Recensione: Bakuman

Editore Panini Comics – coll. Planet Manga
Autori Testi – Tsugumi Ohba ; Disegni – Takeshi Obata
Prima pubblicazione Shonen Jump (JPN) – 7 agosto 2008
Prima edizione italiana 25 Marzo 2010
Formato 11,5 x 17,5 b/n – copertina a colori
Numero pagine 200 c.a.

Prezzo € 3,90

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…A Takagi piacciono i manga? Il ragazzo con i voti più alti non solo di tutta la scuola, ma di tutto il paese. È questo il suo sogno? Che cos’ha in mente?
(Moritaka su Takagi)

…DEATH NOTE È UN’ALTRA COSA

Passi una parte della tua vita a leggere manga, e cominci ad annoiarti. Il problema sono le idee, perché alla fine nel bel paese arriva principalmente quella corrente enorme e variegata cosiddetta “mainstream” che si basa su cinque o sei idee/protagonisti/argomenti, mixati in varia misura. Poi un  giorno arriva una coppia di autori, di cui almeno uno completamente folle, e fra le pagine di Weekly Shōnen Jump, appare Death Note. E allora pensi che  Tsugumi Ohba e il suo degno compare alle chine Takeshi Obata siano dei geni e che il tuo amore per i manga possa lentamente rifiorire. Quando però il magico duo, solo un paio di anni dopo, se ne esce con Bakuman le nubi tornano ad addensarsi. Se l’idea di base, creare un manga sul mondo dei manga e dei mangaka è certamente innovativa, probabilmente l’approccio con il quale è stato affrontato è abbastanza discutibile, e se a questo aggiungiamo una storia di amore d’altri tempi del genere “ti-amo-e-ti-aspetterò-per-sempre”, il livello della cosa si abbassa di parecchio, e con questo anche l’umore dei lettori. La serie è pubblicata in Italia da Panini Comics, nella sua collana Planet Manga, ed è giunta recentissimamente alla pubblicazione dell’ultimo volume, proprio per questo procederemo nella descrizione della storia, per soli sommi capi, cercando di evitare inutili spoiler.

Prendiamo un manoscritto solo quando non vogliamo che se lo accaparri un’altra casa editrice…. Se non foste stati promettenti ve lo avrei restituito
(Hattori ad Ashirogi Muto)

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COME NASCE UN MANGA: LEZIONE 1

Mashiro Moritaka è un ragazzino delle superiori, studia come tutti, ha discreti voti come tanti, si aspetta di continuare i suoi studi, entrare in una scuola superiore abbastanza prestigiosa da garantirgli l’ingresso in una università di buon livello.  Poi lavoro, una famiglia, dei figli, una casa, un cane e alla fine una bara. Tutto come da programma, se non fosse che questo futuro lo disgusta, per quanto al momento non ha idea di come cambiare le cose. Di sicuro sa che è innamorato della sua compagna di classe bakuman 3Miho Azuki, la ragazza che continua a disegnare nei momenti di lezione. Tutto cambia grazie all’incontro con Takagi Akito, che trovandosi tra le mani un quaderno di sketch di Mashiro, si rende conto del suo incredibile talento e subito gli chiede di realizzare insieme un manga. Ed è qui che nasce la coppia di mangaka poi conosciuta come Ashirogi Muto.  Nello svolgersi della storia, scopriamo presto che anche Miho, che vuole diventare una seiyuu, doppiatrice di anime, è innamorata di Moritaka, ma entrambi si rendono conto che questo sentimento così forte potrebbe portarli lontano dai loro obiettivi. Quindi si fanno reciprocamente una promessa : Mashiro e Takagi promettono di creare una serie manga che riuscirà a essere trasposta anche in anime, e Azuki, promette loro che appena questo accadrà lei sarà la voce della protagonista femminile della serie, e da quel momento in avanti, anche il loro sogno d’amore sarebbe stato coronato. I primi lavori, l’incontro con il loro primo editore, sig. Hattori,  i primi lavori, la malattia, le decisioni difficili e la descrizione delle complesse dinamiche della redazione di Jump!, sono gli ingredienti di questo manga. La storia comunque non lesina spunti interessanti e risate, ma anche tensione e qualche lacrimuccia. Del finale non parlerò, lasciandovi decidere se sia una meraviglia narrativa o un flop clamoroso, se pur quasi certamente i giudizi saranno equamente divisi tra queste due categorie.

Mio zio non è riuscito… A esaudire i suoi sogni…ma io posso farcela!

MA PERCHÉ?

Bakuman poteva essere un capolavoro. E invece no.  Sicuramente l’uso della tecnica “Plot in the Plot”, (la storia nella storia) rappresenta una particolarità, nel corso della storia infatti, Tsugumi Ohba e Takeshi Obata descrivono oltre alle avventure di Ashirogi Muto, i manga che vengono realizzati da amici e rivali di  Mashiro e Takagi tanto che questi autori fittizi diventano veri e propri co-protagonisti della serie. Ma la innovazione finisce qui. La storia di amore fra Mashiro e Miho è un vero e proprio corpo estraneo rispetto al resto della storia, e sembra più un pretesto per alleggerire il contesto, prettamente “editoriale”, che caratterizza invece il filone principale della narrazione. Inoltre durante la lettura si ha l’impressione che alcune lacune di sceneggiatura siano state BAKUMAN 20semplicemente aggirate con l’utilizzo di facili e rapide scappatoie. Partendo dall’estrema facilità con cui i protagonisti diventano amici prima e colleghi dopo, senza dover passare dall’enorme trafila della formalità giapponese, per arrivare alla casuale (?) parentela fra il disegnatore ed un defunto zio ex-mangaka che ha lasciato al nipote tutto il suo studio di lavoro, tutta la sua collezione di fumetti e praticamente tutto quanto potrebbe essere utile a un neofita per iniziare la carriera nei manga. Il tutto questo sempre in tempi che definire brevi è dir poco. Anche la parte grafica rappresenta un passo indietro rispetto al più gettonato Death Note, con personaggi tutto sommato un po’ anonimi. Chiaramente stiamo parlando di un manga comunque piacevole che però paga il confronto, forse impietoso, con l’opera precedente del duo Ohba / Obata. Di buon livello e graficamente intriganti, i “manga paralleli” descritti e disegnati nelle pagine di Bakuman, tanto che una delle storie ha poi generato un vero episodio pilota pubblicato su Weekly Shōnen Jump. Inutile dire che questa opera in Giappone ha dato vita a serie anime, OAV, gadget di vario genere e tutto quanto si possa pensare di produrre su un manga. Tutto per altro perfettamente rintracciabile online sui siti più disparati.

Ricapitolando, Bakuman è un manga interessante per molti versi, che racconta quanto il mondo del manga in Giappone e forse più in generale, il mondo del fumetto e dell’editoria. L’unica avvertenza per i lettori è quella di non lasciarsi ingolosire dai nomi degli autori sulla copertina, e avvicinarsi alla storia in maniera leggera, senza particolari aspettative. Buona Lettura


Bakuman. Sogni e realtà: 1
Bakuman. Cioccolato e Akamaru Jump: 2
Bakuman. Debutto e impazienza: 3
Bakuman. Telefono e vigilia: 4
Bakuman 5



LA NOSTRA PAGELLA: 6.5/10



Andrea Cattani

Figlio degli anni '80 (insomma...metà anni 70...), attendo l'arrivo di Daltaniuos per finalmente fuggire da questo pianeta, a mio parere, dominato da mostri. Ecco

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