2 – Storia di una principessa

Orfani: Juric #3 banner

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Soggetto: Paola Barbato e Roberto Recchioni Sceneggiatura: Paola Barbato Disegni: Roberto De Angelis, Riccardo La Bella e Maurizio Di Vincenzo Copertina: Nicola Mari con i colori di Barbara Ciardo Colori: Stefania Aquaro, Alessia Pastorello, Luca Saponti
Prima pubblicazione 15 novembre 2016
Prima edizione italiana 15 novembre 2016
Formato 17 x 21,3 cm
Numero pagine 100
Prezzo 4,50 euro

Continua la rievocazione del traumatico passato di Jsana Juric, figura cardine della saga di Orfani. Dopo averne conosciuto l’infanzia, in questo secondo episodio di tre scopriremo i tragici eventi che l’hanno portata a perdere un occhio.

STORIA DI UNA PRINCIPESSA

oj2_coverCi sono storie che sono percorse, dall’inizio alla fine, dalla purezza, dalle buone intenzioni, dalla volontà di lasciare un messaggio positivo al lettore. E poi c’è Juric, la quarta (mini) stagione di Orfani, dove dovrebbe capeggiare in copertina la frase di Dante Lasciate ogni speranza voi ch’entrate. Nell’editoriale-biografia, invece, è riportata la celebre citazione di Nietzsche “Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro a sua volta. Scrutando troppo a lungo l’abisso, l’abisso inizierà a scrutare dentro di te”, ed è chiara la direzione della trama. L’abisso e niente più.

In edicola arriva il secondo capitolo della storia e, se avete già letto il primo, capirete perché credo che il senso di marcio abbia impregnato ogni pagina di questo trittico. Premessa: se vi piacciono le storie in cui vince il buonismo, in cui anche attraversando l’inferno si giunge a …e vissero tutti felici e contenti, siete totalmente fuori strada. Quest’arco narrativo, che adoro per le intenzioni – ma meno per la realizzazione – è consigliata a chi piace far prevalere, di tanto in tanto, la propria metà oscura. Di luce, in Juric, ce n’è davvero poca. Il buio dell’anima oscura ogni speranza e, come la storia dell’uomo ci ha insegnato, il potere vince ad ogni costo.

JSANA, IL MALE MASCHERATO DA BENE

oj2_tav1Jsana Juric è da sempre, sin dalla prima stagione, il personaggio identificato come il nemico della serie. Poi con l’avvicendarsi dei personaggi, partendo da Jonas, passando da Ringo e arrivando a Rosa, il quadro della complessità della sociologa, e poi presidentessa di Nuovo Mondo, è risultato ancora più difficile.

I tre episodi raccontano la vita della donna sotto forma di ricostruzione biografica ad opera dello storiografo Emile Bogdan. Nell’epilogo e nel prologo in cui Bodgan e altri personaggi – che sicuramente saranno il fulcro della sesta stagione in cui si chiuderà il cerchio lasciato aperto alla fine della terza – discutono sulla realizzazione e successiva divulgazione della biografia della Juric ormai defunta (non è spolier, soprattutto se siete lettori abituali della serie). Le pagine che aprono e chiudono la storia sono scritte dall’ideatore della serie Roberto Recchioni e disegnate da Andrea Accardi, invece l’intera parte in cui la Juric è protagonista è sceneggiata da Paola Barbato e disegnata da Roberto De Angelis, Riccardo La Bella e Maurizio Di Vincenzo.
Tutti i lettori di Dylan Dog conoscono perfettamente la morbosità infusa dalla Barbato nelle sue storie e nell’evoluzione dei suoi personaggi e, dopo il finale del primo volume di Juric, possiamo aspettarci di tutto.

In Storia di una principessa l’ascesa al potere della giovane orfana e sopravvissuta di guerra Jsana Juric procede a passo spedito, mostrando l’incredibile capacità che ha la ragazza d’influenzare gli assetti politici e sociali. Differentemente dalla prima parte della storia, Il fiore del male, in cui era sviscerato l’inquietantissimo rapporto tra Jsana e suo padre adottivo Sàndor Kozma, in questo quadro, che mostra la giovane adulta alle prese con una rivolta in uno stato africano, è centrale la necessità (anche fisica) del potere da parte della protagonista.

L’intera vicenda ha lo scopo di mostrare come il male e l’anaffettività siano diventate la base della sua persona. Fin ora, da ciò che si è letto in questa quarta stagione, il tanto professato bene per salvare la terra, è inesistente. L’animo della Juric è cattivo, per natura e per spirito d’adattamento, e se la volontà degli autori è di far vedere che è sempre stata lei la buona della storia – come ripete anche Bodgan all’inizio dell’episodio – resteremo tutti spiazzati.

DDD: DIALOGHI, DIDASCALIE, DISEGNI

oj2_tav2Le intenzioni di strutturare questo breve arco narrativo interamente sulla figura della Juric sono un punto a favore della serie, infatti sono toccati temi e modalità narrative finora lontane da Orfani. Nonostante in tutte e tre le stagioni precedenti il male e la cattiveria umana fossero il fulcro della storia non erano mai state sbattute così apertamente in faccia al lettore. Ed è stata una grande sfida.

Come dicevo, poco sopra, le intenzioni (e i disegni) sono il punto vincente, mentre la realizzazione attraverso testi e dialoghi lunghi e spesso pesanti sono la pecca che stona in un prodotto dalle potenzialità incredibili. Orfani ha abituato il lettore ad un’altra tipologia di fruizione, più veloce, più improntata sull’impatto visivo e meno sulla reiterazione dei concetti attraverso dialoghi e didascalie. Se da un lato abbiamo questa visione, dall’altro abbiamo una necessità quasi naturale di strutturare la storia con un ritmo più lento. All’interno di Storia di una principessa si parla di associazione umanitarie, guerre civili, gruppi in rivolta, terrorismo, alterazione tra immagine pubblica e privata, ascesa politica, immigrazione… v’immaginata una storia senza spiegazioni, senza dialoghi? No! Nonostante tutto, non ho apprezzato questa scelta. E mi sono dato una risposta, semplice ed efficace. Avevo voglia di arrivare in fretta alla fine, non perché non gradissi la storia, bensì perché volevo scappare da tutto il senso di nausea che mi provocava il personaggio della Juric. Io, di lei, ho tremendamente paura.


Orfani 1. Piccoli spaventati guerrieri
Alba di guerra. Ringo. Orfani: 1
Lampi di futuro. Ringo. Orfani: 2
Notti di caccia. Ringo. Orfani: 3
Ringo. Orfani: 4




LA NOSTRA PAGELLA: 6.7/10



Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni mi divertivo a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni scelgo Dylan Dog come costante della mia vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. A ventun'anni la mia prima ed unica band i Dreamway Tales. Nel 2013 studio sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Attualmente collaboro con la NPE, come traduttore e autore, e sono al lavoro sul mio primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA.

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