Recensione: Polina

Editore Bao Publishing
Autori Bastien Vivès
Prima pubblicazione 2011
Prima edizione italiana 26 gennaio 2017
Formato 17 x 24 cm, cartonato
Numero pagine 208

Prezzo 19,00 euro

Polina è un graphic novel del 2010 a opera di Bastin Vivés, pubblicato nel 2011 da Black Velvet e riproposto ora da Bao Publishing. In circa duecento pagine l’autore delinea la vita di Poulina Oulinov, ballerina russa che viene scelte ancora bambina dalla prestigiosa Accademia di danza classica del professor Bojinski, suo mentore che l’accompagnerà in tutto il suo percorso artistico, dal balletto fino alla contemporanea, anche quando non presente fisicamente.

LA DANZA

La danza non solo conduce la trama ma riflette la protagonista: Polina è un personaggio principale silenzioso e riflessivo e lo notiamo già dalle prime pagine, mentre viene accompagnata dalla madre all’audizione per entrare nella scuola di balletto classico di Bojinski. Questo tratto non la abbandona, ma si accentua nel corso dei suoi anni di studio. Il silenzio e la danza crescono nel personaggio e il severo insegnante Bojinski cerca di spingere l’allieva a dare un senso a questi momenti senza parole, a cercare nell’assenza di voce la ragione per cui danzare.

Non serve a niente arrivare in alto, se non ha usato il tempo a disposizione per riflettere… Perciò una volta che è in alto, si prenda il suo tempo.

La danza e le relazioni amorose crescono all’unisono: Polina si fa trasportare dagli altri, dal momento in cui la madre la consegna nella mani dell’insegnante russo. Il rapporto che si forma fra i due è un rapporto paterno, sulle cui spalle la protagonista cerca di farsi portare a mete sconosciute e con cui un eventuale uomo che entra nella sua vita si sente in competizione. Adrian infatti la trascina via da Bojinski e dalla danza classica, cogliendo ogni occasione per denigrare entrambe le cose con crudeltà.

Mmm… Un professore d’accademia a un balletto… Sarà rimasto scioccato!

Il giovane ballerino è fiero della sua conquista: orgoglioso di aver portato via allo storico e severo insegnante la sua pupilla, tronfio nell’immaginare di fare sesso sul palco con Polina per poi dire che si tratta di danza contemporanea. Quasi come se fosse un duello: l’atto dell’ adolescente ribelle che sfida l’adulto, sicuro della sua vittoria e arrogante nel volersi accanire contro l’avversario qualora sconfitto. La giovane promessa della danza classica è sua, lui le ha svelato la verità e le ha mostrato la vera strada di come si deve ballare: lei ora è una sua appendice, una sua estensione e non esiste più in quanto persona a sé stante. Tanto che, nel momento in cui Polina ha dei dubbi su quello che sta facendo o il rapporto, Adrian non si pone neanche il problema che lei se ne andrà. Perché lui è nel giusto, e al massimo può sempre sostituirla.

Polina è costretta quindi a doversi ricostruire dopo essersi persa in un rapporto d’amore e di danza che l’ha resa evanescente e rimpiazzabile. Nel suo allontanarsi e nel suo silenzio, trova le risposte che ha inseguito durante tutto il suo percorso nel ballo, anche grazie al recupero degli insegnamenti del suo vecchio mentore. Questo le provoca un profondo senso di colpa, perché si convince quindi di aver tradito Bojinski abbandonandolo e che debba in qualche modo riparare al torto inflittogli. Ma il suo mentore non accetta questo eccessivo senso di colpa, e si mostra per ciò che è ormai: un vecchio insegnante, rincuorato dalle parole della sua allieva ma che ormai non ha più nulla da spiegare dato che Polina ha finalmente capito ciò cercava di mostrarle.

Facendo pace con la figura paterna e restituendogli la giusta importanza, ingigantitasi dopo il tradimento di Adrien, si rende pienamente conto di ciò che ha finalmente scoperto e soddisfatta osserva la strada percorsa con i suoi grandi occhi scuri.

CONCLUSIONI

È quindi una narrazione che usa la danza come scusa per parlare del conflitto che si attraversa in un percorso artistico e – parallelamente – nell’affermazione di sé come adulto: quanto posso apprendere dal mio insegnante? Come posso interpretare ciò che sta tentando di insegnarmi? Posso spingermi oltre il limite che mi è stato imposto? E se non fossi pronto a reggermi da solo sulle mie gambe?

Infine Polina risponde a queste domande, con una linea tracciata da una penna che non si stacca mai dal foglio mentre compone le figure. I passi di danza e le movenze sono restituiti dall’inchiostro come volumi tangibili: linee bidimensionali che ci trasmettono la solidità di ballerini mentre fanno piroette o allargano le scapole.

Il disegno abbozza i corpi e li fa emergere dalla carta mentre l’inchiostro delle ombre crea un’impressione dei movimenti. Le campiture di grigio piatto ci indicano dove guardare perché nascondono l’ambientazione: non abbiamo bisogno di vedere altro, tutto ciò che conta è contenuto tra linee tremolanti, spazi bianchi e neri corposi.

Bastien Vivés (Parigi, 11 febbraio 1984) è un fumettista francese. Attivo già a 22 anni, comincia a farsi conoscere nel 2006 nel web grazie al suo personaggio Poungi. Nel 2009 riceve il Prix Révélation al festival del fumetto di Angoulême per Le Goût du Chlore, album che l’anno successivo vince anche il premio Micheluzzi al Napoli Comicon 2010, come migliore fumetto estero. Inizialmente pubblicato in Italia da BlackVelvet, dal 2014 Bao Publishing si occupa di portare l’opera dell’autore nel nostro paese.


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