Recensione: Dylan Dog Color Fest #13

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Carlo Ambrosini, Claudio Chiaverotti, Paolo Armitano, Davide Furnò, Paola Barbato, Riccardo Burchielli, Fabrizio Accatino, Eugenio Sicomoro, Silvia Robustelli, Erika Bendazzoli, Mirka Andolfo, Luca Bertelè, Emiliano Tanzillo, LRNZ (Lorenzo Ceccotti). A cura di Roberto Recchioni
Prima pubblicazione Agosto 2014
Prima edizione italiana Agosto 2014
Formato 16 cm × 21 cm, brossurato, colori
Numero pagine 132

Prezzo 5,50 euro

Capisci a che punto siamo arrivati? L’Indipendent di oggi titolava “Licenziato personale dell’ufficio collocamento”.

(Groucho, in Prigioniero)

COLOR FEST #13

UpkPfA5XLjiOOukgOwFOOCMPxyac6rqqC+41BWBa5Ww=--13. Come il numero di autori coinvolti nella realizzazione del Color Fest in edicola dall’8 Agosto. Diciamocela tutta, se la frase pronunciata da Groucho in apertura della recensione fosse vera anche per i dipendenti di Via Buonarroti, dovremmo tutti prendere il largo a mare e gettarci negli abissi con un’ancora che non prevede salvezza. Per fortuna la squadra di autori in opera su Dylan è sempre pronta a dare il meglio di sé e rinfrescarci con incubi di piena estate.

La copertina è refrigerante. E’ la perfetta cura per il caldo infernale. La guardi, la scruti nei minimi dettagli, continui a temere lo sguardo total black di Dylan e ti perdi, dimenticando agosto e il silenzio inquietante delle città deserte. LRNZ (Lorenzo Ceccotti), autore della copertina dimostra di saper interpretare diversi strati di lettura. Dylan è cupo, e allo stesso tempo profondamente romantico. È Dylan!

IL SOGNO DEL MINOTAUROUpkPfA5XLjhHaeTl29tzVEqq1SECcbpUvucYHEKYyWA=--

Il Minotauro sogna, e s’intrecciano vicende mitologiche e storie di ordinaria vita vissuta. Sovrapposizioni temporali e percezioni distopiche sono al centro della storia del maestro Ambrosini, autore unico con la collaborazione di Erika Bendazzoli per la colorazione.

Un treno, ricordi di un futuro non vissuto e amnesie di uno snodo passato. I più nostalgici ricorderanno Il lungo addio, un viaggio lungo una vita. Ambrosini come autore ha una sensibilità fuori dal normale e fa precipitare Dylan in una vita lunga un viaggio. Il treno corre veloce, cosi come le pagine e si giunge alla fine volendo sapere di più di Arianna e della sua particolarissima voglia sul viso a forma di stella.

Mitologico e reale. 

ATTENTI AL GOBLIN!

U=--Claudio Chiaverotti, sceneggiatore della prima era dell’Old Boy, esce dall’esilio del mondo post apocalittico del suo figlio Brendon, e ci ricasca!

Torna sulle pagine di Dylan Dog con un sequel di una delle storie con una tiratura da paura.  Dopo aver riesumato Mana Cerace dal buio della notte e averlo catapultato nella luce scintillante della quadricromia del Color Fest, Chiaverotti richiama all’appello il Goblin. Una storia breve che resta un puro omaggio. Si respira aria anni novanta con una retorica che è un marchio di fabbrica del Chiave. Si poteva osare con un pò di sequenze Splatter ma resta nei limiti del godibile, gtazie anche ai disegni di Armitano & Furnò e la colorazione di Mirka – Sacro&Profano – Andolfo.

Animalista e fuori tempo massimo.

GARGOYLE

UpkPfA5XLjjALhE1w7dKORaNyiMACsS8uJlyLugiBWA=--Una lezione di archeologia condensata in una storia breve di Dylan. Paola Barbato, da sempre una delle autrici più amate dell’Indagatore dell’Incubo, ci guida – letteralmente – in pagine e pagine piene di nozioni che ti spingono con preponderanza a dire No! Il tratto scuro e pieno di ombre di Burchielli (per la colorazione di Luca Bertelé) invece fa dire a gran voce Sì!

Ancora una volta il limite di pagine sembra essere penalizzante. Un ampio respiro avrebbe reso la storia molto più coinvolgente e meno didascalica. Un punto a favore di Paola: qualcuno, ahimè lontani i tempi dei Grouchini,  ricorda che anche l’assistente dell’Indagatore è sensibile al richiamo della carne e trova la sua bella di turno.

Verbosa, verbosa e verbosa. 

PRIGIONIERO

UpkPfA5XLjhlamDt3ahORuTaIdjaWNKQf+A8UjCAGMc=--We want more Accatino! Dovrebbe essere uno slogan imperante. L’autore torinese, latitante per alcuni anni dalla testata di Dylan Dog, sta gettando piccoli semi per far crescere il numero dei suoi sostenitori.

Prigioniero è una storia davvero semplice, quasi banale se raccontata in poche parole. Accatino ha la grande forza di rendere centrale il come e non il cosa. Un bambino indemoniato, i genitori che lo segregano in casa e un’azione di Dylan. Più semplice di così si muore. Invece la storia respira, corre come un Frecciarossa e fa dimenticare Bad Day dei R.E.M.

I disegni di Sicomoro (con la collaborazione di Robustelli e la colorazione di Tanzillo) sono piccole opere d’arte impaginate in sequenza di sei vignette. La migliore del quartetto. Ripeto, we want more Accatino!

Claustrofobica e realista.


Dylan Dog Color Fest #1
Dylan Dog Color Fest #2
Dylan Dog Color Fest #3
Dylan Dog Color Fest #4
Dylan Dog Color Fest #5



LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni mi divertivo a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni scelgo Dylan Dog come costante della mia vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. A ventun'anni la mia prima ed unica band i Dreamway Tales. Nel 2013 studio sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Attualmente collaboro con la NPE, come traduttore e autore, e sono al lavoro sul mio primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA.

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1 Risposta

  1. 11 luglio 2015

    […] l’anticipazione sulle ristampe dei Color Fest di Dylan Dog da parte del quotidiano “La Gazzetta dello Sport“, QUI il nostro […]

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