Recensione: Qvando c’era Lvi #3

Editore Shockdom
Autori Daniele Fabbri e Stefano Antonucci
Prima pubblicazione 15 ottobre 2016
Prima edizione italiana 15 ottobre 2016
Formato 16 x 24 cm
Numero pagine 32

Prezzo 3,00 evro

IL RE È NUDO E IL DUCE È NEGRO

Qvando c'era Lvi 3Prosegue l’ascesa del redivivo e ritinteggiato Benito Mussolini nell’Italia 2.0 dove il web è il nuovo mezzo di propaganda e la destra si nasconde in sotterranei scavati sotto dei finti fiorai di strada, tramando in segreto per tornare agli antichi fasti di un tempo. L’inizio dell’albo ci porta nel cuore dell’azione di un poco italico e molto americano inseguimento dove il potente Benito vede profilarsi la fine del suo nuovo impero e del suo imponente profilo. Ma il dittatore d’Italia saprà adeguarsi ai tempi che corrono.

Antonucci & Fabbri sono al terzo mandato della serie Qvando c’era Lvi, opera satirica edita da Shockdom che utilizza il meccanismo dell’assurdo per raccontarci il Paese attuale: una democrazia che sogna a tutti i costi un dittatore che la guidi e la tranquillizzi.

DUX-FACTOR

In questo numero il concetto esplode. Gli autori non si risparmiano e colpiscono sul vivo i politicanti del partito benitocentrista rappresentandoli come una setta di feticisti del Duce tra le cui file si insinuano anche un paio di adepti del grillismo (e se fai satira sui grillini si sa come va a finire…) ma uno schiaffo morale arriva anche dietro la collottola dei sinistroidi (chi? dove?).

Qvando c'era Lvi banner

Al solito siamo davanti a un tipo di fumetto che richiede una certa immedesimazione nella realtà, una conoscenza minima della politica di base, ma in un paese di tuttologi come il nostro non dovrebbe essere un problema, e soprattutto…senso dell’umorismo. Anche se in realtà gli autori aspirano proprio a dar fastidio, a scardinare gli animi più pacati e forse il miglior traguardo del fumetto sono proprio i commenti d’odio di chi si sente punto nel vivo.

#JESUISDUCE

Il valore di Qvando c’era Lvi non è tanto nella storia di finzione 14370119_696880490465038_5977848065940785966_nche ci fa evadere dalla realtà quotidiana ma nel significato che ci inchioda ad essa. Nella nostra epoca di risate leggere, di molte opere banderuole, molto poco schierate, è vitale che gli artisti continuino a fornirci punti di vista scomodi che ci raccontino gli aspetti scomodi del nostro popolo. Antonucci & Fabbri non prendono di mira solo la classe dirigente, ma riservano qualche cartuccia anche per il sacrosanto popolo, quello che si fa vittima nelle disgrazie e grande dietro le tastiere e dietro le spalle di chi gli dici cosa fare.

È vero che la satira deve colpire esclusivamente i potenti per essere tale, ma se abbiamo voluto credere che la libertà d’espressione, su internet e al bar, ci mettesse tra le mani lo scettro del potere allora dobbiamo anche accettare di essere derisi per questo.

Con buona pace di tutti gli ex Charlie.


Quando c’era LVI: 3
Quando c’era lui: 2
Quando c’era LVI: 1
Quando c’era LVI. Variant cover: 1
Gesù. La trilogia

C4 MATITE:

Orzo Nimai

Mi chiamo Nimai. E' il mio vero nome. Sul serio! Scrivo storie e un giorno vorrei farlo diventare un lavoro. Uno dei miei sogni è accumulare abbastanza materiale per riempire almeno una pagina su Wikipedia.

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