Recensione: Pinocchio

Editore COMICON Edizioni
Autori Winshluss
Prima pubblicazione 2009
Prima edizione italiana 2014
Formato 26×19, brossurato con alette, Colore
Numero pagine 194

Prezzo 22 euro

– E di cosa parla il tuo libro?
– Beh… parla di… euh… pfff… niente di speciale…
– Niente di speciale?! Beh dì un po’, ha l’aria appassionante il tuo libro…
– Na, perché se rifletti bene tutto è una merda!! Non è vita.
– Se! Assolutamente! Io rollo un’altra canna.
– Vedi amico siamo solo delle cazzo di comparse!! Delle comparse in una superproduzione capitalista!
– Se, hai ragione!
– Certo che ho ragione!

HIC!
(da un dialogo tra Jiminy Scarafaggio e Teddy Vermicello)

LA STORIA, PERCHÉ È PIÙ DI QUANTO SI POSSA IMMAGINARE

PINOCCHIO1Quella di Pinocchio è storia trita e ritrita. È stata presentata in tutte le salse possibili e immaginabili, rifacendosi sia all’originale di Collodi, sia all’adattamento Disney. Leggere sulla copertina il titolo Pinocchio a me fa storcere il naso, mi fa partire prevenuta perché in fondo cosa c’è che ancora non è stato detto, rivisitato, modificato? Nulla.

Sbagliavo.

La storia di Winshluss è un mondo perlopiù muto, sono pochi i personaggi dotati di parola, ma non se ne sente la mancanza perché la gestualità è così schietta e ben curata che qualsiasi altra cosa sarebbe di troppo.PINOCCHIO7
Pinocchio è un robot, perde presto le tracce del suo costruttore Geppetto, e i suoi rapporti con la Fata Turchina bruciano rapidi, in tutti i sensi. Pinocchio non dice bugie ma sa essere un monello quando impostato nella modalità di distruzione di massa; è invece amabile, pacato e sempre vigile quando le sue impostazioni glielo consentono. Incontra il Gatto e la Volpe, due barboni che gli indicano una pessima strada, incontra il suo Mangiafuoco che lo maltratta nella sua industria dove si sfruttano i minori, incontra Lucignolo e un Paese dei Balocchi putrescente nel quale nasce e si consuma una dittatura che tanto richiama quella nazista. Viene impiccato, mangiato da una balena e infine trova il suo lieto fine.
Forse.

PINOCCHIO4Ma questo libro racconta molto di più: la storia di Geppetto e il suo tentativo di ritrovare il robottino, quella del Gatto e la Volpe e dei loro modi di sfangarla fino a un’inaspettata conversione. Un detective al margine, una Biancaneve seviziata da nani arrapati, l’inquinamento che trasforma un semplice pesce in un enorme mostro marino. Un pinguino affettuoso quasi quanto l’occhio robotico dotato di propria personalità.
pinocchio3E poi, il personaggio carismatico indiscusso: Jiminy. Non un grillo ma uno scarafaggio, vive nella testa di Pinocchio e conduce la sua vita da scrittore fallito, elargendo, durante i suoi stati alcolici e/o drogati, brutali massime di vita che ti colpiscono nello stomaco e ti lasciano a riflettere più di quanto farebbero tanti buoni consigli.

Ma sono moltissimi i personaggi secondari e marginali di cui si indaga e che vengono seguiti creando un arazzo straniante che nausea ma che riesce ad affascinare, stimolante come non se ne leggeva da un po’.

L’AUTORE

PINOCCHIO5Winshluss può facilmente essere ascritto alla lista dei maestri del fumetto: i dialoghi sono pochi rispetto alle tavole, ma incisivi; le tavole, appunto, sono dei capolavori, la scelta dei colori rispecchia il tono della storia, creando un mondo underground, repellente e respingente; i disegni sono capaci di rendere inutile la parola, di trasmettere emozioni così forti da far rabbrividire. Eppure questo nome non è così noto nel campo, non in questa veste almeno. Winshluss è Vincent Paronnaud co-regista di Persepolis, tra le altre cose. Con Pinocchio vinse nel 2009 il premio come Miglior Fumetto ad Angoulême, e questo dovrebbe essere di per sé una garanzia.PINOCCHIO8

Non ci sono abbastanza parole, sufficienti riferimenti per riuscire a trasmettere quello che rappresenta questo titolo: Pinocchio parla della realtà, della nostra società riuscendo a risultare senza tempo, capace di raccontare l’attualità e al tempo stesso il nostro passato. Quello che si richiede a una storia è di lasciare qualcosa nell’animo di chi l’ha letta, di allietarlo in quel momento, trascinarlo nella sua trama in maniera così profonda da fargli dimenticare la sua di realtà. E poi, una volta finita la lettura, di aver piantato un seme che lasci fiorire riflessioni che non svaniscano col tempo, ma si rafforzino con nuovi germogli, facendo venir voglia di tornare a immergersi nelle fronde.

Purtroppo non tutte le storie escono così bene. Questa ci è riuscita.

L’EDIZIONE

PINOCCHIO_COVER

La prefazione del volume di COMICON Edizioni, firmata dal direttore editoriale Raffaele De Fazio riporta

Quando questa casa editrice è nata, si era prefissata un obiettivo: dare dignità al lavoro dei Maestri del Fumetto, con edizioni e cura che rendessero giustizia al lavoro di questi grandi artisti e impreziosissero le collezioni degli amanti del fumetto.

Visti i titoli del loro catalogo non si può dire che non abbiano prestato fede a questo obiettivo. La storia è qualcosa di nuovo, assente nel panorama italiano, e questo nonostante parta dalla base di una trama così inflazionata.
PINOCCHIO6L’edizione cartacea presenta due variant, io faccio fede a quella brossurata, morbida, con le alette. Considerando la foliazione del volume temo che quella che si direbbe una brossura fresata non reggerà a lungo, c’è da dire che visto il costo ridotto di questo titolo, proprio per la cura nella scelta della carta che permette ai disegni di saltar fuori dalla tavola, non si poteva chiedere di più. Fisicamente è un bell’oggetto, una copertina curata che è una sfida analizzare, perdersi al suo interno, capace di lasciar assaggiare il mondo distorto che aspetta all’interno delle pagine.

Questo fumetto è un MUST HAVE. Non ci sono scuse che tengano!


Pinocchio
Il glorioso Giornalino. 90 anni dalla parte dei ragazzi. Avventura, fumetto ed educazione. Catalogo della mostra (Lucca, 27 marzo-1 giugno 2014)
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LA NOSTRA PAGELLA: 9.5/10



Martina Moretti

Nata a Carrara, una città a metà tra i monti e il mare, coltiva la passione della lettura, fumetti e non, da quando era ancora un virgulto di ragazza. A fine novembre 2013 si infervora per l’idea dell’amico Nicholas Venè e si lascia trascinare dentro lo staff di C4Comic. In fondo, però, l'unica cosa importante da dire è: Cyclops was right! (cit.)

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1 Risposta

  1. 28 settembre 2015

    […] dovrei leggere. DC:  “L’eredità del colonnello“, di Trillo e Varela; “Pinocchio” di Winshluss; “Prosopopus” di De Crécy; “Povere nullità” di Baru e […]

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