Recensione: Quello che mi sta succedendo – Diari e deliri di un giovane intraperdente

Editore Eris Edizioni
Autori Miguel Brieva
Prima pubblicazione Marzo 2015 – Reservoire Books (Spa)
Prima edizione italiana Settembre 2015 – Collana Kina
Formato 21 X 27 cm brossura – Sull color
Numero pagine 112

Prezzo 16,00 euro (prezzo di copertina)

QUELLO CHE MI STA - 1a

L’uomo moderno, che percorre incessantemente distanze estenuanti, corridoi eterni che si biforcano per riunirsi in uno stesso punto, senza sapere se è in partenza o se torna, si ritrova di fatto prigioniero di un labirinto su misura, per aver accettato docilmente di essere ridotto a mera variabile in una fredda equazione che tende all’infinito e dunque allo zero.
– Victor Menta, diario di domenica 8

FUTURO ANTERIORE

Nel luglio 1994 io e quelli della mia generazione siamo tutti usciti dalle nostre scuole. Sul tabellone della maturità QUELLO CHE MI STA - 4c’era scritto un numero e per fortuna bastava per dire ok, diploma: fatto.. Davanti a noi c’era il futuro, forse università, forse la professione, forse una famiglia…forse. Un mondo di possibilità, porte aperte e immagini che ti passavano davanti. Tutto bello e tutto possibile. Per una decina d’anni è stato anche vero: il lavoro c’era, i soldi giravano fra alti e bassi, ma  c’era speranza. Poi una mattina del 2007 qualcuno si è reso conto che anche la finanza mondiale sognava, ma erano visioni troppo grandi e distorte. Sogni acidi. Quando tutto è crollato addosso alla gente normale, quella che lavorava per campare, noi eravamo li e ci siamo ancora. Miguel Brieva è spagnolo, ha più o meno la mia età come tutta la sua generazione ha visto disgregarsi in un attimo 60 anni di certezze. Quello che (mi) sta Succedendo – Diari e deliri di un giovane intraperdente, edito in Italia da Eris Edizioni è la cristallizzazione di questo disagio, e pur se in qualche modo mitigato da uno stile onirico e da un tratto cartoonesco, l’intensa vena drammatica di questo fumetto riesce a toccare corde profonde. Come riesca a farlo è un discorso più complesso, ma procediamo un passo alla volta.

PSICOATTIVI AI TEMPI DELLA CRISI

Victor ha 30 anni e tiene un diario. Non è proprio una sua necessità, anzi: per dirla tutta, lo trova stupido. Victor ha 30 anni e tiene un diario perché la sua psicologa glielo ha chiesto: un modo come un altro per tentare diQUELLO CHE MI STA - 3 mettere ordine, fare un punto giornaliero. Victor vede passare i giorni della sua vita senza poter fare niente, passeggero di se stesso, allucinato e lontano da quella realtà che lo ha rifiutato. E allora ecco che il parco diventa un luogo adatto per conversare con l’uomo invisibile (un vecchietto estremamente reale) e la città il teatro di lunghi battibecchi con Flubby, per gli amici Apparicio, un animale parlante dalla dubbia moralità. Quest’opera è un fumetto per caso : avrebbe potuto essere in egual misura un articolo di giornale o una raccolta di post giornalieri sul blog dell’autore. Il fatto che si sia deciso di utilizzare le immagini per rappresentare il disagio giovanile e la disperazione di una generazione perduta, è una mera scelta dell’autore ed è una scelta interessante. Per quanto riguarda la sceneggiatura, Victor è chiaramente la voce di Brieva, che approfitta delle pagine per condividere le proprie idee politiche e sociali con il lettore, ma la prima impressione è che a mancare sia QUELLO CHE MI STA - 1proprio la “storia”. La situazione politica della Spagna, la sudditanza europea verso la Germania della Merkel, l’impoverimento morale e sociale che la disoccupazione ha creato, il crollo della famiglia e delle certezze basilari: tutti spunti profondi e validi di riflessione che però sembrano viaggiare su un binario narrativo morto. Il protagonista rimane preda delle proprie allucinazioni fino al momento dell’epilogo, che raccoglie (o almeno dovrebbe) gli spunti proposti, chiudendo la storia. Nelle sue tavole Brieva si ispira chiaramente al fumetto classico americano, (Aparecido sembra uscito direttamente da una animazione Disney anni ’30), che però si inserisce in un complesso di montaggi e inquadrature dal taglio più moderno e cinematografico. Belli e riconoscibili anche i rimandi allo stile pungente e vagamente caricaturale di Robert Crumb, artista americano padre di Fritz the Cat che Brieva ha più volte indicato come uno dei propri riferimenti. Da notare l’uso che l’autore fa di luce e colori: alle linee morbide e ai tratti intrecciati delle ombreggiature, sempre piuttosto nette in ogni immagine, si affianca un arancione caldo che, oltre a fare da sfondo in tutta l’opera, viene utilizzato in toni più o meno forti per sottolineare visivamente gli oggetti e le situazioni narrative più importanti o incorniciare le visioni/allucinazioni del protagonista.

50 e 50

QUELLO CHE MI STA - COVERQuello che mi sta succedendo di Miguel Brieva, Eris Edizioni, è un fumetto complesso. Per apprezzarlo completamente è necessario affrontarlo con la consapevolezza che vi porterà a fare dei bilanci a volte scomodi della vostra esistenza. Il fatto meno piacevole è che lo fa toccando corde che portano inciso il segno del populismo, piuttosto che con l’esposizione di una chiara analisi politica (di certo personale e pertanto legittima). Se all’inizio del fumetto è accettabile che l’autore cerchi di costruire una base di sensazioni ed esperienze comuni con il lettore, la decisione(?) di mantenere il medesimo tono per tutta l’opera senza, rischia frustrare eccessivamente le aspettative del lettore, che finisce per attendere “risposte” che di fatto non arrivano. Ma non fraintendetemi: siamo davanti a un’opera che forse manca di unità, ma che è formata da una serie di storie/spunti interessanti sia dal punto di vista grafico che narrativo. Un esordio con l’asterisco per questo interessante autore spagnolo, che merita comunque fiducia e  una buona occhiata. Buona Lettura

ps : Nel caso ve lo stesse chiedendo la risposta è sì, INTRAPERDENTI non è un errore o un refuso. Solo un amaro gioco di parole…

QUELLO CHE MI STA - 2


Quello che mi sta succedendo
Misantromorfina
Sandro
Mox Nox
L’officina del macello. 1917 la declinazione della Brigata Catanzaro



LA NOSTRA PAGELLA: 6.9/10



Andrea Cattani

Figlio degli anni '80 (insomma...metà anni 70...), attendo l'arrivo di Daltaniuos per finalmente fuggire da questo pianeta, a mio parere, dominato da mostri. Ecco

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1 Risposta

  1. 21 ottobre 2015

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