Recensione: Orfani: Ringo #10 – Animali selvaggi

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Roberto Recchioni (soggetto e sceneggiatura), Luigi Pittaluga (disegni), Emiliano Mammucari (copertina), Luca Saponti (colori)
Prima pubblicazione Luglio 2015
Prima edizione italiana Luglio 2015
Formato 16×21 cm
Numero pagine 100

Prezzo € 4.50

Vivere in piedi sulle proprie gambe. O morire in terra, strisciando. Nessuna altra scelta ci è data.

ANIMALI SELVAGGI

ULBJJXpQKV3zaksWl20XUAzBnFKUYvTS-yvofi1BeWQAnestetizzate il cuore. È la prima regola per affrontare Animali selvaggi, il decimo capitolo di Orfani:Ringo. Anestetizzate il cuore, perché assisterete al cambiamento delle regole all’interno di una salda famiglia che si è costruita nel corso del tempo e di migliaia di chilometri macinati lungo l’intera penisola italiana. Anestetizzate il cuore, se durante il viaggio della speranza, vi siete rispecchiati, mese dopo mese, in ognuno dei protagonisti. In Tabula Rasa, il numero in cui è stata rivelata la gravidanza di Rosa, è stata definitivamente eliminata ogni differenza d’importanza tra i personaggi. Ringo si è dimostrato vulnerabile, i giovani Orfani hanno affilato i denti e hanno lottato per la loro vita, uscendone vincitori. Ringo, Seba, Nué e Rosa sono tutti rilevanti e fondamentali per giungere all’epilogo della storia. Non troverete spoiler in queste righe, ma tanta malinconia, perché, a differenza di voi che state leggendo e siete stati avvertiti, io non avevo anestetizzato il cuore. Due piccoli sussulti, celati dalla normalità di una vignetta.

Ringo, l’ironico pistolero che, nella prima stagione, ha cercato di diffondere la verità sulla catastrofe che aveva distrutto il pianeta Terra, è umano. Molto più di quanto ha dimostrato nei lunghi silenzi che hanno contraddistinto il suo personaggio in questa seconda stagione di Orfani. Animali selvaggi pone l’accento sulla caratteristica che ha reso Ringo un duro senza riserve: la sopravvivenza. Ringo, è un sopravvissuto – l’unico del suo gruppo di Dorsoduro, il campo in cui era stato addestrato da ragazzino. Eppure, tra uno sguardo severo e una freccia del suo arco che trafigge con facilità un nemico, Ringo ha tenuto fede ai propri sentimenti. Una famiglia è per sempre. Più preziosa della verità, più preziosa dell’odio, più preziosa del tradimento.

Ringo nel corso della sua vita, sia nella prima sia nella seconda stagione, è stato vittima di continui tradimenti. Un tradimento d’amore, un tradimento d’ideali, un tradimento dai compagni di guerra, un tradimento dalla compagna che ha celato l’identità del proprio figlio. La serie ideata da Roberto Recchioni e Emiliano Mammucari è pronta ad aprire le danze per un nuovo finale, che – conoscendo l’intento del progetto Orfani (narrare quattro tipologie di fantascienza bellica) – rimescolerà le carte e riaprirà la partita. Stasera qualcuno mi tradirà, e non è Cristo a pronunciare queste parole.

LA NEBBIA DI MILANO SI TAGLIA CON LA FALCE DELLA MORTE

TffX_CTaw1WA_X-vCs_KNN1_0Lo7IiMjku114jTWCQkIl profondo sud Italia, da cui è partito il viaggio della seconda stagione e dove è ancora possibile sopravvivere, è lontano, così come i folli giocatori d’azzardo e di vite del centro Italia, e i gruppi di cannibali della pianura padana. Milano è la destinazione del mese. Sempre più a nord, diretti all’epicentro dell’esplosione che ha devastato il pianeta, i protagonisti sono alla ricerca di un riscatto. E di un piccolo sogno. Rosa vuole sentirsi una principessa, e Milano con il suo Castello Sforzesco realizza il desiderio della giovane futura madre.
Milano, la nebbia è diradata, restano solo strade vuote e lupi che hanno subito mutazioni. Un uomo non può cibarsi del lupo, eppure un uomo può fagocitare un altro uomo. Homo Homini Lupus, e in Animali selvaggi è una sacrosanta verità.

