Recensione: Primavere e autunni

Editore BeccoGiallo
Autori Ciaj Rocchi, Matteo Demonte
Prima pubblicazione Settembre 2015
Prima edizione italiana Settembre 2015
Formato Brossurato, 17×24 cm
Numero pagine 162, a colori

Prezzo 18,00 €

Wu arrivava dalla Francia e prima ancora era stato ad Amsterdam. Aveva 26 anni, una valigia piena di chincaglierie da vendere e un indirizzo.

UN TUFFO NEL PASSATO PER RISCOPRIRE IL PRESENTE

Screenshot_2015-10-08-22-10-42-1BeccoGiallo si distingue da sempre nel panorama fumettistico italiano per essere una casa editrice sempre attenta al sociale. Con Primavere e Autunni viene confermato il taglio impegnato cercando di indagare e raccontare uno degli aspetti più problematici e controversi del nostro Paese, l’immigrazione. Tuttavia, sebbene a fine volume non si potrà fare a meno di riflettere con maggiore serietà e coscienza sugli attuali sbarchi di clandestini, rifugiati politici e profughi di guerra in Italia, non è questo il motore narrativo del volume.

Annali delle Primavere e degli Autunni è il titolo della più antica cronaca scritta cinese. Si tratta di un testo non unanimemente attribuito a Confucio che copre gli avvenimenti dello stato di Lu nel periodo che va dal 722 a.C. al 481 a.C.; sono anni di importanti sconvolgimenti politici, guerre e invasioni, ma anche incredibilmente floridi per lo sviluppo della filosofia cinese. Basti pensare che taoismo e confucianesimo sono solamente due dei molteplici movimenti che nascono e iniziano a diffondersi nel corso di quei secoli.
In analogia con il fervore sociale, le contraddizioni della guerra e perfino la struttura narrativa degli Annali, Ciaj Rocchi e Matteo Demonte tessono un “racconto induttivo”, che dal particolare della vita di Wu Li Shan (nonno materno di Demonte) finisce con l’approfondire l’aspetto più generale della nascita e della crescita della comunità cinese a Milano.

PAROLE E IMMAGINI

Screenshot_2015-10-08-22-11-19-1Il libro di Rocchi e Demonte parte dall’arrivo di Li Shan in Italia a inizio anni ’30, racconta di come da modesto venditore ambulante di cravatte riesce, con il sostegno dell’allora nascente comunità di compaesani cinesi, ad aprire un proprio laboratorio di pelletteria. Una storia di pionieri, dunque, uomini coraggiosi che, giovanissimi, lasciavano il loro piccolo paese tra le valli della regione dello Zhejiang con qualche rimpianto e tante speranze. Parallelamente, gli autori raccontano a grandi linee i principali eventi storici che negli stessi anni sconvolgevano la Cina, dalle guerre civili al comunismo di Mao Zedong, passando per gli orrori della seconda guerra mondiale. E poi c’è il cuore del libro, la sua vera raison d’être: la storia di una famiglia che tra qualche difficoltà e tante soddisfazioni è riuscita a lasciare il segno nella Milano di oggi, liberando la strada dai pregiudizi e facendo posto all’integrazione, un concetto che nonostante tutto oggi sembra più distante che mai.combine primavere

È bene chiarire che Primavere e Autunni non è un fumetto nel senso tradizionale del termine. Si tratta piuttosto di un ibrido tra fumetto e libro illustrato. Se è infatti vero che aprendo il volume salta subito all’occhio l’affiancamento di testo e immagini, non sempre queste aggiungono elementi che già non vengano specificati dalle parole, caratteristica se non fondamentale del fumetto, certamente identificativa e pratica per il mantenimento di un buon ritmo narrativo. Eppure gli autori sono perfettamente consci della scelta e cercano di sfruttarla nel modo migliore: la storia di Wu diventa così un album di ricordi tempestato da immagini, impressioni, lettere e foto d’epoca.

IN CONCLUSIONE

PRIMAVERE E AUTUNNI_COPERTINA STAMPAPrimavere e Autunni risulta in fondo un volume ben riuscito, interessante dal punto di vista umano e sociale, il tutto condito da illustrazioni magnifiche e un lettering splendidamente curato esaltato dalla poesia intrinseca dell’arte calligrafica cinese. La lettura scorre piacevolmente, anche se non trasmette sempre quelle emozioni che avrebbero potuto trasformare un ottimo volume in capolavoro.

Come spesso capita con i prodotti BeccoGiallo, anche in questo caso il libro termina con intriganti approfondimenti che toccano aspetti non completamente snocciolati dal fumetto; il post scriptum di Matteo Demonte racconta i motivi che lo hanno portato a raccontare la storia, la postfazione di Ciaj Rocchi passa in rassegna alcune delle tecniche scelte per realizzarla, il paragrafo di Angelo Ou (figlio del protagonista del volume) si sofferma sulla memoria storica della comunità cinese e l’attenta analisi del sinologo Daniele Brigadoi Cologna inquadra il tutto nel contesto sociale, storico e politico dell’epoca, soffermandosi sul destino, spesso infelice, dei primi immigrati cinesi nel corso della seconda guerra mondiale.

Per farvi un’idea più precisa sull’estetica di Primavere e Autunni, ecco il videotrailer del volume realizzato dagli stessi Demonte e Rocchi.


Primavere e autunni
Pop economix. Il grande show della finanza che ha innescato la crisi
Carlo Giuliani, rimozione di un omicidio
La grande guerra. Storia di Nessuno
Giovanni Falcone



LA NOSTRA PAGELLA: 7/10



Marzio Petrolo

Appassionato e lettore di fumetti da più di un decennio. Affamato di fumetti intelligenti, bizzarri, magici, ermetici o almeno esoterici. Debitore a vita di Neil Gaiman e della sua prosa.

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2 Risposte

  1. 30 novembre 2015

    […] la presentazione del volume edito da BeccoGiallo Primavere e autunni presso WOW Spazio Fumetto di Milano. Di seguito tutte le informazioni […]

  2. 24 febbraio 2016

    […] Da C4COMIC […]

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