Recensione: Orfani: Ringo #12 – C’era una volta…

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Roberto Recchioni (testi), Roberto Zaghi (disegni), Emiliano Mammucari (copertina), Giovanna Niro (colori)
Prima pubblicazione Settembre 2015
Prima edizione italiana Settembre 2015
Formato 17 cm x 21,3 cm
Numero pagine 100

Prezzo 4,50 €

Mi sarebbe piaciuto che il nostro viaggio avesse avuto un epilogo più felice… che noi fossimo ancora tutti insieme.

C’ERA UNA VOLTA…

Orfani Ringo 12_coverPotrei usare un tono affabulatorio e raccontarvi l’epica storia di un uomo che ha scoperto l’inganno sulla fine del mondo e che ha macinato chilometri su chilometri insieme a dei candidi pargoli. Stronzate! Il c’era una volta non funziona, e Ringo lo sa bene. L’ultimo numero della seconda stagione di Orfani è una grande storia da raccontare, ma i toni sono lontani dalla fiaba popolare. L’unica illusione di purezza è un cavallo bianco che compare nel bel mezzo di una distesa di neve, non vi dico in che modo uscirà di scena. Immaginate.

Ora, prima d’immergervi nella lettura, segnatevi mentalmente tutto ciò che pensate possa accadere a Ringo e a Rosa. Accadrà! Qualsiasi ipotesi trova riscontro tra le pagine di C’era una volta…, perché, in fondo, questo è soltanto un epilogo/prologo (in cui vengono presentati nuovi personaggi come Cesar e Rollo) e i colpi al cuore sono già andati a segno con la dipartita di Seba e Nuè. Attenzione! Non è di prevedibilità che sto parlando, ma di un sapiente lavoro di trama svolto da Roberto Recchioni, sceneggiatore dell’episodio e creatore (con Emiliano Mammucari) della serie. Il – letteralmente – lungo percorso dei personaggi poteva condurli soltanto in una direzione: all’epicentro del disastro che ha mutato l’assetto del pianeta Terra. In quel punto, tutto finisce e tutto inizia nuovamente.

NUOVO MONDO!

Orfani Ringo 12_01Mentre scrivo queste parole, compare on line, il titolo della terza stagione di Orfani. Nuovo Mondo! C’è davvero bisogno di aggiungere altro sul viaggio dell’ ex-Pistolero? Era una dichiarazione d’intenti sin dal numero uno Ancora vivo: lasciare la Terra. L’utopico sogno era imbarcare Seba, Nuè, Rosa e il pargoletto di cui è incinta e – ovviamente il Signor Ringo. Ripeto, il c’era una volta e il lieto fine sono stronzate che non riguardano questa serie. Chi s’imbarcherà per il nuovo mondo? Rosa? Ringo? Entrambi? Nessuno? E questa la forza di questa storia. Qualsiasi sia il finale, resterà sempre un pizzico d’amaro che si rimescola in bocca insieme alla saliva. Perché è questo che piace al lettore. Provare dolore, sentimenti veri e paura. Il va tutto bene è una finzione, e non si ha voglia di leggere storie finte. Abbiamo bisogno d’identificarci, anche con un super uomo come Ringo, che si mostra più umano di tanti omuncoli con cui condividiamo la nostra quotidianità. Il lettore vuole la verità: perché non va tutto bene! L’intero mondo non va bene. Le singole vite non vanno bene. Perché un fumetto dovrebbe mentire? E non vi aspettate certezze. Sarà davvero Rosa la figlia di Ringo? Come finisce il libro della Juric? Il tarlo del dubbio permette di non fermarsi, mai.

Roberto Recchioni, con una sceneggiatura ricca di cinismo, ironia, letteratura (Romeo e Giuletta e La maschera della morte rossa) e sesso, mette a tacere tutti coloro che hanno recriminato una staticità della serie . In C’era una volta… esplode tutto ciò che sapientemente è maturato durante la prima parte della stagione. Immaginate quanto poco incisivo sarebbe stato un continuo cambio delle carte in tavola. Ringo, la serie, è stata strutturata esattamente come una lunga sceneggiatura cinematografica, o se vogliamo parlare in termini ancora più conosciuti, come una sceneggiatura per un serial televisivo.

