Recensione: Aama

Editore BAO Publishing
Autori Frederik Peeters
Prima pubblicazione 2013
Prima edizione italiana 2014
Formato 20×27 cartonato, colori
Numero pagine ~ 90

Prezzo 14 euro

Ho le dita rigide. Scrivere… come si fa?
Soggetto, verbo, complemento…
formulerò i pensieri come mi vengono.

L’ODORE DELLA POLVERE CALDA

5Un’avventura interplanetaria in cui i piani temporali si mischiano, il presente e il passato più e meno recente si fondono in un vortice accattivante che inchioda il lettore alla pagina, riempiendolo di domande che rimarranno sospese. Trattenete il respiro a vostro rischio e pericolo.
Raccontare la trama di “Aâma” senza rischiare di rovinarne la lettura è un’impresa complessa, come complesse sembrano essere le prove a cui viene sottoposto Verloc, il protagonista di questo ibrido sci-fi, dalle venature di saga familiare e le crepe di critica sociale. Che Radiant faccia parte della nostra Terra, soltanto portata avanti di qualche manciata di anni, o forse secoli, non è dato saperlo. L’ambientazione è futuristica e vagamente apocalittica: una divisione in livelli di abitabilità separa nettamente la gerarchia della popolazione nonché i quartieri stessi delle città, una misteriosa malattia dai risvolti animaleschi, di cui si capisce ancora poco, piega parte della popolazione apparentemente senza via di scampo. Una prevenzione potrebbero essere dei particolari impianti: permettono di inviare segnali forse telepatici, di respirare in atmosfere nocive all’uomo e chissà che altro. La tecnofobia però è come una pulce che si insinua nell’orecchio, che fa desiderare in alcuni un ritorno alle primordiali passioni, che fa temere i robot, immancabili. La carta è un lusso. La Bibbia una lettura illegale.
Il viaggio sembra riunire due fratelli in una quest misteriosa: non c’è dubbio, però, prima di scoprire cosa sia aâma, e perché sia la chiave di volta di questa storia, si dovranno svelare molti intrighi, politici e non.

1

Se sentite girare la testa, è normale: questo primo volume vi riempirà di informazioni, balzerà da un punto all’altro della storia stuzzicando l’immaginazione e lasciandovi nella più scimmiesca curiosità.

Ma devo ammettere che
a forza di non avere bisogno di nessuno
mi ero ritrovato solo al mondo.

UNA TETRALOGIA

4Frederik Peeters, svizzero di Ginevra, è conosciuto in Italia perlopiù per le sue storie intimiste, a volte autobiografiche. Se non fosse che “Aâma” ha già ricevuto riconoscimenti come quello di Angoulême, che la dichiara nel 2013 miglior serie dell’anno, verrebbe da storcere il naso trovandosi davanti a un racconto fantascientifico. Dopotutto siamo un po’ abitudinari. Lo stile classico di Peeters, però, riesce a insinuarsi anche nel fantastico, macchiandolo di introspezioni psicologiche che danno profondità ai personaggi e alla storia stessa. Ma quei personaggi, nonostante i drammi che li umanizzano, malgrado le questioni irrisolte e la curiosità palpabile che segue la lettura del volume, risultano freddi. Che la distanza temporale non incida soltanto sull’ambientazione, ma anche su un piano personale tra lettore e protagonisti che, per questo primo numero, rende difficile provare empatia?
Il sospetto è che di fondo ci sia una morale, nonché una poco velata critica alla crescente dipendenza dalle tecnologie: comunque non guasta.

9L’odore della polvere calda” è soltanto il primo dei quattro numeri previsti per questa serie: promette meraviglie. Una storia fresca, ricca di colpi di scena più o meno annunciati, e innovativa nonostante i temi trattati non siano particolarmente originali. Una pecca di questo #1: troppe domande senza risposta, troppe aspettative che crescono, un’attesa logorante per il secondo volume previsto per l’inizio del 2015. Forse, però, non si tratta di un difetto, in fondo, cosa si potrebbe chiedere di più a un numero 1? C’è un’altra questione che attende risposta: riuscirà il seguito a soddisfare le aspettative del lettore in scimmia?

7

E di colpo, diventa facile. Mi siedo, prendo una penna,
una vera penna con inchiostro vero, e scrivo…
santo cielo, era talmente tanto tempo che non lo facevo…
nemmeno a scuola, in fin dei conti, ricordo di aver mai scritto a mano, così.
Ed è penoso, ho la sensazione di avere la grafia di un bambino di sette anni.

EDIZIONE ITALIANA

6Come fu per “Pachiderma” anche per la saga di “Aâma” l’editore italiano è BAO Publishing che prevede di far uscire un paio di volumi l’anno, quasi rispettando il divario temporale che lo separa dalle pubblicazioni del francese Gallimard. La casa editrice milanese ci ha abituato a edizioni curate nel dettaglio, e anche questa volta non delude con un cartonato dalla rilegatura cucita, dalla carta patinata spessa che assorbe i colori del disegno facendo risaltare ogni tratto, che siano ombre accennate o la vastità dello spazio. Prezzo abbordabilissimo, comunque giustificato dell’edizione.

3

Da maneggiare con cura: rischia di creare dipendenza.


Aâma 1: L’Odore della Polvere Calda
Aama 1: The Smell of Warm Dust



LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



Martina Moretti

Nata a Carrara, una città a metà tra i monti e il mare, coltiva la passione della lettura, fumetti e non, da quando era ancora un virgulto di ragazza. A fine novembre 2013 si infervora per l’idea dell’amico Nicholas Venè e si lascia trascinare dentro lo staff di C4Comic. In fondo, però, l'unica cosa importante da dire è: Cyclops was right! (cit.)

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1 Risposta

  1. 14 agosto 2014

    […] Per scoprire o riscoprire questo gioiello del fumetto europeo, non resta che attendere la nuova edizione targata BAO Publishing. Se nel frattempo volete conoscere meglio l’autore ginevrino, potreste cominciare dalla sua ultima fatica: Aâma, un’incursione nel genere sci-fi, di cui potete leggere una bellissima recensione cliccando qui. […]

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