Recensione: Orfani: Ringo #03 – Città aperta

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Roberto Recchioni (testi), Carlo Ambrosini (disegni), Giovanna Niro (colori) e Emiliano Mamuccari (Copertina)
Prima pubblicazione Dicembre 2014
Prima edizione italiana Dicembre 2014
Formato 17 cm x 21,3 cm
Numero pagine 100

Prezzo 4,50 €

I nostri figli. Causa e conseguenza. Il nostro lavoro, la nostra fatica, la nostra sofferenza e, a volte, la nostra morte. Solo per loro. Perché loro sono la personificazione stessa della speranza.
(Ringo #3 – Città aperta)

CITTÀ APERTA

Ringo 3_coverQuando diventi genitore cambia la visione del mondo, delle proprie azioni, di ogni singola parola pronunciata. Dicono.

Ogni passo verso il futuro è uno spiraglio che si apre per quel figlio che ti segue osservando come i grandi giocano alla vita. Dicono.

E se fare il padre non è un’opzione tra le frecce del tuo arco? Soprattutto se la corda che tende la freccia è invisibile, rischi di sparare insegnamenti di cui potresti pentirti.

Ringo lo sa bene.

Città aperta, terzo capitolo di Orfani: Ringo, la serie on the road della Bonelli, è una grande storia di padri/madri e figli. Soprattutto è una storia di pelle, di quella di cui necessiti il contatto per far sentire che sei ancora vivo, che ricerchi come scossa per smuovere il silenzio dei sentimenti che sono seguiti alla devastazione del mondo.

Pezzi di umanità si sono salvati e hanno attraversato la rivoluzione. Giovani carichi di rabbia, di voglia di cambiamento e di verità. L’amore ha spazio in questa storia in cui il contatto umano equivale ad una scazzottata o una testa tagliata? Si!

Ringo – la serie  è piena di buoni sentimenti. Il cinismo abbondava nella prima stagione, l’umanità regna nella seconda stagione.

Come già detto riguardo Nulla per nulla, il taglio narrativo della nuova vita dell’ex-pistolero trova territorio fertile su vari fronti di lettura. È un viaggio di crescita, di scoperta di se stessi e del mondo. È un viaggio nella disperazione della sopravvivenza.

Ripensandomi adolescente, e quindi immedesimandomi in Seba, Nué e Rosa, avrei adorato scoprire passo dopo passo un rapporto nato dal nulla con un padre che ha un passato importante come quello di Ringo.

Oggi, avvicinandomi ad avere il numero perfetto nella unità delle decine dell’età anagrafica, capisco le azioni e le parole di Ringo.

Il suo ruolo non è per nulla semplice. Dopo la rivelazione di Barbara nel numero uno Ancora vivo, il nostro orfano sopravvissuto a Dorsoduro ha una responsabilità che comprende tutte le preoccupazioni genitoriali sopra elencate.

ARTE POST-APOCALITTICA

Ringo 3_006Tanta simbologia messa in scena in Città aperta. Roma, una capitale devastata, perfettamente resa da un duo che ha dell’incredibile: Roberto Recchioni e Carlo Ambrosini.

Un anno fa, quando iniziava l’avventura editoriale di Orfani, al pensiero di Ambrosini sulle pagine dell’opera di Recchioni/Mamuccari avrei riso con fare quasi cattivo. Oggi, consapevole che Orfani sia andato oltre, superando molti limiti del genere, annuisco e sorrido per le ottime scelte fatte.

È decisamente difficile descrivere Carlo Ambrosini. Sulle tavole realizzate per Ringo si sono palesati tutti i suoi trascorsi come autore. Piccola premessa, Ambrosini si ama. Senza riserva. Ha realizzato alcune delle storie più romantiche e nostalgiche di Dylan Dog (Il lungo Addio e Margherite), ha dato vita a Napolene,  uno dei personaggi più amati da Sergio Bonelli in persona e ha reso l’arte pittorica una serie da edicola con Jan Dix.

La sua predisposizione per esplorare l’animo umano è l’arma vincente per questo passaggio della storia dell’ex-pistolero e i giovani ribelli. La sequenza di Rosa e Nué a letto e la distesa di grano ai piedi della Basilica di San Pietro non hanno bisogno del supporto di parole. Hanno bisogno di colore, affidato a Giovanna Niro.

Differentemente dai primi due numeri dove le tavole avevano un’alternanza cromatica che definiva anche il ritmo della narrazione, in Città aperta c’è un’uniformità cromatica di fondo.

Rendere a colori le tavole di Ambrosini non credo sia stata una passeggiata, soprattutto mantenere l’emotività del suo tratto. Leggendo la storia, complice il ritmo, i disegni e i colori si arriva all’ultima pagina con soddisfazione.

PAROLE DI GRANDE IMPORTANZA

image descriptionLa pace narrativa raggiunta da Roberto Recchioni. Questa è la definizione in breve per descrive lo stato di grazia raggiunto dal Rrobe nella scrittura della sua personale drama fanta-realistico. Dopo il numero due della serie sceneggiato da Mauro Uzzeo, torna uno dei due papà di Ringo ai testi.

Il primo punto a favore della struttura della storia è relativo ai cenni alla prima stagione. Attraverso alcune summary disseminate per l’albo, Rrobe informa i nuovi lettori del passato di Ringo. Confermo che attraverso questa scelta, la seconda stagione è assolutamente fruibile senza aver letto Orfani.

Inutile dire che tutte le belle parole scritte in testa alla recensione non le avrei neanche lontanamente pensate se Recchioni non avesse raggiunto il picco in una sequenza che ho adorato e che definisco tra le più affini ai miei gusti.

Ringo e Seba, a “spasso” per Roma. Ironia, rabbia, un vero e proprio gioco tra padre e figlio. Che sia faccia di scimmia l’erede di Signor Ringo?

Si accettano scommesse. In palio un biglietto della lotteria per lasciare la terra.

  
ORFANI: RINGO #3 – Città Aperta
Orfani: Ringo 1 Ancora Vivo
Orfani 1: L’Inizio
Orfani 2: Bugie
Orfani 3: Verità



LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni mi divertivo a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni scelgo Dylan Dog come costante della mia vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. A ventun'anni la mia prima ed unica band i Dreamway Tales. Nel 2013 studio sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Attualmente collaboro con la NPE, come traduttore e autore, e sono al lavoro sul mio primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA.

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