Recensione: Paranoiæ

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Editore Shockdom
Autori Giulio Rincione (Batawp)
Prima pubblicazione Ottobre 2015
Prima edizione italiana Ottobre 2015
Formato 19,3 x 28 cm
Numero pagine 160 a colori
Prezzo 20,00 euro

Ogni tanto ho il mostro nella pancia. Mi sento triste e un po’ arrabbiato. La mamma dice che se gioco mi passa. Io ho un po’ paura. Il mostro mi dice delle cose e io non sono più felice. Quando gioco e faccio finta di essere Batman mi passa.

L’immaginazione non è una condizione:essa è la stessa esistenza umana.
W. Blake Milton

LA TANA DEL MOSTRO

paranoiaeSiamo così indaffarati a cercare i mostri fuori della porta, che troppo spesso ci scordiamo di come in realtà siano già dentro di noi, in profondità, legati in maniera indissolubile a tutte le nostre più smisurate paure. Paranoiæ è una calata introspettiva, una discesa verticale compiuta nel tormento di un’apnea che consuma non solo i polmoni ma cresce in un buio meccanico composto di materiale onirico e stralci di vissuto autentico. Alan è il protagonista della storia. Un trapasso doloroso tra un ipotetico dentro/fuori dove il confine non risponde a nessuna regola geografica ma soltanto al mutamento degli stati d’animo, accesi in parte dai ricordi e in parte dal contatto con i sentimenti forti, ora mutati ora sopiti. Alan subisce una specie di sdoppiamento della personalità compiendo in parallelo diversi tentativi che sembrano però senza via d’uscita e destinati senza appello allo stesso epilogo. Si alternano episodi forti e pindariche riflessioni, scudi sentimentali dietro i quali tentare un improbabile riparo; scaturiscono così passaggi narrativi ragionati, di nudità intellettuale, dove Batawp (Giulio Rincione), l’autore, si spoglia di qualsiasi sovrastruttura e si guarda finalmente allo specchio. La smisurata insicurezza di Alan pare trovare inizio nella relazione amorosa sostenuta con Emily, e rovesciata in una rovinosa quanto misteriosa conclusione. Ma questo è solo l’inizio, perché il mostro che sonda le cavernose profondità dell’animo del ragazzo lo sta logorando e più il tempo passa è più è aggressiva la sua fame. E come puoi combattere un nemico che ti conosce meglio di te stesso e del quale tu non conosci né la forma né l’aspetto? Da questo dilemma inizia Paranoiæ.

SCELTE FORTI

Appena preso tra le mani ti accorgi subito che c’è qualcosa di insolito, il peso del volume innanzitutto. Viene istintivo sfogliare qualche pagina, per poi scoprire il bagno di colori che ci aspetta intraprendendo la lettura. E’ un’opera che deve essere costata un mare di fatica. Siamo oltre il concetto classico di fumetto, e già qui il pubblico si spacca. Poco male, certe scelte sono fatte per gli impavidi, per coloro che amano sperimentare e trovare qualcosa di nuovo nel panorama di tutti i giorni. Di certo non è un’opera facile e di semplice digestione, sia chiaro dal principio. La composizione tipica delle tavole è reinterpretata, sfuggente alla gabbia solita, e misurata attraverso riquadri bianchi di aspetto rapido e anch’essi disegnati. Rincione ci propone una composizione elaborata in computer grafica assai accattivante; utilizza tutta la gamma delle tinte forti, virando violentemente poi per toni assai più tenebrosi e tetri. L’effetto è quello di avere di fronte un fumetto dipinto, dove le pennellate investono le forme con larghezze diverse, con forze differenti. La composizione non è mai uniforme, quando il quadro trova la sua dimensione ecco venire in superficie tratti distinti e assestati con decisione, spiazzanti per certi versi. Molte di queste scelte hanno la funzione di allontanare un possibile curioso lettore. L’avanguardia da sempre vive un passo avanti alla normalità delle cose, almeno fino a quando un nuovo confine non viene segnato, ma fino a quel punto c’è bisogno ancora una volta del più autentico coraggio.

Paranoiae Cover


Paranoiae
PaperUgo. Paperi: 1
La cena degli accordi. Noumeno: 1
NOUMENO N.2 – L’ETRANGER
Benvenuti a Lalaland: 1




LA NOSTRA PAGELLA: 6.9/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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