Recensione: Piena di niente

Editore BeccoGiallo
Autori Alessia Di Giovanni, Darkam
Prima pubblicazione 2015
Prima edizione italiana 2015
Formato
Numero pagine 144

Prezzo 15 euro

Tutti obiettori con l’utero degli altri…
(Piena di niente, pag. 48)

pienadiniente1Giulia, Elisa, Loveth e Monica: fino alla fine del graphic novel a queste donne non viene dato un nome. Sono solo quattro corpi, quattro esistenze “piene di niente”. Non si conoscono, vivono in città diverse, ma sono accomunate da solitudine e senso di colpa per una gravidanza che non possono portare a termine.
Sono le prPiena-di-niente_intervotagoniste di Piena di niente, il fumetto sceneggiato da Alessia Di Giovanni e illustrato da Darkam (Eugenia Monti) che BeccoGiallo editore porta in libreria sullo scaffale delle novità.
Novità dell’opera, ma non delle tematiche: pregiudizi, dignità, diritto di scelta, laicità dello stato, deontologia professionale. Fil rouge che lega le quattro storie: il tentativo di praticare l’Ivg (Interruzione volontaria di gravidanza) in un Paese che detiene (l’anomalo) primato dell’80% dei ginecologi obiettore di coscienza e in cui è richiesta la prescrizione medica per acquistare la pillola del giorno dopo… non parliamo della pillola dei cinque giorni dopo, per quella oltre alla ricetta medica serve anche il test di gravidanza.

pienadiniente2Giulia, mamma e moglie;
Elisa, adolescente piena di vita;
Loveth, giovane donna affamata di affetto;
Monica, prostituta prigioniera della sua madam.

Oltre alle difficoltà e alla solitudine, al centro del graphic novel c’è la violenza che queste donne devono subire. La violenza è subdola e si manifesta in più forme.
pienadiniente3C’è la violenza fisica di un aborto praticato con un ferro o di una terapia farmacologica acquistata clandestinamente, ma c’è anche la violenza psicologica di chi fa leva sul senso di colpa o di chi usa il corpo femminile solo come strumento del proprio piacere.

Alessia e Darkam hanno scelto di denunciare la violenza con un linguaggio duro e immagini forti. Efficaci i corpi delle donne raffigurati come manichini o sezionati e privi degli organi interni. Immagini crude per dimostrare il vuoto che accompagna le protagoniste e per denunciare come il loro corpo sia visto come una macchina, un meccanismo concepito per la maternità, senza tener conto delle loro emozioni.

pienadiniente4Piena di niente si conclude con alcuni dati sconfortanti. Un dato Istat: le Ivg ilegali sono salite a 40-50 mila l’anno, senza contare gli aborti “spontanei” che sono saliti a 80 mila.

Se non ci credete al fatto che l’Ivg in Italia sia così osteggiata, prendete dado e pedine e divertitevi a scoprirlo col gioco alla fine dell’opera “Aborto, il gioco da tavolo”. Potrete avere un assaggio degli imprevisti che capitano – purtroppo ogni giorno – in Italia a molte donne che cercano “solo” di ricorrere alla legge 194 del 1978.


Piena di niente
Saluti e bici. Sillabario illustrato di storia, manutenzione e politica della bicicletta
Giovanni Falcone
Peppino Impastato, un giullare contro la mafia
Il sequestro Moro

C4 MATITE:

Melissa Bortolotto

Veneziana "di terraferma", dopo gli studi a Padova si trasferisce a Milano per seguire le sue passioni: l'editoria, la cultura, l'informazione. A Milano avviene l'incontro con Martina, che la trascina nell'avventura di c4c come redattrice e corretrice.

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Nessuna Risposta

  1. 24 febbraio 2015

    […] di C4 Comic vi abbiamo già parlato dell’opera nella recensione. Abbiamo ora il privilegio di scambiare quattro chiacchere con una delle due autrici, […]

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