Recensione: PaperPaolo

paperpaolo

Editore Shockdom
Autori Marco Rincione e Giulio Rincione
Prima pubblicazione Aprile 2016
Prima edizione italiana Aprile 2016
Formato Spillato
Numero pagine 32
Prezzo 3,00 euro

LA FELICITÀ È UN INGANNO12784028_249794952021854_716490088_n

Cosa c’è di peggio dello scoprire che qualcuno che amiamo non è ciò che abbiamo creduto fosse? Il non poter fare niente per cambiare le cose. O scegliere di non volerlo fare e ingoiare tutto il dolore nel ventre di una bugia. Proprio di questo inferno ci raccontano i gemelli Marco e Giulio Rincione in PaperPaolo, edito da Shockdom nella collana Fumetti Crudi e secondo episodio della serie Paperi.

Le prime vittime di questo dolore siamo noi stessi, i lettori, perchè il presupposto di Paperi è toglierci l’innocenza giocosa dei nostri beniamini per farci vedere l’inganno, il trucco. Leggere PaperPaolo è come smarrire la retta via per inoltrarsi in una selva oscura, dove tutto quello che abbiamo a cuore di Paperino, evidente richiamo di questa storia, viene annullato fin dal primo, inquietante sguardo che ci fissa dalla copertina.

GIACCA, CRAVATTA E MUTANDE

12905005_1732723313679694_1117115086_nCome nel primo PaperUgo, anche stavolta il protagonista è una rivisitazione di un protagonista dei fumetti Disney. Personalmente trovo che il primo fine di Paperi sia scuotere le nostre certezze, andando a scavare negli stati d’animo più bui della mente umana. PaperPaolo si presenta come un pio credente che esce dalla funzione domenicale per poi fare ritorno a casa. Ma fin da subito l’atmosfera s’incrina, il papero con spietata noncuranza malmena un povero pulcino nero (un’altra nostra vecchia conoscenza) che chiede l’elemosina al semaforo. Ecco aprirsi la prima crepa, cui subito ne segue una seconda sullo specchietto che riflette l’immagine di PaperPaolo, un concetto già espresso in PaperUgo: lo spacco nelle due identità, la facciata e il vero volto.

PaperPaolo è una durissima storia che non si trattiene, pur mantenendo un equilibrio tra il simbolico e il nudo e crudo. Le didascalie scritte da Marco Rincione ci conducono nel tormento di un’anima consapevole, come PaperUgo, del proprio dolore lancinante ma, mentre il papero depresso non trova nessuna vita d’uscita dal suo stato d’animo, stavolta il concetto veicolato è ancora più disperato: scegliere di non vedere e rifugiarsi in un’illusione.

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Lo stesso PaperPaolo, per quanto orribile e condannabile sia il suo comportamento, si dimostra qualcosa di più di un “semplice” papero disturbato. Un mostro che indossa una maschera per non farsi vedere, anch’egli deciso a nascondersi dietro una falsa idea di sè.

Deliberatamente non dirò di più, anche se in rete si trovano articoli che parlano degli argomenti trattati in questa storia, non per autocensura ma perchè PaperPaolo funziona bene se ci si lascia accompagnare all’inferno dalla narrazione. Sappiate che, se siete impressionabili dalla realtà, essa vi colpirà senza sconti durante la lettura. Regolatevi di conseguenza.

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DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA

La saga di Paperi deve moltissimo ai disegni di Giulio Rincione, perfetti per trasmettere il senso claustrofobico dello squallore che si respira all’interno delle mura in cui sono rinchiusi i personaggi. Repentini cambi di luce sottolineano gli stati d’animo dei personaggi e lo stile grafico adottato li caratterizza anche nei loro silenzi. Siamo molto contenti della serie Paperi, l’unica pecca che mi sento di far notare è la sua impossibilità ad essere fruibile da tutti e il rischio di non essere compreso da chi si fermerà alle aberrazioni visive in superficie. Forse PaperUgo era più facilmente identificabile per il lettore, per me lo è stato tantissimo e forse dovrei farmi vedere da uno bravo; la versione oscura di Paperino sarà più dura da mandare giù perché ci mette di fronte a tutto quello che cerchiamo di reprimere. Ma è compito degli autori bravi andare a colpire in profondità.

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PAPERPAOLO
PaperUgo. Paperi: 1
Paranoiae
La cena degli accordi. Noumeno: 1
NOUMENO N.2 – L’ETRANGER




LA NOSTRA PAGELLA: 8.5/10



Orzo Nimai

Mi chiamo Nimai. E' il mio vero nome. Sul serio! Scrivo storie e un giorno vorrei farlo diventare un lavoro. Uno dei miei sogni è accumulare abbastanza materiale per riempire almeno una pagina su Wikipedia.

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