Recensione: Piccole storie della foresta

Editore ReNoir Comics
Autori Frédéric Brrémaud e Federico Bertolucci
Prima pubblicazione 2017
Prima edizione italiana 2017
Formato 23 x 16 cm
Numero pagine 35

Prezzo 9,90 euro

– E tuttavia quella vipera sembrava così buona.
– Lo è di sicuro, ma deve pur vivere… e trovare qualcuno da mangiare!

Piccole storie della foresta è un libro per bambini che definirei una riuscita via di mezzo tra un taccuino naturalistico degno di tale nome e una favola un po’ dark, come potrebbe essere quella di Bambi.

GLI ANIMALI DELLA FORESTA

 

Il volume, uscito dopo Piccole storie del mare, della stessa collana Piccole storie, è sceneggiato dall’artista francese Frédéric Brrémaud e disegnato dal bravissimo fumettista nostrano Federico Bertolucci, che è stato candidato agli Eisner Award nel 2016 e 2017 per la serie Love, ma che io ricordo soprattutto per i disegni energici e ricchi di magia nell’albo delle W.I.T.C.H.
Il pretesto narrativo è di per sé molto semplice: uno scoiattolo avventuroso (e un po’ sprezzante del pericolo) sveglia il suo amico Cagnolino, pigro e intimorito dal mondo esterno, per portarlo a conoscere il cugino, che vuole vada a trovarlo nella foresta per vedere il suo ultimogenito.
Inizia così una carrellata sugli animali che i due compari incontrano nel bosco, dai più comuni, come le farfalle, l’orso, il gufo, a quelli che potrebbero essere meno conosciuti dal giovane pubblico, tra cui il cervo volante, la martora e i daini.
A ognuno di loro è dedicata una tavola composta dalla striscia bicolore, dove Cagnolino e lo scoiattolo si scambiano alcune battute o viene data qualche informazione sull’animale trattato, e uno splendido disegno a pagina intera con colori brillanti e ricco di dettagli, ma senza mai perdere il suo stile un po’ scanzonato e cartoonesco, che non può non ricordare le illustrazioni nei libri Disney pubblicati negli anni ’60.
A termine del volume, in tre pagine vengono fornite informazioni più circostanziate sull’orso, il cervo, il riccio, il gufo, la volpe, la puzzola, lo scoiattolo e il lupo, sempre accompagnate dalle inopportune e simpatiche osservazioni di Cagnolino.

UNA FAVOLA CHE FA RIFLETTERE

Nonostante sia un prodotto per bambini leggero, come dicevo nell’introduzione, questo fumetto cela anche una venatura più cupa. Giustamente, aggiungo io. I due autori, in questo modo, ci vogliono spiegare che gli animali sono nostri amici, ma vanno trattati con cautela, e anche rispetto. È evidente che i bambini di oggi abbiano un rapporto abbastanza distorto con le altre creature viventi, nella maggior parte dei casi. Non è raro vedere un ragazzino che ha timore perfino di accarezzare una pecorella o, al contrario, qualcuno che danneggia alveari, subendo l’ira delle api.
Queste tavole sono rassicuranti, ma fanno riflettere.
Se è pur vero che i toni bui vanno scemando con la presa di coscienza di Cagnolino sul mondo che lo circonda, gli sguardi degli animali selvatici non sono mai stucchevolmente umanizzati, come quello dell’orso a pesca, o mamma cinghiale a spasso con i suoi cuccioli. L’animale che caccia non è crudele, ma deve pur vivere, come fa notare correttamente lo scoiattolo.
L’opera prende anche in giro con bonomia i timori che ci assalgono quando abbandoniamo un luogo sicuro, e le ombre sembrano celare pericoli terrificanti, ma insegna che con il giusto equilibrio tra confidenza e attenzione, non corriamo nessun pericolo in mezzo agli alberi del bosco.

CONSIDERAZIONI FINALI

Se devo contestare una cosa sola di questo lavoro, è la brevità, che immagino sia stata adottata per non annoiare i giovani lettori e non metterli troppo in difficoltà con testi eccessivamente lunghi.
Nel complesso è un volume che acquisterei per un bambino o una bambina tra i sei e i dieci anni, e su cui cercherei di imbastire una discussione sullo spirito dell’avventura, la voglia di scoprire, l’etica e la prudenza. Perché, in questo volume, gli spunti non mancano.
E, poi, a sognare con le splendide tavole di Bertolucci.

C4 MATITE:

Vanessa Zavanella

Recensore in prova

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