Recensione: Devilman – L’uomo diavolo

Editore Kodansha (Giappone)
Autori Go Nagai
Prima pubblicazione 11 giugno 1972
Prima edizione italiana 1991 Granata press, 1996 Dynamic Italia, 2004 D/Visual, 2013 J-Pop
Formato
Numero pagine
Prezzo non precisato

DIAVOLO DI UN UOMO!

Devilman, l’uomo diavolo! Sembra davvero lontano il 1972, anno che ha visto venire alla luce una delle migliori idee del maestro Go Nagai. Lo spunto per la storia inizia a frullare per la testa al mangaka dopo che entra in possesso di una copia della divina commedia di Dante, illustrata dall’impareggiabile Gustave Dorè; è pervaso da una scossa, attraversato dalla consapevolezza di avere tra le mani un prodotto vincente, così di getto realizza Mao Dante, l’antesignano predecessore incompiuto dal quale poi scaturirà il capolavoro: Devilman. Quello che avviene non è solamente la realizzazione di un manga, ma di un prodotto destinato a segnare una nuova era per il fumetto: i temi, le ambientazioni, i personaggi, gli avvenimenti sono trattati con audacia, slancio, freschezza e inondati da una ventata di novità assoluta. Il linguaggio si adegua agli accadimenti, descrittivo dove occorre, spezzato, crudo e tagliente dove il ritmo cambia. Devilman è un manga forte, nulla è dato per scontato, ci si accorge ben presto che davvero può accadere di tutto. La violenza e il sesso diventano espliciti, ma non sono mai il mezzo per dichiarare che la storia possa avere dei riscontri erotici o di puro splatter, anzi sono i mezzi attraverso i quali Go Nagai avvolge l’ambiente vissuto dai personaggi di paura cristallina, di incertezza, di dolore vero.

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UN DIAVOLO CI SALVERÀ

Akira Fudo è il prescelto. Un timido ragazzo bersaglio dei bulli della scuola, almeno fino a che grazie a Ryo Asuka, un amico, non si fonderà con un demone ribelle. Ma questo è solo l’epilogo dei fatti. La potenza narrativa cresce, coinvolge il lettore confondendolo. I cattivi sono tali non per semplice definizione ma per un profondo valore prettamente umano: la difesa della natura, devastata dall’uomo che si crede padrone della terra. Difficilissimo è schierarsi chiaramente e in maniera netta, se da una parte c’è Akira il protagonista di là, anche se guidata da una furia devastatrice, c’è l’orda infernale guidata da un ideale purissimo che ci appartiene quotidianamente. I demoni, sopiti per millenni tra i ghiacci eterni si svegliano poco a poco, ma il loro piano è deciso e risolutivo, l’evoluzione della specie, laddove sono stati i potenti antenati, ha subito una virata malsana, proponendo un genere umano sconsiderato e meritevole di essere punito selvaggiamente. Non avranno vita facile perché, Amon, il nome del demone che si è impossessato di Akira è maestoso e sceglierà di schierarsi a difesa degli uomini. Un demone salverà il mondo? E Dio? Non resterà che vivere queste clamorose vicende orchestrate da un’ispiratissimo Go Nagai.

“Fino a qui avete pensato di non aver niente a che fare con questa storia!! Ma da qui in poi, l’inferno non sarà più il mio dramma personale, ma anche il vostro! Il dramma di tutta l’umanità!”

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COSÌ BRUTTO DA SEMBRARE BELLO

Prendendo in mano un qualsiasi volume di questo fumetto, che ha visto uscire sul mercato moltissime edizioni e tutte più o meno belle,  si ha l’immediata certezza di osservare un bruttissimo fumetto. I disegni sono piuttosto scadenti e poco curati, il tratto forte, largo e quasi tirato a riempiere alla bene e meglio, le tavole lasciano molto distanti gli avventori dall’affondare il cuore in una lettura simile. Ma chiunque ha letto Devilman vi dirà che alla fine non ci si fa caso, che la storia sovrasta tutto, che gli avvenimenti sono così sconvolgenti e inaspettati che cadrà tutto in un clamoroso secondo piano. Personalmente ho provato più volte nel tempo a rileggerlo e ogni volta sono caduto nella tela tesa da Go Nagai, che sembra sussurrare che se un fumetto ha una storia strutturata il resto può semplicemente diventare corredo a servizio dei desideri dell’autore. Comunque, per come si possa vedere resta una scommessa da provare assolutamente, per misurarsi anche con le proprie risorse e conoscenze in termini di fumetto e scoprire, magari, che ogni ordine può essere improvvisamente sovvertito.

Devilman


Devilman: 1
Devilman: 2
Devilman: 3
Devilman: 4
Devilman. Ultimate edition: 5



LA NOSTRA PAGELLA: 9/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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1 Risposta

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