Recensione: Pier Capponi

Editore Kleiner Flug
Autori Alessio Landi, Pierpaolo Putignano e Pamela Poggiali
Prima pubblicazione Novembre 2015
Prima edizione italiana Novembre 2015
Formato 21 x 28,5 cm
Numero pagine 48

Prezzo 12,00 euro

Vostra grazia, almeno nella morte, abbiate un po’ di dignità.
– da Pier Capponi

Pier-CapponiConquista d’Italia, anno del Signore 1494. Carlo VIII di Francia scende nella nostra penisola baciata dal Mediterraneo e tutte le città paiono arrendersi con facilità all’invasore, dotato del miglior esercito dell’epoca e dei primi esempi di armi da fuoco: eppure qualcuno, dal popolo, si erge contro il sovrano. Stiamo parlando di Pier Capponi, capitano del popolo della città di Firenze e personaggio che dà il suo nome al nuovo titolo edito da Kleiner Flug, realizzato da Alessio Landi, Pierpaolo Putignano e Pamela Poggiali.

LA STORIA: UNA SEMPLICE FAVOLA

unnamed16Va fatta una premessa decisiva: nonostante il contesto, questo fumetto non è appartenente al genere storico, in quanto il tutto è fondato su un What If che stravolge i fatti (quasi) fin dal principio. Più volte mi son ritrovato a chiedermi il motivo di alcune dinamiche che sfuggivano alle mie conoscenze storiche, salvo poi accorgermi sul finale che di certo i fatti non erano stati quelli, ma erano stati cambiati in modo radicale, oltre che necessariamente romanzati (ma quello è scontato, altrimenti si leggerebbero solo manuali scolastici!).
Ma veniamo alla storia. Non c’è nulla di più semplice e banale che lo scontro tra un re cattivo e un eroe di estrazione sociale bassa, reso forte dalle sue qualità: se infatti Carlo VIII appare solo come un malvagio tiranno pronto a depredare le ricchezze italiche, Pier Capponi appare come l’eroe senza macchia e senza paura; questo appiattimento psicologico investe tutti i personaggi, proponendo un’opposizione francese cattivo e prepotente/fiorentino buono e ingegnoso. L’unica eccezione è fra’ Girolamo Savonarola, protagonista di una divertente scenetta nelle prime pagine, ma il cui ruolo risulta, anche in questo caso, ridotto a spalla comica e null’altro. Si poteva certamente fare di più: comprendo che le 48 pagine possano aver creato un limite, ma il risultato, a mio avviso, sfrutta male l’enorme potenziale del fatto storico, in cui il tutto viene assimilato a una semplice favola per bambini.

COMPARTO GRAFICO

unnamed15Sfortunatamente il comparto grafico non aiuta poi molto il titolo a emergere. Duole dirlo, ma lo stile di disegno mi ha ricordato i tempi del Giornalino che acquistavo la domenica dopo la messa: il tratto è semplificato, i visi dotati sì di espressione ma gli occhi ridotti a puntino, le fisionomie rese con pochi colpi di pennino e spesso troppo uguali fra loro. Ho apprezzato in misura maggiore la colorazione, benché la sensazione che si ha a fine albo è che la storia sia immersa per la maggior parte del tempo in un languido tramonto. Da punto di vista della precisa ricostruzione storica degli ambienti, degli arredi  del vestiario non posso sbilanciarmi, non possedendo le nozioni necessarie, tuttavia comprendo che questo non possa essere stato il fine degli autori.

CONCLUSIONI

Per concludere, Pier Capponi non è un titolo consigliato agli amanti del fumetto storico, per quelli che, come me, vogliono sentire il profumo della vera storia, battaglie, intrighi politici, condottieri carismatici e veri: rimane un What If, come detto all’inizio, che occupa un quarto d’ora senza alcun impegno, ma senza lasciare particolari soddisfazioni.


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LA NOSTRA PAGELLA: 5/10



Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

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1 Risposta

  1. 25 novembre 2016

    […] Pier Capponi […]

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