Recensione: Dylan Dog #337 – Spazio profondo

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Roberto Recchioni (testi), Nicola Mari (disegni), Lorenzo De Felici (colori), Angelo Stano (Copertina)
Prima pubblicazione Settembre 2014
Prima edizione italiana Settembre 2014
Formato 17 cm x 21,3 cm
Numero pagine 100

Prezzo 3,20 €

C’era qualcosa, annidato nelle profondità della galassia, che infestava le nostre navi. Non ci volle molto tempo prima che gli uomini cominciassero a definire queste entità come spettri dello spazio

(Tenente Kobayashi #337)

SPAZIO PROFONDO

UpkPfA5XLjiy1N4xUQM0m3czyVBda4oK8cfE4VH9Nxc=--Un grido di terrore vi seppellirà. Risparmiate il fiato: dove siamo diretti, nello spazio profondo, nessun suono ha valore. Esattamente come tutto ciò che appartiene al passato. Del Dylan che conosciamo resta solo un ricordo lontanissimo eppure assolutamente veritiero: Anno 2427 e l’infinito universale sono al centro della storia che apre il nuovo corso di Dylan Dog.

Tanta attesa per il nuovo setting dell’Indagatore dell’Incubo, ancora un mese di pazienza. Intanto, Roberto Recchioni crea un mondo mai esplorato nella lunga lista di storie di Dylan Dog. Lontani dalla terra, dalla luce e dalle consuetudini delle indagini dell’ Old Boy, l’intera struttura narrativa ha solide basi su un tema che ha sempre costituito una partenza per le storie di Dylan: Spettri, che siano gelidi e all’ombra dello splendore stellare importa davvero poco.

La pluralità dei personaggi presentati all’interno della storia sottolinea un importantissimo passaggio che vale anche per il nuovo corso. Dylan Dog ha senso esclusivamente per com’è. Possono cambiare i nemici, i contesti in cui è calato – le epoche, come in questa storia-, ma Dylan non cambierà mai. Mutazioni genetiche? Varianti che rendono imperfetto il prototipo Dylan Dog del ventunesimo secolo.

FANTAHORROR!

UpkPfA5XLjgPLEc0IG75YhBwVR5v9PzsK98mjoQTE2E=--Prima smentita per tutti coloro che reputavano la storia come una rivisitazione fantascientifica del mondo orrifico dell’Indagatore. No! Recchioni, i colori di Lorenzo De Felici e il curatissimo tratto di Nicola Mari – che ci regala tavole che sono piccoli capolavori – catapultano il lettore in un albo dal ritmo serrato e pervaso da angoscia e un time-lock da far invidia ai più grandi sceneggiatori di pellicole cinematografiche.
La lettura dell’albo è infatti estremamente visiva e scandita secondo tempi da cinema. Alcuni tagli e passaggi sono vere e proprie inquadrature che definiscono il punto di vista del regista/sceneggiatore.

Domanda da un milione di dollari. Perché Recchioni è cosi maledettamente chiacchierato e allo stesso tempo perfetto per la rinascita di Dylan Dog? Avete presente quando in Terminator 2, Schwarzenegger fa un bel bagnetto per fondersi nell’acciaio? Il Rrobe si fonde costantemente con la cultura Pop ne assorbe le parti essenziali (anche quelle Trash, che non sono sempre da buttare) e le rielabora per la sua narrazione.

In fondo, Dylan Dog si fonda proprio sul citazionismo sin dagli albori. Spazio profondo è un agglomerato di riferimenti alla cultura Pop che possono essere definiti indicatori temporali (trent’anni fa non avremmo mai avuto l’astronave Beckham) e far sorridere il lettore che dirà “conosco cosa intendeva dire l’autore”.

EFFETTI COLLATERALI 

UpkPfA5XLjgPLEc0IG75Yh1dwvfFdiIqGlmOcHC+6N8=--La rivoluzione ha senso fatta secondo i criteri che sono stati ampiamente esposti negli ultimi dodici mesi, da quando ha avuto inizio la fase uno. Sottrarre certezze ai lettori è uno dei rischi più grandi che hanno investito la creatura di Sclavi. Ottima la scelta di rivoluzionare il frontespizio mantenendo una coerenza di fondo. Non tutti gli elementi presentati sono nuovi: i mostri della precedente illustrazione di Stano ci sono tutti (o quasi) e il riferimento a Golconda imbonisce i terroristi del cambiamento. C’è un contraltare che pesa più di Giove e tutte le sue lune, ossia il cosiddetto lettore occasionale. Svestendo i panni di aficionado, fingo di essere un pendolare. Compro Dylan, salgo sul super affollatissimo regionale, leggo e alla fine dirò: “Questo non è Dylan Dog”. Legittimo! Com’è legittimo affermare che non conosci a fondo il personaggio. Ritenta il prossimo mese… Ti ritroverai il pensionamento di Bloch!


DYLAN DOG N°337 OTTOBRE 2014 “SPAZIO PROFONDO” TUTTO A COLORI
Dylan Dog. L’alba dei morti viventi
Dylan Dog. Cronache dal pianeta dei morti
Dylan Dog. Il sorriso dell’Oscura Signora
Tutti gli incubi di Dylan Dog

C4 MATITE:

Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni si diverte a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni sceglie Dylan Dog come costante della sua vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. Nel 2013 studia sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Nel 2015 e 2016 tiene un ciclo di lezioni sulla scrittura al S.O.B. per il corso di perfezionamento "Editoria per l'infanzia e il pubblico giovanile". Attualmente, collabora con la NPE, come traduttore e autore, è al lavoro sul primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA, e scrive un fantasy su Wattpad dal titolo "Ray Owlers, oltre il buio."

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