Recensione: Radici vol. #1

Editore Autoprodotto
Autori Giorgio Pandiani (testi e disegni)
Prima pubblicazione 2014
Prima edizione italiana 2014
Formato Digitale
Numero pagine 84

Prezzo 10 € versione cartacea, 5 € digitale

Un’erbaccia è una pianta che cresce dove l’uomo non vuole.
(Radici vol. 1)

RADICI

02RadiciUn’auto sportiva sfreccia sulla strada. Il guidatore nervoso sta cercando qualcuno, quando improvvisamente si alza il vento e un ruggito strappa l’auto dall’asfalto, ribaltandola.

Comincia così il primo volume di “Radici”, nuovo progetto a tema “ambiente” di Giorgio Pandiani (“I palazzi”) che già abbiamo avuto modo di presentarvi in anteprima.

Nella storia compare subito dopo un secondo personaggio, Silvio Giano, che si risveglia nell’oscurità, intrappolato da un groviglio di arbusti rampicanti decisamente vivi e viene interrogato sui suoi ricordi precedenti da una voce che comunque lo tranquillizza sulla sua incolumità.
Silvio fa parte di una banda di tizi non proprio raccomandabili, che fanno “lavoretti” per qualche soldo e che si troveranno alle prese con un complice (lui) con problemi di lucidità. 

Vedevo qualcosa. Delle sagome, come poco fa, ma diverso. Sentivo anche delle voci, come in un sogno, ma da sveglio. Dovevo sapere. Entrai nel buio.
(Silvio, Radici vol.1)

VISIONI

Radici3Tutto inizia da una ferita, in seguito alla quale Giano inizia ad avere visioni. Di fatti accaduti e non. Forse macabre premonizioni. Di una Natura violenta, che si rivolta contro l’Uomo.

La prima avviene sul luogo di un incidente dove l’auto della banda è costretta ad aspettare. Una galleria alle cui estremità sembrano essersi improvvisamente eretti muri di vegetazione che hanno provocato un disastro, dentro e fuori. La vista che improvvisamente si annebbia e  Silvio si ritrova dentro il tunnel con i poliziotti e scorge un primo indizio inquietante.

Da qui un crescendo, che lo destabilizzerà al punto da portarlo a dubitare della propria salute fisica e mentale e a estraniarsi progressivamente dalla realtà, faticando a distinguere il confine con l’immaginazione, o meglio, con l’incubo.

Fortunatamente però, il guidatore della prima scena (che scopriamo essere un ispettore di polizia di nome De Luca) incrocia la strada di Silvio e questo dà la sensazione di rivelarsi un bene per quest’ultimo nel resto della storia, anche se sappiamo che i problemi non mancheranno nemmeno per il poliziotto.

Ne avevo abbastanza di misteri e ho deciso di andarmene. Ma, a volte, non è così semplice.
(De Luca, Radici vol.1)

CONSIDERAZIONI

Radici2Radici è sicuramente un progetto interessante e che, soprattutto, merita rispetto. Per quello che rappresenta con la sua vocazione a “impatto zero” e per il tema che ha per oggetto. In tempi nei quali il senso di onnipotenza dell’Uomo nei confronti del Pianeta ha raggiunto l’apice, troviamo alla porta proprio il più indesiderato dei creditori, la Natura stessa, a chiedere tutto il dovuto e anche gli interessi.

Questo sembra essere il leitmotiv di quest’opera indipendente, divisa in tre parti e realizzata in bianco e nero. Il mistero è l’elemento dominante della narrazione e attornia la quasi totalità dei personaggi. La scelta dello schema narrativo delle storie parallele e l’utilizzo di flashback-flashforward sono elementi che personalmente apprezzo, anche se il rapporto tra le vicende dei due personaggi principali De Luca e Giano (in ordine di apparizione) è piuttosto sbilanciato verso il secondo (vero protagonista), facendo forse perdere un po’ di senso alle prime pagine.

Per quanto riguarda la sceneggiatura, il registro dei testi è decisamente colloquiale e i dialoghi sono semplici e diretti – a tratti anche troppo – con il risultato di immergere il lettore in un contesto di normalità, generando un sentimento di empatia con il quale si sposa bene il tratto essenziale dei disegni (l’aspetto che ho preferito), che con l’utilizzo del chiaroscuro contribuiscono a conferire alla storia il suo alone mistico.

Considerato tutto, promuovo questo primo volume di Radici, aspettando di leggere i successivi per una valutazione più completa. Un peccato non aver avuto tra le mani la versione cartacea, stampata su carta riciclata e con inchiostri a cera.

C4 MATITE:

Simone Severi

Nato negli anni in cui il genere manga segnava in modo indelebile la cultura dell’Occidente, mi nutro inizialmente di cartoni animati e all’età di 8 anni circa scopro Dylan Dog e vengo travolto dall’universo di fumetti e videogiochi. Oggi cerco di coltivare ancora con lo stesso spirito queste passioni, lottando contro la noia della vita moderna.

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1 Risposta

  1. 6 dicembre 2016

    […] vicenda è divisa in tre volumi in bianco e nero, il primo uscito nel 2014 e l’ultimo previsto per il […]

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