Recensione: Corto Maltese – Teste e funghi

Editore Rizzoli-Lizard
Autori Hugo Pratt
Prima pubblicazione Pif Gadget, 1970
Prima edizione italiana Corto Maltese #8, 1984
Formato Brossura-17×24 cm
Numero pagine 34

Prezzo € 6,00

… e così Pierre, per non essere torturato, si fece uccidere col trucco dell’immortalità.

Questa che vi raccontiamo è una storia breve, di poco più di una trentina di pagine (vagamente ispirata ad un racconto di Jack London), che narra alcune vicende le quali, pur svolgendosi in lasso di tempo piuttosto breve (per quanto sia lecito, in questa storia, parlare di tempo in senso classico, come capirete poi) segneranno il protagonista in modo profondo e molto particolare.

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Siamo nel 1917 e Corto Maltese è alla volta del Sud America, in una nuova tappa (l’ottava, secondo la cronologia originale) del suo lungo peregrinare. Soffre di amnesia a causa di un colpo alla testa ricevuto nell’avventura precedente, Per colpa di un gabbiano, e si trova imbarcato tra l’Ecuador e il Venezuela. Incontra un compagno di avventure già noto (ma che non riconosce), Jeremiah Steiner, il quale gli propone di andare alla ricerca di Eldorado per conto di Levi Colombia, un antiquario amico di Steiner. C’è però un problema di fondo: l’amnesia di cui soffre Corto sembra incurabile, e ciò mette a serio rischio la buona riuscita della spedizione.

L’idea che viene a Levi Colombia per uscire da questa situazione di stallo è a dir poco curiosa: far mangiare a Corto alcuni strani funghi messicani, dotati di proprietà molto particolari.

UN’AVVENTURA ALLUCINANTE

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Entra così in scena quello che è il vero protagonista del racconto, il fungo messicano, che in poche pagine riuscirà a guarire Corto dalla sua amnesia e a regalare ad un altro personaggio un memorabile, anche se piuttosto inquietante, viaggio allucinatorio.

Ancora una volta Pratt riesce a tratteggiare una storia davvero unica, dove all’unione di avventura e fantasia vengono affiancate informazioni molto interessanti di carattere storico-sociale, questa volta in relazione alla presenza di “cibi sacri” nella cultura sudamericana.

Il maestro dunque, pur cimentandosi come al solito con tematiche culturali e storiche piuttosto controverse, riesce comunque ad offrire una lettura all’apparenza rilassata ma dotata anche di profondo significato, dove sogno e realtà si intrecciano e si confondono tra le ombre della foresta amazzonica.

In definitiva un’avventura che, per trama e per lunghezza, certamente non rientra tra quelle fondamentali di Corto Maltese, ma che si rivela più che deliziosa, quasi un piccolo gioiellino nascosto, da prendere e gustarsi con calma per calarsi poco a poco nel “regno dell’immortalità”.



LA NOSTRA PAGELLA: 9/10



Davide Beltramelli

Nato a Milano, collabora con C4 Comic come recensore. Appassionato di fumetto italiano e americano d'autore.

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