Recensione: Orfani: Ringo #09 – Tabula rasa

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Roberto Recchioni (soggetto), Mauro Uzzeo (soggetto e sceneggiatura), Matteo Cremona (disegni), Giovanna Niro e Fabiola Ienne (colori), Emiliano Mammucari (copertina)
Prima pubblicazione Giugno 2015
Prima edizione italiana Giugno 2015
Formato 16×21 cm
Numero pagine 100

Prezzo € 4.50

Cosa era rimasto da mangiare, se non i colpevoli?

TABULA RASA

coverRingo9Silenziosa, innocua e bianca come la neve. Cade su tutta la pianura padana ricreando un’atmosfera magica in un luogo arido e ormai privo di nuova vita. La mia pelle è carta bianca per il tuo racconto, cantava qualcuno. Ma la cenere che ricopre tutta la Padania, nona tappa del viaggio di Ringo e dei tre giovani orfani, corrode la pelle, non offre la possibilità di scrivere un ipotetico futuro. La cenere radioattiva estirpa tutte le radici e i frutti, spingendo alla follia i sopravvissuti di una tribù ormai lontana da qualsiasi consuetudine umana. I Corvi, la Juric e tutta la rabbia della psicopatica Sam, sono lontani (almeno per questo mese), nascosti oltre la coltre di errori umani e bugie che ricadono al suolo sotto forma di candida morte.

Tabula rasa, è un capitolo importante per il percorso dell’ex pistolero della serie ideata dal duo Recchioni/Mammucari. Un vero e proprio punto di svolta, un twist narrativo che, pur non cambiando la direzione dell’on the road made in Bonelli, cambierà sicuramente la conclusione di questa seconda stagione. Di cosa sto parlando? Davvero vi aspettate che vi rovini, in anteprima, una sorpresa così rilevante per la serie? Nada! Troverete tanti piccoli indizi disseminati sin dalle prime pagine di Tabula rasa; Mauro Uzzeo, alla sua quarta prova su Ringo, si diverte a mostrare al lettore ciò che cambierà nella vita (e nelle dinamiche) dei protagonisti, senza dirlo apertamente fino alla fine.

ROZZEMILIA!

1Annunciazione!Annunciazione! Armatevi di spotify, youtube e una buona dose di Unione Sovietica poiché Uzzeo non si è divertito solo a costruire una buona storia che fa fare un grande balzo al percorso dei protagonisti, ma si è sbizzarrito (è proprio questo il termine adatto!) a riempire le 94 tavole di citazioni musicali. I profeti folli a capo della tribù cui Ringo e i ragazzi sono prigionieri, sono un fiume in piena di testi dei CCCP e CSI. Le parole della band, i cui membri fondatori erano – appunto – emiliani, sono un piacevole filo-conduttore che accompagna tutti i dialoghi della storia. Dopo una breve introduzione, a pag.22 troviamo un fade to black e si parte con Rozzemilia, proseguendo con Manifesto, Militanz, l’omonima CCCP, Curami, Mi ami?. Ogni testo è amalgamato all’interno della narrazione: la desolazione di una terra, la volontà di sopravvivere, la necessità di rinnovare la carne e il sangue, l’utopia di un posto che esiste solo nei ricordi. E Ringo non ha nessun ricordo delle gardenie!

Da un lato abbiamo Ringo, isolato dai ragazzi, ancora una volta drogato e delirante. Il titolare di testata si confronta con uno dei folli, con la sua maschera e le fasce che gli avvolgono la testa è caratterizzato magnificamente da Matteo Cremona; il folle “carceriere” (sappiamo che le catene non sono un limite per Ringo!) oltre che sviolinare testi musicali, cita apertamente il Colonnello Kurtz, indimenticabile antagonista di Apocalypse Now, film diretto da Francis Ford Coppola.

Dall’altro lato abbiamo Rosa, anch’essa separata da Seba e Nué. Malata e in preda a continui conati di vomito, dovrà confrontarsi invece, con un’altra realtà che contraddistingue la tribù di folli: l’adattamento. In che modo sopravvivere all’incapacità di sopravvivere? Adattamento, è la parola al centro delle citazioni dei CSI, gruppo musicale nato dalle ceneri dei CCCP dopo lo scioglimento negli anni’90, che Uzzeo inserisce nella seconda parte della storia. Del mondo, Matrilineare, Fuochi nella notte, sono le canzoni che raccontano come adattarsi alla fame e allo scenario post-apocalittico, e come Rosa possa preservare la memoria.

