Recensione: Prophecy

Editore Shūeisha
Autori Tatsuya Tsutsui
Prima pubblicazione 2012
Prima edizione italiana 2013 (Edizioni BD)
Formato 12,4 x 18 cm
Numero pagine 224 in b/n + sovracopertina

Prezzo 6,00 euro

Cambiamo le cose… Non lo faccio per me… Questa stanza è grande appena tre metri quadrati… Ma è da questa cella che puzza di sudore… Che cambierò il mondo! Cosa voglio fare? Aprite bene occhi e orecchie… Ecco quel che accadrà domani.

UNA MODERNA PROFEZIA

prophecy1def-226Una storia, tre volumi. Una sfida, un’idea giocata a cavallo del dinamismo e della rapidità, certe volte funziona altre no. “Prophecy” ne esce con un giudizio decisamente alto, aggrappato saldamente ad una struttura narrativa non propriamente originale ma di assoluta funzionalità,  utilizzata con astuzia al servizio della storia. Siamo a Tokyo, la sezione della polizia che si occupa dei crimini legati ai cyber crimini, sta vivendo un periodo di grande agitazione. Il web oramai è diventato il rifugio per una gran parte di personaggi che senza alcuno scrupolo mettono in atto i più disparati piani legati al mondo on-line. Con grande professionalità e risolutezza una squadra speciale di agenti capitanati dall’avvenente Erika Yoshino riesce in breve tempo a sventare ogni attacco portato alla società inerme, ma l’imponderabile è in agguato e vive sotto il nickname di Paperboy, un ragazzo mascherato con un foglio di giornale, che attraverso dei video, poi caricati sul web, anticipa le sue mosse proclamando azioni finalizzate alla giustizia privata e chirurgica, quella impossibile da ottenere attraverso le promesse della polizia comune. La serie di eventi che si concatenano nella durata della storia è strettamente legata alla velocità moderna della comunicazione, infatti le minacce profetizzate da Paperboy diventano virali, fomentano un bacino di utenti curiosi e interessati che partecipano, che suggeriscono, che pretendono uno spettacolo sempre più stupefacente e soprattutto da consumarsi nell’immediato, minacciando di rivolgere la curiosità verso altro. Sono interessanti i temi sviluppati, appartenenti ad una sfera di eventi che ci tocca oramai in ogni istante della nostra esistenza moderna; da seguire con particolare attenzione è notare la modalità con la quale gli utenti del web rimangono legati a ciò che sta avvenendo in ogni parte del mondo, ancorandosi cinicamente al piano del guardone, cioè di colui che spia il comportamento degli altri, ma dotato dell’arma nuova della libera circolazione delle idee, della possibilità di commentare, di suggerire, di sfogare a parole un gesto, un’idea, un’azione. Diventa quasi un progetto sociale, una sezione attuale di come stiamo diventando, ma questo non avviene mai con spirito di parte, è solamente un dato di fatto che lascia al lettore la libertà di scegliere da quale parte schierarsi. Saranno comunque i colpi di scena a tenere alta l’attenzione, servendosi di espedienti reali, plausibili alla portata di tutti.

APPROFONDIMENTI

Il richiamo è forte se si nota in fumetteria questa mini serie, le copertine sono curate e fungono da ottimo materiale per il confezionamento di questo prodotto. I disegni di Tetsuya Tsutsui non tradiscono le attese, si mantengono sempre su un livello ben superiore alla media lasciandosi voler bene; le ambientazioni sono evocative e molto realistiche, i volti, le espressioni, i gesti e gli atteggiamenti un bagaglio accessorio di notevole valore. Se proprio vogliamo trovare un difetto, personalmente non amo i toni soffusi dei grigi utilizzati in maniera così ampia, in alcuni casi cercando la profondità si ottiene esattamente il risultato contrario cioè l’appiattimento, ma siamo veramente nell’ambito della pignoleria più assoluta. In poche parole mi sento di consigliare questa freschissima operazione a fumetti curata maniacalmente da J-pop.

Prophecy10


Prophecy: 1
Prophecy: 2
Prophecy: 3
Wish you were here. Syd Barrett e i Pink Floyd
Michael Jordan. La biografia a fumetti



LA NOSTRA PAGELLA: 7.6/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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