Recensione: Orfani: Nuovo mondo #10 – Gioca e muori

Orfani: Nuovo mondo #10 banner

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Roberto Recchioni e Mauro Uzzeo (soggetto e sceneggiatura), Francesco Mortarino, Werther Dell’Edera, Luca Casalanguida e Fabrizio Des Dorides (disegni), Matteo De Longis (copertina), Luca Saponti e Stefania Aquaro (colori)
Prima pubblicazione 16 luglio 2016
Prima edizione italiana 16 luglio 2016
Formato 17 x 21,3 cm
Numero pagine 100
Prezzo 4,50 euro

Non ho né rimorsi, né rimpianti. Ho fatto quello che ho fatto. Certe volte perché dovevo, certe volte perché volevo. La mia volontà e le mie azioni sono pure. Non ho colpe da espiare.
Jsana Juric

GIOCA E MUORI

Orfani Nuovo Mondo 10_coverEsterno notte. Nuovo mondo, piove, come se la tempesta dovesse annunciare la fine di tutto. Le bestie riposano al riparo di una roccia, la vegetazione extraterrestre si rifocilla di acqua e, come da consuetudine, un gruppetto di clandestini cerca di sfuggire ai cani della frontiera.

L’incipit di Gioca e muori è probabilmente tra i depistaggi più riusciti dagli autori della serie. Da sempre Roberto Recchioni, ideatore e autore principale della testata, fa oscillare il lettore su diversi snodi narrativi. Questa volta ha tentanto la carta che J.J.Abrams aveva giocato con la seconda stagione di Lost. E se ci fossero altri sopravvissuti? E così che compaiono i personaggi della “sezione di coda” di Nuovo Mondo. La lunga sequenza iniziale (tav 5-15), che vede protagonisti Pietro e Anna, induce il lettore a pensare che presto li vedremo al fianco di Rosa nella lotta rivoluzionaria contro il governo Juric. Si vive insieme, si muore soli, dicono i due citando apertamente la serie tv di cui sopra, Lost. Ma la morte a volte concede viaggi di sola andata in compagnia e fa diventare l’intera sequenza funzionale per introdurre il tema centrale dell’albo. Abbiamo conosciuto le creature di Nuovo Mondo, le insidie naturali, e i droni che hanno il compito di respingere i clandestini che approdano con le navi spaziali. Ma chi muove questi robot assassini?  La risposta è presentata con una doppia splash page (tav. 16-17) che nella sua totalità fuga ogni dubbio sulla natura della domanda appena posta.

THE MAN BEHIND THE CURTAIN

1I cani sono comandati da un folto gruppo di ragazzini che, giocando a un videogame in cui interpretano i droni, fanno pulizia (etnica). L’intento della serie è sempre stato rappresentare uno specchio della realtà rielaborato attraverso i canoni di una storia, in parte, fantascientifica. L’intera terza stagione, e la figura di Rosa, è una grande metafora della diaspora cui centinaia di migliaia di clandestini prendono parte per scappare dalla devastazione e garantirsi un futuro migliore. Non solo. Lo scambio tra gli elementi di finzione di una storia come Orfani, e situazioni che si presentano nella realtà, diventano il punto focale per tirare fuori il discorso sulla preservazione dell’identità “nazionale” che tanto prolifera in alcuni partiti politici. Esplicativa di questo concetto è la frase “Volete rubarci il futuro” pronunciata da uno dei ragazzini che manovra i cani. I ladri in questione sono Rosa e company; lo straniero, ciò che non si conosce, è visto come una minaccia per il proprio domani. Orfani, un fumetto in una sequenza in cui – sostanzialmente – si parla di videogame, riesce anche a trasmettere un concetto così forte.

Ancor di più, Gioca e muori palesa l’intento di Rosa. Non c’è voglia di far conoscere la verità al mondo come era successo con Ringo. No, Rosa è l’emblema della ribellione, del collasso della civiltà che tanto professa la Juric. In soldoni, Rosa non è null’altro che una terrorista che cerca di distruggere il sistema di un mondo in cui prevalgono le norme e l’ordine. Rosa è la bomba che esplode all’aeroporto di Istanbul, è il proiettile che uccide al Bataclan. Rosa è il disordine.

