Recensione: Dylan Dog #338 – Mai più Ispettore Bloch

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Paola Barbato (testi), Bruno Brindisi (disegni), Angelo Stano (Copertina)
Prima pubblicazione Ottobre 2014
Prima edizione italiana Ottobre 2014
Formato 17 cm x 21,3 cm
Numero pagine 112

Prezzo 3,20 €

Sciocchezze, i cambiamenti non sono mai troppi! E tu, invece?
Io? Io non cambio mai… è questo il mio problema.
(Bloch & Dylan #338)

MAI PIÙ, ISPETTORE BLOCH

UpkPfA5XLjjo7AfuSK6gZaFV8naJTnpaUMDp1U05zsA=--Nessuno si aspetti il riflesso di un Dylan che è stato. Basta con il passato! È stato ottimo per costruire il personaggio che ci troviamo a leggere oggi. Seppur passato attraverso bufere di storie scialbe degli scorsi anni, Dylan è vivo.

La pensione di Bloch? Si è discusso abbondantemente e ovunque dell’evento che modificherà l’assetto della serie. Vi immaginate il risultato di una storia basata esclusivamente sul pensionamento di Bloch? Con tutte le informazioni ricevute sarebbe stato un deja-vu noioso e privo di brio.

Invece no, l’albo verte sulla commistione di due differenti storie.

TERRA, LONDRA 2014!

UpkPfA5XLjhQ7YJ6RHsaBbkBZfIuYf1f5ukWCqrJEFk=--Il compito affidato a Paolo Barbato direttamente da Tiziano Sclavi (e supervisionato da Roberto Recchioni, curatore della testata) non è stato per nulla semplice. Dopo il numero duecento, dove la sceneggiatrice aveva affrontato un episodio del passato dell’ispettore Bloch (la vicenda del figlio Virgil), si cambia registro. Non è una storia convenzionalmente barbatiana: angoscia, ansia, claustrofobia restano fuori dalle 112 pagine che compongono l’albo che inaugura il nuovo ciclo di storie.

Vogliamo Sclavi, vogliamo il suo stile, vogliamo la sua ironia e il suo orrore. Queste le frasi più comuni gridate dal popolo di lettori dell’Old Boy.

Il Dylan proposto nella pagine è esattamente quello che Sclavi aveva abbandonato  nel lontano 2001 (le storie del 2005/2006 del papà di Dylan sono piccole schegge sparse). Tre per zero, Il cane infernale, Per un pugno di sterline: questo è stato l’ultimo vero Dylan Dog made Tiziano Sclavi.

In Mai più, Ispettore Bloch ritroviamo un Dylan cialtrone. Nessuna morale, nessuno spirito d’avventura. Dylan inizia un’indagine partendo da ciò che meglio sa fare: chiedere informazione a Bloch.

La scoperta del pensionamento destabilizza tutti, eppure l’incentivo per il lettore per scoprire cosa succede a Nora, cliente di Dylan, è fortissimo.

Grazie alla controparte grafica di Bruno Brindisi, che regala vignette-capolavori, si mescolano tutti gli elementi che hanno fatto di Dylan un fenomeno sociale. La scelta di vignette grandi, piene di dettagli (e di sguardi che trasudano personalità) è una benedizione per la vista. Ancora oggi, una splash page sulle pagine di Dylan Dog viene percepita come un’anomalia. Ben venga l’anormalità!

La contropartita della modernità è vinta: The Walking Dead, Smartphone, Tablet, computer di ultima generazioni, automobili post 2000. C’è tutto! Ed è quello che serve. Soprattutto per la chiamata alle armi di nuovi lettori nati nel nuovo millennio, hanno bisogno di simboli con cui possono interfacciarsi e immedesimarsi.

MAI PIÙ MORTE!

EydNkM58WYAZRb3DNcMRrzQ+0=--C’è chi la invoca, chi la desidera, chi la scaccia e chi ne è stufo. La morte basta, eppure è ancora una volta regina incontrastata della storia. La struttura narrativa deliziosamente orchestrata dalla Barbato viene sminuita dalla presenza della morte, ancora una volta protagonista.

Il richiamo a Tre per zero, e alla tipologia di funzione della morte giustificherebbe la sua preponderanza all’interno della storia. Eppure annoia. Dopo anni di perpetuazioni con la sua mano da deus ex machina anche il lettore più paziente ha voglia d’altro. Dal mese prossimo l’Ispettore Carpenter definirà la linea dura, e sicuramente non sarà uomo da mille parole… e spiegoni.


DYLAN DOG #338 – Mai più Ispettore Bloch
Dylan Dog. L’alba dei morti viventi
Dylan Dog. Cronache dal pianeta dei morti
Dylan Dog. Il sorriso dell’Oscura Signora
Tutti gli incubi di Dylan Dog



LA NOSTRA PAGELLA: 7.5/10



Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni mi divertivo a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni scelgo Dylan Dog come costante della mia vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. A ventun'anni la mia prima ed unica band i Dreamway Tales. Nel 2013 studio sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Attualmente collaboro con la NPE, come traduttore e autore, e sono al lavoro sul mio primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA.

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2 Risposte

  1. 3 gennaio 2015

    […] Bruno Brindisi (Dylan Dog #338: Mai più, ispettore Bloch) […]

  2. 19 giugno 2015

    […] della “Fase 2” dell’Indagatore dell’Incubo, iniziata con “Mai più, Ispettore Bloch“. La nuova linea editoriale, supervisionata da Roberto Recchioni, intende portare decisivi […]

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