Recensione: Beelzebub

Editore Star Comics
Autori Ryuhei Tamura
Prima pubblicazione Edizioni Shūeisha (JPN) febbraio 2009 – Collana – Weekly Shōnen Jump
Prima edizione italiana 1º giugno 2011
Formato 11,5 × 17,5 cm colori – b/n
Numero pagine 192

Prezzo € 4.30

DA..BU..UU!!
(Beel a Oga e  Furuichi)

IL FIGLIO DEL DIAVOLO

c_res_Star-Comics_notiziaCi sono parecchi shonen manga sul mercato che fanno anche ridere, e mi piacerebbe dire che Beelzebub è meglio di tutti gli altri che avete già letto o leggerete. Sfortunatamente questo non è vero, ma non disperate, perché se non avete tra le mani il nuovo Noritaka, certamente l’idea originale e lo sviluppo serrato della narrazione, vi farà apprezzare la fatica che Ryuhei Tamura ha speso per rendere quantomeno originale questa storia. Purtroppo anche questo manga, come altri del suo genere, paga nel corso delle pubblicazioni, una certa perdita di identità. Mi spiego meglio : nelle fasi iniziali di molti manga di combattimento che includono anche tratti umoristici, vediamo che le due componenti spesso si equivalgono. Accade spesso però che, con l’avanzare della storia, la parte di combattimento tenda a prevalere su tutto il resto, e che molti dei personaggi, anche principali,  subiscano pesanti modifiche caratteriali e di ruolo. Gli esempi di questa tendenza, che è piuttosto comune nel panorama del fumetto giapponese, sono molti ed eclatanti, basta pensare a come si sono sviluppati nel tempo manga come Naruto e  One Piece o, tanto per scomodare qualche altro mostro sacro, l’epopea di Dragon Ball. Di buono c’è che in Beelzebub  si tenta di limitare questa deriva e nonostante gli scontri diventino via via “centrali” nella narrazione, le gag, le battute e l’umorismo surreale che rappresenta il punto forte del manga, rimane apprezzabile durante l’intera storia. Il manga è edito in Italia da Star Comics che è arrivata alla pubblicazione del volume #23, ma in Giappone la serie si è conclusa in febbraio con il volume #27, e in rete si trovano numerose versioni in lingua originale. Questa recensione riguarda l’opera completa, ma non vi preoccupate perché è certificata (quasi) spoiler free.

BEELZEBUB  2

Tu sei il padre del Re Demone… Da oggi cresceremo insieme un brillante Re Demone, Distruttore dell’Umanità
(Hilda a Oga)

UN DEMONE DI RAGAZZO

BEELZEBUB COVER 2Tatsumi Oga è un delinquente. Non un vero e proprio criminale, sia chiaro, ma nel famigerato Liceo Ishiyama sta scalando le classifiche dei bulli con una inarrestabile ascesa fatta di una violenza assoluta. La sua vita cambia completamente quando, al termine di uno scontro con un gruppo di studenti lungo il fiume della città, vede galleggiare in acqua un uomo ferito. Quando lo porta a riva, l’uomo magicamente si apre in due come le ante di un armadio, letteralmente, e dalla luce accecante che proviene dal corpo aperto appare un bambino, completamente nudo. Dopodiché l’uomo del fiume scompare nel nulla, lasciando il bambino alle cure di Oga. Quando Furuichi, il suo amico di infanzia, viene a sapere della storia, rimane più che stupefatto, soprattutto perché quel neonato sembra non avere assolutamente paura di Oga e anzi gongola apprezzando ogni nefandezza che il giovane studente perpetra ai danni del prossimo. A svelare il mistero sull’identità del bambino ci pensa Hildegarda, detta Hildi, la bellissima e molto fetish demone balia. Il bambino risulta essere in realtà il principe Kaiser de Emperana Beelzebub IV, Beel in breve, ovvero il figlio del diavolo.  Mandato sulla terra dal padre per distruggere l’umanità con il demone/portale dimensionale Alaindelon, l’uomo del fiume,  ha scelto Oga come genitore sulla terra grazie all’aura di potenza che il giovane studente emana.

