Recensione: Dampyr #169 – La tomba del Re Scorpione

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Francesco Testi (soggetto e sceneggiatura) Fabrizio Russo (disegni)
Prima pubblicazione Aprile 2014
Prima edizione italiana Aprile 2014
Formato Bonelli 16 cm x 21 cm
Numero pagine 98

Prezzo 2.90 €

Ammetto che è il mio primo incontro con un albo della serie Dampyr e all’inizio ero un po scettico, pensavo: “Come posso leggere un numero isolato di una collana così longeva? Capirò poco o niente…” e invece la storia scorre senza problemi, senza bisogno di conoscere il background dei protagonisti, i riferimenti più importanti sono esplicitati rimandando agli albi in questione.

Le prime cose che mi hanno incuriosito e quindi convinto a leggerlo sono la copertina (personalmente molto bella) ad opera di Enea Riboldi e il titolo “La tomba Re Scorpione”. E’ inutile negare che i primi immediati pensieri sono andati ai film quali La Mummia e Il Re Scorpione (e perché no anche un po’ Indiana Jones) in effetti la storia raccontata nell’albo è molto simile anche se sicuramente meno movimentata della prima e meno tamarra e pompata (visto il protagonista Dwayne “The Rock” Johnson).

LA VICENDA

Dampyr_169Un gruppo di predoni di tesori irrompe in una tomba egizia scoperta da poco. Il luogo presenta alcune particolarità nella struttura e sebbene il sarcofago sia ancora sigillato manca il corredo funerario. Su ordine del loro capo, Sunset, viene scoperchiato il sarcofago da cui fuoriesce appunto il Re Scorpione con tanto di “guarda del corpo” che ricorda il dio egizio Anubi e in men che non si dica tutti (o quasi) gli usurpatori vengono uccisi. La scia di sangue prosegue nelle settimane seguenti e la notizia sulle morti improvvise arriva all’attenzione di Emil Kurjak che decide di raggiungere Harlan Draka sul posto (Dampyr si trova già sul luogo per quello che è successo nel #168). I due vengono chiamati al cospetto della dea Bastet, vecchia conoscenza di Dampyr, e in un colloquio privato-ultradimensionale viene svelata la storia del Re Scorpione e di come sia stato imprigionato all’interno di quella tomba (non voglio anticipare troppo). Comincia così la caccia al demone per impedire che realizzi i suoi desideri di conquista e di vendetta, il Re Scorpione grazie all’aiuto di Sunset, che a preferito sottomettersi piuttosto che soccombere, è riuscito a ricreare un piccolo esercito di fedeli. La storia termina….per saperlo dovete comprare l’albo!

“Da te ho potuto sapere che in questa epoca il potere non dipende solo dalla forza e dalla paura…ma soprattutto dal denaro!”
– Horo il Re Scorpione –
(Anche gli dei antichi si aggiornano… Con questa frase il Re Scorpione sembra ringraziare il suo suddito/liberatore Sunset e si appresta ad impadronirsi del mondo.)

COERENTE E PIACEVOLE

Sebbene la storia in sé non sia proprio la più originale ha il merito di essere ben scritta e coerente (accompagnata dai disegni di Fabrizio Russo) senza le forzature che sono a volte richieste per chiudere tutti i cerchi aperti in sole 98 pagine, il tutto diventa ancor più lodevole se si tiene conto che Francesco Testi è classe 1990. A nome di tutto lo staff di C4Comic un grosso in bocca al lupo per la sua carriera che senza dubbio è partita con il piede giusto!



LA NOSTRA PAGELLA: 6/10



Stefano Lucenò

Collezionista e lettore occasionale fino a qualche anno fa, decido (ahimè!) di aumentare la mia frequenza delle visite alla fumetteria (COMIC HOUSE) e di conseguenza gli albi acquistati aumentano esponenzialmente (compatibilmente con le mie tasche...e ultimamente anche con gli spazi disponibili in casa). Sicuramente più esperto di fumetti americani rispetto ai manga, posso ritenermi un più che discreto conoscitore di Batman.

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