Recensione: Dash Kappei

Editore Shogakukan (Giappone)
Autori Noburo Rokuda
Prima pubblicazione 1980 Giappone
Prima edizione italiana Maggio 2000
Formato
Numero pagine
Prezzo non precisato

 PICCOLO SEI…

Dash Kappei, da noi conosciuto col nome di Gigi la trottola è uno spokon manga, cioè un fumetto di ispirazione sportiva. Lo sfondo nel quale si consuma la storia è quello classico della scuola superiore, cava inesauribile di spunti per gli autori nipponici. Se lo sport, lo studio, l’educazione, il rispetto sono gli elementi fondanti della società giapponese, il modo per brillare in questi campi è solo uno: il duro lavoro. Kappei frantuma tutti questi granitici principi, con un comportamento irriverente, maleducato, trasandato ma irresistibile. Noboru Rokuda crea questo personaggio appositamente per dissacrare la società incastrata tra le sue regole ferree  e alienanti, modellate ad arte per fabbricare adulti di successo, senza preoccuparsi delle necessità o delle diversità che esistono. Kappei è la risposta, la sua parte naturalmente è quella dei deboli, degli emarginati, di quelli che in un modo o in un altro vivono marginalmente le possibilità della vita. Kappei è basso, molto basso, ma questo difetto lo usa come se fosse un trampolino sognando (e riuscendo) di diventare un campione del basket, disciplina riservata agli atleti con statura notevole.

IL SOLITO PERCORSO INVERSO

Amare questo personaggio e fin troppo semplice, la spontaneità delle sue gags e le vicende tanto assurde quanto divertenti fanno di Kappei un idolo assoluto. La fama di Gigi la trottola si fa largo a metà degli anni ’80 per mezzo Tv, giungendo debordante su tutte le reti nazionali. Il manga è solo di un anno precedente, ma da noi arriverà solo al principio del 2000, praticando in senso inverso il percorso di sviluppo, ma purtroppo è il prezzo che da decenni siamo costretti a pagare con le opere provenienti dal paese del sol levante. Per tutti quelli che hanno visto già la serie animata consiglio comunque di avventurarsi tra le pagine del manga, fitto di situazioni comiche e di appassionanti vicende sportive. I disegni aiutano molto nel compito preciso di dissacrare i luoghi comuni dello sport e della scuola non prendendosi quasi mai sul serio; proprio attraverso il disegno si compie la rivalsa di Kappei che assumendo le fattezze di un eroe si lancia nelle imprese più improbabili.

UNA VITA SOPRAFFINA!

La severa vita scolastica tenta in tutti i modi di inquadrare anche Kappei, relagandolo in un angolo  perché menomato dalla statura, ma sarà il coraggio, la determinazione, la consapevolezza di un talento fuori dal comune e tanta gioia, l’onda che trascina il cuore di Kappei, fino a confondersi con i colossi degli altri sport. Impavido fino all’assurdo e sorretto dal richiamo ormonale Gigi si riempie dell’amore solare provato per  Akane Aki (nel cartone Anna); con questa nuova armatura di monello scapestrato vestirà le spoglie di un gigante, così da metterlo in condizione di competere alla pari con i maestri di ogni specialità. Kappei si destreggia con scioltezza tra il basket, la scherma, il surf, il ping pong attraverso prove assurde, partite impossibili, gare bizzarre che mettono ogni lettore dalla sua parte, pronto a fare il tifo più sfegatato che si può.

“Oh che vita sopraffina quando c’è in giro qualche bianca mutandina!”

P.S. una nota dovuta per tutti i nostalgici degli anni ’80. Azzeccatissima era la sigla che apriva la serie a cartoni, realizzata da quel genio di Riccardo Zara, perfetta sintesi del contenuto visivo, estrema sinossi e impossibile da non imparare a memoria, quindi impossibile non cantare:

Piccolo sei (oh Gigi)
rotondo un po’ (oh Gigi)
ma se tu vuoi sei un cerbiatto lo so (ah! ahh!)
Ma come fai (oh Gigi)
dimmelo tu (oh Gigi)
col tuo pallone a volare lassù
Tutta la tua classe punta su di te
nella squadra tu sei grande, Re, Campione
la tua città ti chiama già GIGI la TROTTOLA

Brutto non sei (oh Gigi)
ma bello no (oh Gigi)
eppur con le donne t’arrangi lo so (ah! ahh!)
Ma come fai (oh Gigi)
dimmelo tu (oh Gigi)
Piccolo e buffo a viaggiare di più
Tutte le ragazze sognano di te
dicono che tu sei grande, Re, Campione
Gridano già Hip Hip Hurrà, per GIGI la TROTTOLA 

L’allenatrice si sa che ti piace
ma lei con te no, non ci sta (oh! nooo!!)
Mettiti in luce su fatti più audace
vedrai che poi ti noterà
Gigi però, fermati un po’
alle ragazze di un po’ no
(oh! Gigi) (oh! Gigi) (ah! ahh!)
(oh! Gigi) (oh! Gigi)

 Tutta la tua classe punta su di te
nella squadra tu sei grande, Re, Campione
la tua città ti chiama già GIGI la TROTTOLA
L’allenatrice si sa che ti piace
ma lei con te no, non ci sta (oh! nooo!!)
Mettiti in luce su fatti più audace
vedrai che poi ti noterà

Gigi però, fermati un po’
alle ragazze di un po’ no
la tua città ti chiama giàGIGI la TROTTOLA
(oh! Gigi) (oh! Gigi) (ah! ahh!)
(oh! Gigi) (oh! Gigi) (ah! ahh!) (ehi! Gigi)
(oh! Gigi) (oh! Gigi) (Forza!)

LA NOSTRA PAGELLA: 7/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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