Recensione: Orfani: Ringo #08 – La carne e l’acciaio

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Roberto Recchioni (Testi), Paolo Bacilieri e Werther Dell’Edera (Disegni), Emiliano Mammucari (Copertina), Stefania Aquaro e Alessia Pastorello (Colori)
Prima pubblicazione Maggio 2015
Prima edizione italiana Maggio 2015
Formato 16×21 cm
Numero pagine 100

Prezzo € 4.50

L’uomo che non fa niente non sbaglia mai. L’uomo che fa poco sbaglia poco. L’uomo che fa molto sbaglia molto. E la somma di tutti questi sbagli diventa un fardello sempre più pesante, tanto più è lunga la sua vita

LA CARNE E L’ACCIAIO

11139986_1046729882021121_1324926233096953823_nEvoluzione. Quando la carne, l’essenza umana, intrisa di ricordi, rabbia e vendetta si fonde con l’acciaio freddo e asettico, si raggiunge l’evoluzione che da tempo aveva iniziato a farsi spazio all’interno di Orfani:Ringo, la seconda stagione della serie post-apocalittica ideata dal duo Recchioni/Mammucari. Evoluzione narrativa, stilistica e grafica. La fatality dei cambiamenti si condensa ne La carne e l’acciaio, offrendo interessanti spunti per lo scontro finale che, giunti a questo punto della serie, è inevitabile e avverrà tra due ex amanti Orfani. Ne è la prova anche la copertina, realizzata  da un sempre più realistico Emiliano Mammucari, dove in un gioco di riflessi, Ringo e Sam/Corvo si scontrano.

Una vertiginosa evoluzione all’interno di una storia che ha fatto della sperimentazione il suo marchio distintivo. In che modo stupire, destabilizzare per la precisione, il lettore che vuole l’asticella della nona arte sempre più alta? Un solo nome: Paolo Bacilieri. Dopo le atmosfere oniriche di Napoleone, l’enigmatico mondo del cruciverba di Fun e il recente western Il prezzo dell’onore per Le Storie, ritroviamo il disegnatore veronese alle prese con un mondo a metà strada tra la distruzione e il sogno. Immediatamente dopo aver scritto il nome del primo disegnatore dell’albo del mese di Ringo, sono tornato a sfogliare le pagine di questa splendida evoluzione. Sospeso a mezz’aria tra la frenesia di una montagna russa e la tranquillità di una passeggiata in bicicletta, mi ritrovo tra le mani (dopo l’incredibile sequenza di Gigi Cavenago in Tutti giù per terra – Orfani #11)  l’albo migliore dell’intera serie per ideazione e realizzazione.

R-EVOLUTION!

11200604_1048268675200575_7315835513813003210_nL’Italia post-apocalittica mostrata in Ringo, diventa sempre più rappresentativa di un mondo che non esiste più. Il golfo ancora illuminato di Napoli, le campagne cittadine di Roma, l’arte che sopravvive a Bologna, e infine un vecchio Autogrill fatiscente lungo l’autostrada che condurrà gli Orfani sempre più al centro della catastrofe. Le nuvole all’orizzonte sono cariche di bufera, preannunciano che tutto il non detto è pronto per essere svelato. Ed eccoci alla prima tappa dell’evoluzione che – onore e merito a Recchioni –  si basa tutta sulla progressione della trama, e sulla reinvenzione della gabbia bonelliana. Su questo argomento si potrebbe scrivere all’infinito, ma ammirate il modo in cui è stato montato La Carne e l’acciaio e capirete la forza di questo volume da edicola.

Mentre Seba, Nuè, Rosa e Ringo esplorano l’Autogrill in cerca di una rustichella sopravvissuta, al quartier generale della Juric, tanto sociologa quanto spietata dittatrice, avviene un vero e proprio viaggio all’interno delle risorse mnemoniche dei Corvi, macchine da guerra il cui involucro nasconde gli Orfani di Dorsoduro. In un turbinio di ricordi, e saldamente vicini ad un albero (non delle pene), ritroviamo i protagonisti della prima stagione, con i loro volti, sereni, lontani dalla guerra e in pace. E Sam? Spietata. Esattamente come abbiamo imparato a conoscerla nella sua controparte Corvo, dimostra di avere un solo obiettivo che la porterà a svincolarsi dagli ordini della Juric. Prerogativa: eliminare Ringo. E scovare chi ha tramato contro le direttive della Juric, invalidando molte operazioni e battaglie.

BACILIERI & DELL’EDERA

11057815_1046843572009752_5597341218033716912_nPerché Ringo e i tre orfanelli sono sempre riusciti a sopravvivere, illesi, dagli attacchi dei corvi? In una sequenza in bianco e nero, (esatto in bianco e nero!!!) realizzata da Werther Dell’Edera, l’altro disegnatore di Ringo #8,  avviene il primo scontro ad eliminazione diretta. Dell’Edera torna sulle pagine di Orfani dopo la prima stagione proponendo un tratto frenetico, spigoloso, e nelle tavole in bianco e nero quasi minimalista. La contrapposizione con la matita di Bacilieri (e i colori di Stefania Aquaro e Alessia Pastorello), delicata e chiara è davvero forte. L’evoluzione grafica scandisce i tempi di lettura, e fa precipitare il lettore in due linee narrative parallele che s’intrecciano solo per pochi istanti.

10891526_968001866560590_3085454067443998005_nAnche i giovani Orfani sono partecipi a quest’evoluzione. Non c’è più tempo per lamentarsi, e dopo una serie di incubi, dove Bacilieri torna a farci rivivere la solarità dei vicoli di Napoli, la devastazione di Pompei, e il freddo che ha avvolto il Vesuvio, i tre ragazzi si risvegliano, seriosi e silenziosi. Roberto Recchioni continua a giocare con il lettore sulla toto-paternità, rivelando in La carne e l’acciaio, una versione. Verità? Depistaggio? Ha davvero importanza? Dopo aver ammirato la tavola che vedete qui di fianco, capirete che forse l’evoluzione non è ancora finita, e che il prossimo mese si rade tutto al suolo per continuare a costruire… E a evolversi.


ORFANI 00 LA FINE E’ SOLO L’INIZIO
L’inizio. Orfani: 1
Bugie. Orfani: 2
Verità. Orfani: 3
Vincitori e vinti. Orfani: 4



LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni mi divertivo a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni scelgo Dylan Dog come costante della mia vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. A ventun'anni la mia prima ed unica band i Dreamway Tales. Nel 2013 studio sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Attualmente collaboro con la NPE, come traduttore e autore, e sono al lavoro sul mio primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA.

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2 Risposte

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