Tutti subiscono una parabola evolutiva in Tabula rasa, ma Cappuccetto Rosso, com’è chiamata Rosa da Ringo, giunge a una nuova consapevolezza. La storia si apre con Rosa ancora poco avvezza al senso di morte. Perché bisogna uccidere per sopravvivere? Al termine della storia, forse, riuscirà a darsi una risposta da sola, e senza l’ausilio di Marzullo!

THE STORY GOES ON…

 11406955_1057725927588183_8055311480045696048_nCircondati da segnali di avvertimento noti a tutti gli appassionati di William Golding e il suo Signore delle mosche, i ragazzi, Seba e Nuè sono il vero motore dell’azione di questa storia. Combattono, dimostrando di non essere più dipendenti esclusivamente da Ringo, ma che possono confrontarsi con un mondo in cui sopravvive solo chi ha la forza per farlo! Arrivati a pagina 94 si ha una certezza: Ringo ha perso la centralità all’interno della storia, a dimostrarlo è l’ultima vignetta di Tabula rasa in cui, si ribalta una scena che abbiamo visto in chiusura di Ancora vivo , numero uno della seconda stagione.

Perché Tabula rasa è una storia meritevole? Dopo il numero otto, La carne e l’acciaio in cui si erano raggiunti livelli stratosferici era davvero difficile fare meglio. Uzzeo e Cremona lavorano per far funzionare la storia e ridare centralità a tutti gli elementi della serie. Ripeto, perché Tabula rasa è una buona storia? Di seguito un elenco, peggio di un flusso di coscienza, in cui vomiterò parole senza sosta.

2I primi piani di Ringo a opera di Matteo Cremona; credo che abbia superato tanti altri suoi predecessori, sia per intensità espressiva che per la presenza del faccione del ex pistolero tra le pagine. Durante la lettura, avevo una pulce nell’orecchio (nell’occhio, in questo caso) e non riuscivo a identificare cosa fosse. Poi ho capito, il tratto di Cremona sta virando verso lo stile di Luigi Piccatto (storico disegnatore di Dylan Dog). E il paragone non è negativo, tutt’altro.  Le innumerevoli citazioni, oltre a quelle sopra elencate c’è da aggiungere la poesia di T.S.Eliot e i suoi uomini vuoti. Scrivere servendosi della cultura personalmente mi fa impazzire. Le innumerevoli splash page che ormai sono una costante tra le pagine di Ringo, ma una doppia splash page seguita da una terza, ancora non ne avevo viste finora. Il montaggio e il ritmo delle pagine 44/45 che splittano nettamente in due la storia. Un cuore estrapolato a mani nude per far battere un nuovo cuore. L’incredibile lavoro sul colore a opera della veterana Giovanna Niro e della debuttante Fabiola Ienne. Il colore ancora una volta fa la parte del leone, accecando nelle sequenze di combattimento e spegnendosi nei momenti di prigionia e interni. Esplicativa è l’ultima vignetta di pagina 63, dove colori freddi e caldi si bilanciano per anticipare un cambio di scena. Le soggettive di Ringo sono un altro fiore all’occhiello della storia, così come il gioco di prospettive dovute al montaggio nella parte finale dell’albo. La storia si rincorre su tre linee diverse (Ringo, Rosa, Nué e Seba) che si legano attraverso i raccordi delle immagini eliminando una lunga serie di inutili passaggi.

Vi lascio con il solito toto-figlio di Ringo. Citando l’autore della storia: ci sono due possibilità su tre. Proprio così! Ma questa è un’altra storia. Cancellate tutto ciò che ho detto. Tabula rasa is the way.


ORFANI 00 LA FINE E’ SOLO L’INIZIO
L’inizio. Orfani: 1
Bugie. Orfani: 2
Verità. Orfani: 3
Vincitori e vinti. Orfani: 4

C4 MATITE:

Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni mi divertivo a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni scelgo Dylan Dog come costante della mia vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. A ventun'anni la mia prima ed unica band i Dreamway Tales. Nel 2013 studio sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Attualmente collaboro con la NPE, come traduttore e autore, e sono al lavoro sul mio primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA.

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3 Risposte

  1. 17 giugno 2015

    […] Da ieri potete trovare in tutte le edicole italiane Tabula rasa, il numero 9 di Orfani: Ringo, la serie ideata da Emiliano Mammucari e Roberto Recchioni che ha rivoluzionato il fumetto italiano. Il nostro Luigi Formola ha scritto una bella recensione che potete leggere QUI. […]

  2. 23 giugno 2015

    […] l’umanità allo stato brado. Finora con le pubblicazioni siamo arrivati al numero 9 (qui la nostra recensione) e il percorso di Ringo e compagni è giunta ad un punto importante della […]

  3. 17 luglio 2015

    […] l’argomento, abbiamo disponibile una recensione “estesa”, vi basta clickare qui per […]

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