Recensione: Rat God

Editore RW Lion
Autori Richard Corben
Prima pubblicazione 2015
Prima edizione italiana 2017
Formato Brossurato
Numero pagine 144

Prezzo 13,95 euro

La paura più antica e potente è la paura dell’ignoto

LA TRAMA

Clark Elwood, giovane e razionale studioso del Miskatonik College di Arkham nel New England, viaggia verso nord cercando di raggiungere un remoto villaggio montano. Il luogo in questione è Lame Dog, terra di provenienza di Kito Hontz, la ragazza della quale Clark è innamorato e che ora è determinato a rincontrare. Il suo viaggio, tuttavia, si trasformerà in una terribile odissea nel momento in cui verrà a conoscenza che il villaggio nasconde un orribile segreto, qualcosa di legato ad un culto antico e ad una mostruosa divinità e di come, tutto questo, sia indissolubilmente intrecciato al destino della sua amata.

LOVECRAFT E CORBEN

Con Rat God, edito in Italia da Rw Lion, Richard Corben si dedica al suo genere prediletto, l’horror, imbastendo una storia  dalle atmosfere tipicamente lovecraftiane. L’autore sceglie di non adattare nessuno degli scritti originali del solitario di Providence, ma di trarre ispirazione dai suoi luoghi di fantasia e dalla sua mitologia per costruire un’opera originale. I rimandi a Lovecraft, tuttavia, sono ben espliciti e facilmente riconoscibili fin dalle prime battute della narrazione. Ad esempio, il protagonista ha le fattezze di Lovecraft stesso e in più di un’occasione cita alcune creature del suo immaginario come Cthulhu, gli dei antichi e yog-sothoth. Inoltre sono presenti la città di Arkham e la Miskatonik University, luoghi cardine dell’universo lovecraftiano.

Sempre per quanto riguarda le citazioni, c’è spazio anche per l’autoreferenzialità, infatti la voce narrante viene affidata a Mag The Hag, un personaggio inventato dallo stesso Corben e che ricorre come narratore in molte delle sue storie horror e di alcuni  suoi adattamenti a fumetti dei racconti di Poe.

Tutte queste citazioni, al di là di essere dei palesi omaggi allo scrittore americano, costituiscono una chiara connotazione tematica all’interno dell’opera di Corben, in cui l’orrore, proprio come nei racconti di Lovecraft, più che la violenza e l’azione, la fa da padrone. Il lettore, infatti, comprende da subito che il viaggio di Clark sarà una lenta discesa all’inferno, che c’è qualcosa di estremamente orrorifico dietro la realtà apparente, qualcosa di stordente, onirico e raccapricciante che si perde nell’alba dei tempi. Più si va avanti con la storia e più l’atmosfera si fa surreale e crepuscolare fino ad esplodere in momenti di puro terrore.

RAPPRESENTARE IL TERRORE

Dal punto di vista visivo, i disegni di Corben si adattano perfettamente alla materia narrata, contribuendo a delineare un’atmosfera che punta ad inquietare il lettore. I personaggi sono sproporzionati e talvolta quasi deformati, con volti estremamente più grandi del corpo e tratti somatici alquanto bizzarri. Tutto, sia i personaggi sia gli ambienti in cui si muovono,  è delineato da un tratto marcato, ruvido e scuro che conferisce alle figure un aspetto a metà tra lo scultoreo, per la capacità di trasmettere grande materialità,  e il cartoonesco, per l’espressività e la dinamicità quasi caricaturale. L’effetto risulta spesso straniante, grottesco e surreale, soprattutto nelle scene d’azione e nei primi piani sulle espressioni dei personaggi.

La potenza espressiva dei disegni di Corben viene esaltata dalla variegata palette di colori utilizzati. Per i volti e i corpi dei personaggi prevalgono tonalità di marrone e ocra, unite ad un sapiente e marcato uso del chiaroscuro che conferisce grande volume alle figure. Gli ambienti e gli sfondi, invece, sono caratterizzati da una gran varietà di colori che vanno dal verde al marrone, dal blu al giallo, dal grigio al viola con squarci improvvisi di rosso vivo nei momenti più violenti, dove il sangue non manca mai di scorrere e andare a formare macchie talmente materiche da sembrare impiastricciate sulla pagina.

CONCLUSIONI

Per concludere, Rat God è un’opera sapientemente costruita nel suo mix di citazionismo e originalità. Corben è capace di intrattenere il lettore con una narrazione coinvolgente, supportata da una resa visiva efficace, che da vita ad un fumetto horror dalle tematiche tipicamente lovecraftiane, ma che conserva sempre una propria identità specifica.

PRO CONTRO
– Trama coinvolgente
– Visivamente potente
– Atmosfere lovecraftiane
– Scene d'azione poco dinamiche
– Finale un po' sottotono

C4 MATITE:

Matteo Marchetti

Filosofo per formazione ed educatore per professione, cresce a Dragonball, Final Fantasy e calcio di strada nella campagna piacentina. Appassionato di fumetti, cinema, videogiochi, letteratura e arte è sempre a caccia di nuovi stimoli su cui riflettere, dialogare e scrivere.

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