Avete presente la stagione – di cui mi sfugge il numero – di The Walking Dead in cui i protagonisti erano in viaggio verso Terminus? Il termine di paragone è quanto mai giusto. Un inizio espolsivo, un assestamento narrato con il cammino dei personaggi e un’evoluzione delle relazioni, e infine un altro grande shock – che ti aspetti – e non è più tale. Con Ringo è esattamente lo stesso ragionamento. E funziona maledettamente bene! Non per nulla la serie di Robert Kirkman ha milioni di seguaci in tutto il mondo.

LUNGHE DISTESE DI NEVE PER IL FINALE

Orfani Ringo 12_02Ai disegni arriva Roberto Zaghi, un autore in prestito (dopo Luigi Pittaluga per Animali selvaggi) dalla testata Julia. Dimenticate Garden City, le metropoli e gli ambienti chiusi. Le distese di neve proliferano in C’era una volta…; una vignetta in campo lungo in cui Rosa e Ringo camminano controvento, può trasmettere il senso di gelo? Domanda retorica. Sapete la risposta. Qui parte un copione già scritto in passato per gli altri albi di Ringo: le inquadrature. Cos’hanno di così interessante? Tutto. Definiscono il punto di vista della storia e permettono agli occhi delle lettore di non essere pigri. Perché mettere in primo piano una fatiscente struttura metallica e i personaggi che dialogano in secondo piano? Per rendere l’ambiente in cui sono immersi i personaggi vivo, presente, tangibile.

Last, but not least. La sequenza che chiude l’albo, e la seconda stagione, è montata talmente bene da far aumentare i battiti cardiaci a ogni vignetta letta. Sarò di parte, ma il montaggio alternato – che sia per il fumetto, per il cinema, per i capitoli di un romanzo – mi ha sempre catturato. E fidatevi, in C’era una volta... scandisce un momento importantissimo, insieme alla controparte dei colori di Giovanna Niro che aumentano l’impatto di due scene diametralmente opposte, eppure, simili.

Siamo pronti al salto quantico con Ringo (?) e/o Rosa (?). E vissero tutti felici e contenti. Stronzate! Sostituite un verbo, e avrete tante risposte.

A un altro mondo, fratello.


Ringo. Orfani: 1
L’inizio. Orfani: 1
Bugie. Orfani: 2
Verità. Orfani: 3
Vincitori e vinti. Orfani: 4



LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni mi divertivo a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni scelgo Dylan Dog come costante della mia vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. A ventun'anni la mia prima ed unica band i Dreamway Tales. Nel 2013 studio sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Attualmente collaboro con la NPE, come traduttore e autore, e sono al lavoro sul mio primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA.

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2 Risposte

  1. 15 settembre 2015

    […] cambiamento più importante sta nella carne e nelle ossa di un nuovo personaggio principale: Rosa. Qui trovate la nostra […]

  2. 3 ottobre 2015

    […] Il viaggio intrapreso circa un anno fa da Ringo e i suoi “potenziali” figli è giunto alla fine. Della compagnia iniziale sono sopravvissuti sono lo stesso Pistolero e Rosa. I due sono feriti, stanchi e infreddoliti, ma hanno ancora la forza di andare avanti, soprattutto ora che la meta è così vicina. Fra le Alpi, infatti, è celata una base missilistica con una navicella pronta a lasciare il pianeta ormai morente. Che dire di quest’ultimo capitolo della serie Ringo? Personalmente a me è piaciuto moltissimo questo “finale di stagione”: non vorrei rovinare la lettura a chi non avesse ancora avuto tra le mani il fumetto, quindi attenzione agli eventuali spoiler in arrivo. Probabilmente la tragica fine di Ringo era inevitabile, il guerriero di mille battaglie sembrava sempre più stanco di questo mondo e sempre più privo di speranza per il proprio futuro. La nuova vita nel grembo di Rosa è stata la scintilla che ha ravvivato la sua motivazione e lo ha portato al sacrificio finale, pur di salvare sua figlia e la sua nipotina che deve ancora nascere. Il fumetto è una buona lettura, magari ancora più godibile se si è seguita l’intera saga dell’eroe. Per chi volesse approfondire l’argomento, può leggere la recensione completa qui. […]

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