BEELZEBUB  1Fra i due si stabilisce subito una strana relazione, perché se pur inizialmente il giovane fà di tutto per liberarsi del bambino, il legame padre-figlio appare da subito forte e con l’andare del tempo diventa sempre più stretto. L’approfondirsi della relazione genitoriale fra i due si traduce in un aumento esponenziale dei poteri demoniaci che fluiscono dal bambino verso Oga, che funziona di fatto come catalizzatore dei poteri del piccolo Beel. Il lato negativo di tutto questo sta nelle potentissime scariche elettriche che Oga riceve ogni volta che Beel piange (e piange spesso perché è un bambino), e il fatto che tutto quello che il piccolo principe imparerà sarà utilizzato per distruggere l’umanità. La crescita del bambino, il rapporto con Oga e l’arrivo di E’no il fratello maggiore di Beel, portano il manga a livelli sempre superiori di intensità, anche se un certo tipo di umorismo surreale e la costante presenza di personaggi assolutamente demenziali, rendono in qualche maniera unico questo manga. Un gradino sopra a tutti, e non poteva essere altrimenti, il piccolo Beel, che a prescindere dalla situazione in cui si trova fa sempre sorridere. Meno interessante in generale lo sviluppo centrale della serie, quando l’entrata in scena di una pletora di nuovi personaggi sempre più potenti e sempre più legati al mondo demoniaco, banalizzano un poco la storia. L’entrata in scena della misteriosa organizzazione Salomon, e un colpo di scena finale vi lascerà stesi a terra sopraffatti dalla sorpresa, pronti a ringraziare caldamente la vostra fumetteria di fiducia per avervi conservato quell’ultimo prezioso volume.

…Il vero potere tende ad accumularsi attorno al vero re…(Hilda)

ACQUISTO OCULATO?

BEELZEBUB COVER 3Ci sono molte ragioni per cui acquistare questo oggetto, ma il primo che mi sento di citare riguarda il fatto che è concluso. Questo è buono perché la seconda parte della storia stava precipitando in quel cliché del manga che si prende “troppo sul serio” di cui vi ho parlato all’inizio. Il finale, ha impedito che il manga si imbastardisse ulteriormente e lo ha mantenuto degno di essere acquistato e letto. Infatti se è pur vero che il ritmo imposto alla storia da Tamura è incalzante e non permette di rifiatare, alla fine la lettura rischia di diventare stancante. Alcuni personaggi demenziali come Alaindelon o l’apprendista dottoressa demone Lamia, fanno il possibile per mantenere un alone di leggerezza sul tutto, ed altri personaggi importanti come  TojoHimekawa, Kanzaki, o la bella Kunieda, mantengono una certa centralità. Purtroppo la continua entrata in scena di nuovi personaggi sempre più cattivi e potenti, lascia più di un dubbio sulla sceneggiatura dell’opera. Abbastanza discutibile anche il proliferare selvaggio dei poteri demoniaci appannaggio di personaggi improbabili, fra i quali proprio quel Furuichi che di certo non era nato come personaggio combattente. Il risultato di tali elargizioni è un innalzamento del livello degli scontri, ma contemporaneamente questa scelta fa perdere al manga una gran parte del proprio appeal. La parte grafica dell’opera non rappresenta il suo punto di forza ma i protagonisti, pur pagando una povera gamma espressiva (cattivo, più cattivo, buono , stupido) sono ben disegnati e caratterizzati, con un occhio più che attento ai personaggi femminili. Stesso discorso vale per sfondi e design vario.

In conclusione parliamo di un manga che vi farà ridere fino alle lacrime per i primi 15 volumi ma che poi si trasforma lentamente in un manga di combattimento con solo qualche (inevitabile) concessione all’umorismo. Se comunque deciderete di tenere fra le mani i volumi cartacei di quest’opera sappiate che guardandoli non vi sentirete mai derubati della vostra sudata paghetta.


Beelzebub: 1
Beelzebub: 2
Beelzebub: 3
Beelzebub: 4
Beelzebub: 5



LA NOSTRA PAGELLA: 10/10



Andrea Cattani

Figlio degli anni '80 (insomma...metà anni 70...), attendo l'arrivo di Daltaniuos per finalmente fuggire da questo pianeta, a mio parere, dominato da mostri. Ecco

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