Ad avvalorare questa tesi ci pensa la Juric. Un plauso ai due sceneggiatori, Recchioni e Uzzeo; il capo di Nuovo Mondo in Gioca e Muori incasella una serie di battute che sono tra le migliori del suo personaggio, e, infine, in una sequenza onirica (in cui compaiono anche dei fantasmi dal suo passato che sanno tanto di season four), dice apertamente che lei è la parte buona della storia. Cosa significa? Esattamente l’altro lato della medaglia di Rosa. La Juric, attraverso un piano di ripopolamento, che prevede la rinascita del genere umano, ha salvato la specie. In un certo senso, è una specie di Dio che fa nascere la nuova vita. Ancora una volta il punto di vista diventa importantissimo per la definizione di chi è buono e chi è cattivo. Proseguendo un parallelismo con le vicende geopolitiche degli ultimi anni, Rosa è la mente del commando che aizza i giovani seguaci spingendoli fino alla morte per distruggere l’occidente. Eppure conoscendo la storia della rossa di casa Bonelli, riusciamo a vedere apertamente che effettivamente, lei e i suoi compagni sono i cattivi? No, allo stesso modo come i terroristi, quelli veri, si sentono profeti in nome di qualcosa o di qualcuno. Il mondo, è sempre questione di punti di vista.

VINCIAMO NOI, PAUL!

2Gioca e muori, è, in definitiva, uno degli albi più importanti dell’intera stagione. Gli autori spingono il piede sull’acceleratore e lasciano che tutti i protagonisti trovino una loro consapevolezza. Anche Paul, il giovane biondino che era scomparso dopo la cattura di tutto il gruppo da parte del governo. Un altro appunto sulla consapevolezza e la definizione dei personaggi: in Orfani, da sempre, passa anche attraverso il sesso, come se la carnalità fosse un rito che consolida il nuovo stato delle cose. Chi è la partner di Paul? A voi il piacere di scoprirlo; ancora una volta tutti i nodi vengono al pettine, e le sotto-trame, che sembravano lasciate al caso, trovano una loro conclusione. Benvenuto nella giungla, nonostante sia stato uno dei racconti più interessanti di questo ciclo narrativo, sembrava destinato ad essere considerato un filler, e invece no! Aveva introdotto un nuovo personaggio che ritroviamo in questo numero.

Il team di disegnatori ha definito l’uniformità tra le tavole dei vari numeri che potrebbero essere letti tutti di seguito senza notare lo stacco derivato dai vari tratti. Ciò riesce anche grande alla presenza delle due colonne principali della serie: Werther dell’Edera ( la sua Sam/fantasma è inquietantissimo) e Luca Casalanguida, affiancati da Fabrizio Des Dorides e Francesco Mortarino per i colori di Luca Saponti e Stefania Aquaro, e la splendida copertina realizzata – come sempre – da Matteo De Longis

Come da tradizione, soprattutto quando ai testi troviamo Mauro Uzzeo, non mancano le citazioni (che tanto ci piacciono!); oltre al già menzionato Lost troviamo Daniel Pennac e ancora una volta William Golding con il suo Signore delle mosche. La corsa verso la fine è inziata e il “cast” è ancora quasi del tutto integro. Dove si è nascosta la morte? Con piccoli particolari instillati numero dopo numero, sono sicuro che saremo totalmente spiazzati. Cosa genererà questo cambiamento di Sam che sembra aver ritrovato una coscienza? Siamo davvero sicuri che Lora sia davvero morta? E se Vincenzo dovesse scoprire la verità? Probabilmente vorrà eliminare Rosa, e sappiamo che la rossa non esiterà a uccidere un suo compagno. Supposizioni, mie care sanguinose supposizioni. Trenta giorni e avremo le prime risposte. Tic, tac. Tic, tac.


Orfani 1. Piccoli spaventati guerrieri
Alba di guerra. Ringo. Orfani: 1
Lampi di futuro. Ringo. Orfani: 2
Notti di caccia. Ringo. Orfani: 3
Ringo. Orfani: 4




LA NOSTRA PAGELLA: 8.2/10



Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni mi divertivo a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni scelgo Dylan Dog come costante della mia vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. A ventun'anni la mia prima ed unica band i Dreamway Tales. Nel 2013 studio sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Attualmente collaboro con la NPE, come traduttore e autore, e sono al lavoro sul mio primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA.

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