Recensione: 300

Editore Dark Horse
Autori Frank Miller (testi e disegni) Lynn Varley (colori)
Prima pubblicazione 1998
Prima edizione italiana Play Press 1999
Formato 31 cm x 24,5 cm formato italiano
Numero pagine 90

Prezzo non precisato

“AFFONDANDO NELLA STORIA”

300. Questo numero entra di diritto tra quelli che alla loro pronuncia evocano immediatamente, nomi, situazioni, episodi e in questo caso specifico un film e poi il fumetto che lo ha creato.  La ribalta assoluta di respiro universale la cattura il prodotto cinematografico del 2007 di Zack Snyder, eppure quasi dieci anni prima aveva visto la luce la graphic novel omonima firmata da Frank Miller. La pubblicazione ottiene subito il riconoscimento del pubblico e della critica, aggiundicandosi l’Eisner Award come miglior mini serie. Se il genio assoluto del suo creatore non è in discussione, una nota di riguardo va spesa per il colorista Lynn Varley, attraverso le sue intuizioni appunto il prodotto acquisisce un grado ulteriore di solennità. Le masse prendono volume non perdendosi in inutili vezzi cromatici, i colori non sono sprecati ma pesati col calibro di chi fa delle campiture un linguaggio sotto traccia, una colonna sonora che non ha bisogno di traduzione o sostegno. Per capire in maniera completa l’operazione che è stata concepita consiglio assolutamente di seguire appunto l’evoluzione artistica di questo notevole prodotto. (Consiglio che estendo per altro a tutte le situazioni simili). Frank Miller si conferma autore di notevole spessore, racconta una storia utilizzando l’evocazione grafica, le parole rappresentano l’essenza stessa della legge durissima di Sparta, poche, misurate, immortali. La sequenza disegnata scorre lungo un formato insolito, che stravolge le classiche “gabbie” editoriali, adattando il volume ad una lettura orizzontale. Per certi versi sembra di avere per le mani uno storyboard pronto per un film, ma è molto di più; nulla è abbandonato al caso, anzi, è un meccanismo semplice che alimenta ingranaggi possenti, pieni, statuari. La storia è evidente, lampante, semplice, conosciuta a tutti, quello che rimane difficile da digerire è Sparta, con i suoi insegnamenti rigidissimi, le sue regole ferree e la sua società ciecamente ubbidiente. In fondo da sempre gli spartani sono passati alla storia per la loro abnegazione alla perfezione della razza, alla tendenza alla supremazia alla ferocia con la quale affermano le loro idee sprezzanti delle floride culture che si specchiavano molto vicine.

I nostri vecchi dicono che noi spartani discendiamo da Eracle stesso. L’impavido Leonida conferma la nostra discendenza. Il suo ruggito è lungo, possente e beffardo. Fissando la morte negli occhi – ride.

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“QUESTA È SPARTA”

300 si affaccia all’editoria italiana alla fine del secolo scorso con un albo che rispecchia fedelmente i dettami di F. Miller; unica differenza è la divisione in cinque capitoli della versione americana (Onore, Dovere, Gloria, Combattimento e Vittoria) riunita da Play Press in un unico volume. L’opera, acclamata dagli esperti di fumetto e dai lettori di tutto il mondo, è un lavoro notevole, ispirato ad un fatto realmente accaduto presso lo stretto delle Termopili, dove trecento Spartani appunto, resistettero oltre ogni previsione a fronte dell’immenso esercito persiano, capeggiati da Leonida il loro re. La storia si prende qualche libertà, ma non guasta, altrimenti sarebbe stato un documentario, anzi gli elementi di fondo sono utilizzati come strumenti al servizio di una mente geniale che ci imbandisce portate golose alle quali non si è in grado di dire di no. La durezza di alcune decisioni è avallata da un segno rude e netto che non lascia scampo, i dialoghi miseri nella misura sono un concentrato di essenzialità estrema, ma di altisonanza quasi mitologica. Se pur sia tracciata la tragedia, in fiato si spezza, mentre il cuore si stringe, la logica giace lontana dalla comprensione e la paura cuce addosso il timore di sapere come possa finire. Il coraggio sovrasta ogni cosa, compreso il buon senso o qualsiasi sfaccettatura dell’amore, il pianto è un attimo, se con la vita si è guadagnato un posto nell’eternità della storia.

“Questa sera ceneremo all’inferno”

Il volume di 300 è stato più volte ristampato in Italia da altre case editrici, quindi non è difficile imbattersi in versioni molto diverse tra loro, sia nel numero di pagine che nel prezzo che può variare anche di diversi euro.

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LA NOSTRA PAGELLA: 9/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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