I disegni di Luigi Pittaluga, sono una benedizione. Non credo che nulla sia mai casuale nel team di Orfani. Pittaluga, da anni disegnatore delle avventure della criminologo Julia, è la matita più appropriata per questo passaggio della storia. L’intensità dei colpi di scena non andava mostrata con scene d’azione ritmate e frenetiche, ma con espressioni dense dei volti dei protagonisti. E Pittalunga fa centro, scandagliando tutta la gamma emozionale nelle ultime trenta tavole della storia. Rabbia, delusione, paura, rassegnazione. Tutte sui volti dei protagonisti. Le inquadrature sono un altro fattore che, unito alla bravura di Pittaluga, rendono Animali selvaggi un albo equilibrato da ogni punto di vista. L’ultima vignetta di pagina 56 è totalmente cinematografica da far percepire fisicamente la camera. I colori: devo davvero sottolineare che sono la forza principale della serie? No, non lo farò, semplicemente superlativo Luca Saponti che non ha nulla da invidiare alle rodate Annalisa Leoni e Giovanna Niro. Solo leggendo  l’albo capirete quanto sia vero!

COLPI DI SCENA CELATI DA NORMALITÀ

3nDMYAR9Y3REHgkIxOuUwndVDvZFhGRYuEZ1JDIzozURoberto Recchioni orchestra una storia densa di colpi di scena. Eppure, lo stile sensazionalistico delle sceneggiature del Rrobe cede spazio a una sobrietà che fa quasi pensare che il creatore della serie, differentemente dal Death Metal cui è solito ascoltare, durante la scrittura si sia lasciato conciliare dal keep calm di brani lounge. Il paragone regge se confrontiamo Animali selvaggi con le ultime due storie di Orfani:Ringo (La carne e l’acciaio, Tabula rasa) in cui tutto era scritto per destrutturare le regole di scrittura che contraddistinguono la casa editrice di Via Buonarotti. Animali selvaggi è un albo importante e allo stesso tempo canonico, nella tradizione bonelliana. Importante per le svolte narrative. Canonico per la struttura delle tavole. Nel corso della storia si alternano tavole con sei vignette, quadrate che donano alla storia una regolarità che fa a cazzotti con i contenuti che vogliono esplodere, a tavole suddivise in quattro strisce che dilatano il ritmo. L’unica tavola in cui ritroviamo un numero maggiore di vignette è pag.45, dove una velocissima scena di combattimento inizia e si esaurisce in un’unica tavola. Come ottimizzare per concentrarsi su argomenti che richiedono sequenze ad ampio respiro.

Allo stesso modo, Recchioni ridimensiona l’importanza dei colpi di scena. Dimenticate le splash page, dimenticate i vignettoni che occupano 3/4 della tavola. Come una siringa con un ago lungo quindici centimetri, l’autore relega i colpi di scena in vignette singole, come per rassicurare, non farà male. La rivelazione di pagina 50, scorre tra le battute di un dialogo tra Ringo e Jonas nella sua versione Corvo, e ti blocca il respiro. Non è metaforico, ma lo scopo è shockare e lo sceneggiatore romano ci riesce perfettamente. Lo stesso schema si ripete in più punti della storia, fino alla desolante tavola conclusiva dove i protagonisti spalle al passato guardando alla conclusione del loro viaggio. Eppure sui loro volti esposti al lettore di 3/4 regna la malinconia, la rassegnazione. Un uomo fa tutto quello che fa per avere qualcosa per sé. Per salvarsi. Per sopravvivere. Proprio come Ringo. Proprio come i giovani Orfani rivoluzionari.


Ringo. Orfani: 1
L’inizio. Orfani: 1
Bugie. Orfani: 2
Verità. Orfani: 3
Vincitori e vinti. Orfani: 4



LA NOSTRA PAGELLA: 7.5/10



Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni mi divertivo a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni scelgo Dylan Dog come costante della mia vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. A ventun'anni la mia prima ed unica band i Dreamway Tales. Nel 2013 studio sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Attualmente collaboro con la NPE, come traduttore e autore, e sono al lavoro sul mio primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA.

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2 Risposte

  1. 4 agosto 2015

    […] su Orfani. Nel numero 10 di Ringo Animali selvaggi, hai ucciso Seba! Hai una natura distruttiva e uccidere i tuoi personaggi è una tua costante, […]

  2. 6 agosto 2015

    […] del volume. La casa editrice sconsiglia a tutti coloro che non hanno ancora letto il numero 10, QUI la nostra recensione, di visualizzare le […]

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